Legge-Bavaglio, parla Rodotà: “Una strumentalizzazione ai limiti della truffa”

24 Mag

Si moltiplicano le iniziative contro la legge bavaglio. Il nostro blog ha intervistato il professor Stefano Rodotà

Professore il ddl in discussione al Senato modificherà sostanzialmente il lavoro di chi si occupa di informazione ma sarebbe lecito affermare che modificherà anche il grado di consapevolezza dei fatti da parte di chi riceve le notizie?

E’ evidente che ogni intervento sul modo in cui le notizie vengono selezionate, ordinate e diffuse incide sulla qualità dell’informazione e sulla condizione dei suoi destinatari. La modifica del lavoro di giornalisti è scrittori è indubitabile. Molti giornali, in questi giorni, stanno mettendo in evidenza quali notizie non sarebbero più pubblicabili se la legge bavaglio entrasse in vigore. Saviano ha detto con chiarezza che non gli sarebbe stato possibile scrivere “Gomorra” nella forma che conosciamo. La società diverrebbe più opaca, inconoscibile. Non dimentichiamo che le dittature hanno sempre avuto in odio l’informazione libera (e gli studi di sociologia) proprio perché svelano il modo in cui i diversi poteri agiscono. I cittadini, in sostanza, non saprebbero più quale sia la realtà vera in cui vivono. Non è un caso che Berlusconi, in questo periodo, stia usando la parola “convincere”, e non quella “informare”, parlando di questioni delicate come il nucleare, per le quali, invece, è indispensabile una opinione pubblica messa in condizione di manifestare valutazioni libere, di esercitare un sapere critico.

L’alibi di chi propone questa legge è la tutela della privacy, possibile che non esistesse altro sistema?

Più che di un alibi, parlerei di una strumentalizzazione ai limiti della truffa. Si usa un tema vero, quello della tutela della privacy, per scardinare il sistema dell’informazione, non per trovare il giusto equilibrio tra i diversi interessi. E’ sicuramente illegittimo, perché sproporzionato, un intervento legislativo che vieta la pubblicazione per anni di notizie essenziali. Il rischio della pubblicazione illegale di notizie non può essere contrastato sopprimendo la libertà d’informazione. Da anni sappiamo che la privacy è efficacemente tutelata da una procedura che filtra le informazioni: il magistrato, insieme alle parti, cancella tutto ciò che riguarda persone estranee alle indagini e le conversazioni degli stessi indagati non rilevanti; che prevede la costituzione di un archivio riservato, sotto la responsabilità di un magistrato, dove sono conservate le notizie di cui è ancora dubbia la rilevanza per le indagini e il processo; che rende possibile la pubblicazione tutte le volte che le informazioni contenute negli atti giudiziari siano già conosciute dal’interessato. Deve, comunque, rimanere fermo il principio contenuto nel Codice di deontologia dell’attività giornalistica secondo il quale le figure pubbliche hanno “una più ridotta aspettativa di privacy”. Si vuole provare che la tutela della privacy è la preoccupazione genuina di governo e maggioranza? Si stralci questa parte dall’esame del disegno di legge e si proceda nella direzione appena indicata. Non mancherebbe un larghissimo consenso.

Per la prima volta si sta assistendo in Italia ad un fronte quasi compatto della grande editoria che dice no a questo Ddl, stiamo arrivando ad un punto critico o ad una svolta importante?

Il largo fronte contro la legge bavaglio è segno e prova di una consapevolezza: ci stiamo avvicinando al punto di rottura, al mutamento di regime: La reazione dell’editoria è importante non solo perché dimostra che il fronte di opposizione a questa deriva si allarga, ma soprattutto perché mette in evidenza quanto grande sarebbe il numero dei soggetti che verrebbero ridotti al silenzio.

Secondo lei professore questo è solo l’inizio di una mobilitazione che vede i cittadini gomito a gomito con il Gotha del giornalismo, della cultura, dell’editoria?

Questa vicenda, come quella parallela della raccolte delle firme per il referendum sull’acqua come bene comune, mostra come l’iniziativa dei cittadini abbia una grande forza di trascinamento. Questa esperienza deve indurre tutti a creare una rete che colleghi i molti soggetti che si sono manifestati in questa occasione, capace di rendere possibile una azione civica comune in tutte le materie che riguardano libertà e diritti, oggi oggetto di una continua aggressione. La Camera ha approvato in commissione un orrido testo sul testamento biologico; alcuni presidenti di regione si oppongono arbitrariamente agli usi della pillola Ru 486; è scomparsa ogni iniziativa sulle unioni di fatto. Una rete dei cittadini, una nuova piattaforma comunicativa, è strumento indispensabile per la democrazia.

Chi è Stefano Rodotà

Stefano Rodotà è un giurista e politico, è professore emerito di Diritto civile della Facoltà di Giurisprudenza, Università “La Sapienza”, Roma. Ha insegnato in molte università europee, negli Stati Uniti, in America latina, Canada, Australia. È stato visiting fellow presso All Souls College, Oxford. Dal 1997 al 2005 è stato Presidente dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali, mentre dal 1998 al 2002 ha presieduto il Gruppo di coordinamento dei Garanti per il diritto alla riservatezza dell’Unione Europea. È tra gli autori della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. È stato Presidente della Fondazione Lisli e Lelio Basso. È presidente della Commissione scientifica dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione europea. Dirige il Festival del Diritto di Piacenza. Nel 2009 l’Electronic Privacy Information Center di Washington gli ha conferito l’International Privacy Champion Award.

Intervista e scheda di Silvia Bartolini

3 Risposte to “Legge-Bavaglio, parla Rodotà: “Una strumentalizzazione ai limiti della truffa””

Trackbacks/Pingbacks

  1. nuova resistenza » Legge-Bavaglio, parla Rodotà: “Una strumentalizzazione ai limiti della truffa” « Il Post Viola - maggio 24, 2010

    […] Legge-Bavaglio, parla Rodotà: “Una strumentalizzazione ai limiti della truffa” « Il Post Viola. […]

  2. intervista » Twitter Trends - maggio 24, 2010

    Intervista a Rodotà:…

  3. Benvenuti nel Paese all’incontrario! « Vagazioni - maggio 26, 2010

    […] Legge Bavaglio, parla Rodotà: “Una strumentalizzazione ai limiti della truffa” – Il Post … […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: