Bavaglio, i dalemiani difendono la privacy della cricca

24 Mag

Stamattina il blog “Piovono Rane” tira fuori una nota pubblicata ieri su Left Wing. Cosa sia Left Wing lo spiega egregiamente Alessandro Gilioli sul suo blog: “Il sito Left Wing, per chi non lo conoscesse, sta a D’Alema un po’ come FareFuturo sta a Fini. Insomma, l’ex ministro degli esteri lo usa per far sapere in giro ciò che gli appartiene ma in prima persona non può dire.” Bene, cosa scrive ieri Left Wing? 1) che la campagna contro la legge bavaglio è dannosa; 2) I cittadini non avrebbero diritto di conoscere, per esempio, il contenuto della telefonata in cui quelli della cricca se la ridevano la notte del terremoto a L’Aquila; 3) Che chi si oppone alla legge-bavaglio è portatore di una concezione iraniana del rapporto giustizia informazione. Ecco il testo integrale della nota che riflette il pensiero dei dalemiani sulla cosiddetta legge-bavaglio.

L’anticamera del komeinismo

Dal punto di vista etico e civile, la campagna in difesa delle intercettazioni e contro la cosiddetta legge-bavaglio si sta rivelando, soprattutto per gli argomenti adoperati da politici e giornalisti, persino più dannosa di qualsiasi soluzione sarà infine adottata. L’ultimo esempio è venuto in questi giorni da Massimo Gramellini, che a “Che tempo che fa” ha ripetuto ancora una volta l’ingannevole ritornello su “tutto quello che non avremmo scoperto in questi anni senza le intercettazioni”. Argomento delicato, naturalmente, ma che proprio per questo meriterebbe una riflessione più attenta e più sincera.

Non entreremo nel merito dei molti punti deboli del consueto, interminabile elenco di scandali politici e finanziari ricordati da Gramellini, anche se su molti di essi, a cominciare da quello sui cosiddetti “furbetti del quartierino”, ci piacerebbe domandargli cosa ne abbia capito lui, grazie alle intercettazioni, di quell’assai complicata vicenda; e se sia proprio sicuro di averla capita bene, grazie all’uso che di quelle intercettazioni fu fatto allora da giornali controllati dai diretti avversari di quegli spregiudicati scalatori; e se sia proprio sicuro di averla capita tutta, nonostante dell’intera partita gli sia stato raccontato soltanto e in modo molto discutibile quello che avveniva dentro una delle due squadre in campo, e nulla della seconda. Ma non è questo l’elemento che ci ha colpito di più, nell’intervento di Gramellini.
Quello che ci ha colpito di più è stato il finale. Senza le intercettazioni, ha detto Gramellini, non avremmo saputo nulla di quegli imprenditori che ridevano del terremoto. Ecco, è vero: non l’avremmo saputo. Non essendo però ancora previsti nel nostro codice i reati di cattiveria, cinismo e avidità, per quale ragione, domandiamo, la famosa “opinione pubblica” avrebbe avuto il diritto di conoscere il contenuto di quella telefonata? Ecco a cosa ci hanno portato tanti anni di incessante martellamento politico-giornalistico su sempre nuove questioni morali: a una concezione “iraniana” del rapporto tra giustizia, politica e informazione, in cui imprecisati guardiani della moralità avrebbero addirittura il dovere di sputtanare chiunque nel corso di una privata conversazione si permetta di pronunciare parole contrarie a una presunta “etica pubblica”, i cui limiti sarebbero stabiliti, a loro insindacabile discrezione, da pubblici ministeri, giornalisti e proprietari di giornali (soprattutto).
Ecco cosa intendeva Giovanni Falcone, crediamo, quando polemizzava con quelle stesse frange della magistratura, della politica e della cultura di sinistra – e in qualche caso proprio con le stesse persone – che dopo avere scatenato contro di lui una campagna violentissima, quando era in vita, accusandolo di “tenere nei cassetti” le inchieste più scottanti sulla politica, lo avrebbero santificato da morto, e oggi ne ricordano commossi il sacrificio, facendosene abusivi portabandiera. “Non si può investire della cultura del sospetto tutto e tutti”, diceva Falcone. Perché “la cultura del sospetto non è l’anticamera della verità. La cultura del sospetto è l’anticamera del komeinismo”.

20 Risposte to “Bavaglio, i dalemiani difendono la privacy della cricca”

  1. claudio maggio 24, 2010 a 10:30 am #

    Il sig. D’Alema è il miglior infiltrato della P2.

  2. annalisa maggio 24, 2010 a 10:58 am #

    bhe, una legge bavaglio fa comodo a tutti i politici, si sa….domani potrebbe far comodo anche a lui é ovvio che siano tutti uniti in questa battaglia, contro noi cittadini e il nostro diritto di sapere.

    • Paolo maggio 24, 2010 a 11:35 am #

      IO L’HO SEMPRE DETTO..D’ALEMA ANDREBBE CACCIATO A CALCI IN CULO PER NON AVER FATTO UNA LEGGE SUL CONFLITTO D’ INTERESSI QUANDO ERA AL GOVERNO E AVEVA I NUMERI PARLAMENTARI E IL POTERE DI FARLO..SE SIAMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO LA COLPA E’ SUA E DI QUEI GRUPPUSCOLI DELLA SINISTRA DI BERTINOTTI, CHE PIACEVA TANTO AL NANO MALEFICO E CHE PER FORTUNA ADESSO E’ SPARITO

      • leonardo maggio 25, 2010 a 10:12 am #

        Sono daccordo con Te!Vedi che fine ha fatto la TELECOM!!! Grazie D’Alema.

  3. payqhan maggio 24, 2010 a 12:05 pm #

    ma secondo me, se ci riferiamo in maniera secca all’articolo, d’alema ha ragione, che senzo ha sapere i pensieri di chiu

  4. payqhan maggio 24, 2010 a 12:07 pm #

    ma secondo me, se ci riferiamo in maniera secca all’articolo, d’alema ha ragione, che senso ha sapere i pensieri di chiunque parli con chiunque, conoscere la cattiveria è inutile, è vero non c’è una legge contro il cinismo e la cattiveria… poi certo se allarghiamo il contesto è diverso!!!!

    • Liafrancesca maggio 24, 2010 a 12:36 pm #

      “chiunque parli con chiunque” ma questi “chiunque” sono i nostri imprenditori a cui la la nostra “classe dirigente” affida con i soldi di chi paga le tasse opere di costruzione,

    • loris gherardi maggio 25, 2010 a 4:43 pm #

      sa,se io dovessi costruire una casa nuova,sapendo il nome dell’imprenditore cinico,certo non sara’ lui a farmela.sbaglio? saluti

  5. Francesco maggio 24, 2010 a 12:18 pm #

    Certo, era veramente opportuno in questo momento storico dare la sponda all’apparato comunicativo del centro-destra sul fronte intercettazioni!!
    Ma siamo uomini o bicamerali??

  6. Liafrancesca maggio 24, 2010 a 12:31 pm #

    L’opinione pubblica ha il dirittodi saperequello che dicono e pensano membri della nostra “classe dirigente”
    E’ follia parlare di concezione”iraniana”
    E’sanitèmentale condannare e rifiutare”quegli imprenditori che ridono del terremoto”
    E’osceno scriveredi “imprecisati guardiani della moralità”a difesa di chi offende una presunta”etica pubblica”
    Dobbiamo solo “pretendere”una dimensione umana che nella nostra classe dirigente (e non solo la nostra) si è persa in una mentalità mafiosa mirata solo alla ricerca del potere e dei soldi e che non sa e forse non ha mai neanche saputo che cosa sia la “Res Pubbica”

  7. demcris maggio 24, 2010 a 1:30 pm #

    Beh!!!! Che si fa?? Si casca dal pero?? Si dimenticano gli Orazi e i Curiazi?? La telefonata Consorte,La Torre, D’Alema??Hanno code di paglia chilometriche,e contano sulla memoria corta degli italiani per rifarsi,continuamente,una verginità ormai perduta da decenni.

  8. alfredo renai maggio 24, 2010 a 2:07 pm #

    Ooohhh cielo !!!!! Quante sono le persone colla codina infiammabile che per la paura di sputtanare una cattiveria vogliono evitare che si sappia dei loro paccatucci……
    Che ci siano anche fra i nostri parlamentari di SX ????

  9. Sonia maggio 24, 2010 a 3:01 pm #

    D’Alema, lascia perdere !!!! Non erano solo cattiverie, erano e sono il sintomo di un sistema di arraffamenti, inciuci e corruzione che hanno da sempre rovinato l’Italia !!! … e adesso è ora di finirla.

  10. Raffaela maggio 24, 2010 a 3:30 pm #

    Il Sig. D’Alema dimentica che rendere noti ai cittadini italiani i nomi di chi che se la rideva la notte del terremoto ha impedito a quei due compari di guadagnare su quella tragedia. Se non avessero avuto addosso lo sguardo dell’ “opinione pubblica”, sollecitato dalla diffusione di quella telefonata indecente, i componenti della “rinomata cricca” si sarebbero forse posto qualche problema etico nel continuare a fare ingrassare quella gentaglia? D’Alema farebbe bene ad astenersi dallo sputare sentenze, com’è suo solito, e dovrebbe invece sforzarsi di immaginare come ragionerebbe se, invece di essere “Massimo D’alema”, fosse un componente qualsiasi di quella pubblica opinione alla quale pretende di sottrarre il diritto di sapere. Dubito che riesca a scendere dal piedistallo, ma sforzarsi gli servirebbe, comunque. Forse, anche lui riuscirebbe a capire per un attimo lo stato d’animo dei comuni mortali.

  11. Jack maggio 24, 2010 a 6:34 pm #

    Finché ci sarà D’Alema all’opposizione ci sarà Berlusconi al governo!

  12. Aurora maggio 25, 2010 a 7:57 am #

    Sapere che alcuni imprenditori se la ridano, pensando ai loro guadagni, mi fa sanso, però aiuta a capire come vanno le cose. Se paga lo Stato, paghiamo noi e gli appalti dovrebbero essere dati agli imprenditori onesti.
    Capisco che ad alcuni fa più comodo tenerci nell’ignoranza. Nel silenzio comatoso degli Italiani potrebbero agire meglio.
    E’ questo che non dobbiamo permettere ed è a questo che serve quell’intercettazione.

  13. Pollicino maggio 25, 2010 a 1:31 pm #

    Giaggià. Peccato che, sentendo l’intercettazione sui due imprenditori che ridono, non abbiamo solo sospettato che fossero intenzionati a lucrare sulla tragedia. Lo abbiamo saputo. E visto che almeno uno dei due ora è indagato, forse non è solo di cattiveria che è accusato.
    Noi cittadini abbiamo il diritto di tutelarci non solo da ciò che è criminale in termini legali, ma anche dalla criminalità dei sentimenti. Alla base sei reati c’è una distorsione criminale anche a livello psicologico: più sappiamo del fenomeno, più potremo prendere contromisure indivudiali per arginare la criminalizzazione della società. Fenomeno, tra l’altro, non ostacolato da una politica sorridente che fa della criminalità un bacino elettorale, e nient’altro.

  14. loris gherardi maggio 25, 2010 a 4:47 pm #

    il “buon” massimo baffo doveva essere mandato a calci in culo, anzi sulle balle.ha danneggiato il paese in pari misura al nano maledetto.e doveva andarsene con craxi,e condividerne la vergogna meritata.

  15. tieso giovanni maggio 25, 2010 a 6:02 pm #

    anche lei se vada a fare fotere

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