Feltri, il “terrorista” pagato da Berlusconi

1 Giu

All’indomani del No Berlusconi Day, “Il Giornale” di Feltri aprì con questo titolo: “Amici di Spatuzza”. Spatuzza, il collaboratore di giustizia che chiama in causa Berlusconi nelle inchieste per mafia.

Il 13 aprile scorso, Feltri dedica l’apertura de “Il Giornale” ai tre volontari di Emergency: “Terroristi”. I tre cooperanti italiani di Emergency, erano stati arrestati  a seguito dell’irruzione della polizia nell’Ospedale di Lashkar-gah. L’accusa, del tutto infondata, era che i tre fossero fiancheggiatori dei gruppi resistenti della zona

Oggi, “Il Giornale” di Feltri si occupa del massacro sulla nave dei pacifisti: “Amici dei terroristi”. Sulla nave, che faceva parte di un convoglio  internazionale diretto a Gaza per portare aiuto alla popolazione palestinese e che navigava in acque internazionali, sono morte nove persone nel corso di attacco di un commando israeliano.

Ehm, chi è il terrorista?

Chi volesse scrivere a Feltri: direttoreweb@ilgiornale.it

6 Risposte to “Feltri, il “terrorista” pagato da Berlusconi”

  1. Pasquale giugno 1, 2010 a 3:42 pm #

    ma insomma, qualcuno non va a dargliene? sarei quasi contento per il bavaglio alla stampa, almeno in teoria ‘sto troll dovrebbe smetterla di vendere m***a…

  2. Pietro giugno 1, 2010 a 3:42 pm #

    pagliacci

  3. Sigismondo Baldovino giugno 1, 2010 a 3:49 pm #

    Condivido il “terrorista” con riferimento implicito al direttore. Contesto, invece, l’uso del titolo sugli operatori di Emergency: Il Giornale, a onor del vero, non ha mai appoggiato la tesi accusatoria; anzi, è stato il primo quotidiano a svelare che le dichiarazioni del Times erano una bufala.
    Comunque questo è il mio commento sul titolo di oggi: http://parcheggioabusivo.blogspot.com/2010/06/basta-indugi-antisemiti-questa-strage-e.html
    Mi farebbe piacere un vostro commento.

    Sigismondo

  4. Sear giugno 1, 2010 a 4:45 pm #

    Speriamo che qualcuno spari a Feltri e al suo padrone, così potremo imitarlo e dire “hanno fatto bene a sparare”.

  5. siatemaggioranza giugno 1, 2010 a 7:40 pm #

    (Appena inviato all’indirizzo da voi segnalato)

    Io volevo fare il giornalista.
    Gente come Lei, mi ha fatto quasi desistere da questa idea.

    Un tempo i giornalisti erano rispettati perchè portavano per primi rispetto.
    Rispetto verso la Costituzione Italiana.
    Rispetto verso la Popolazione
    Rispetto verso la Liberà di opinione
    Rispetto verso la Verità
    Rispetto per il proprio Lavoro

    Giornalisti come Lei stanno distriggendo tutto questo, inchinandosi al volere del denaro e accettando da pallidi compromessi a chiari ordini.
    Ci siete quasi riusciti.
    Non ancora, ma quasi.

    A questo punto, non so se mai diverrò giornalista.
    Ma, se lo diventerò, Lei sarà uno dei principali esempi da non seguire.
    Almeno per questo, la ringrazio.

    Luca Gariboldi
    http://siatemaggioranza.wordpress.com/

  6. Basilio Santocrile settembre 23, 2010 a 4:18 pm #

    I CAVALIERI

    Con le orbite nasali fuori dagli stinchi
    andavano volando andavano raminghi.

    Allo scalpitar di zoccoli s’udivano i cannoni,
    al rimbombar dei ponti fuggivano i predoni.

    Solo all’ulular del vento scoprian l’emozioni
    del Grappa i cavalieri sudavan le canzoni.

    Il mormorio Peralba dal piano al monte,
    s’odono dei martiri lo scoperchiar di tombe.

    Cigola la bara e l’elmo, col tozzar dei ferri,
    canta Pontida allo sparir dei cerri.

    Saluta le belle donne all’imbrunir la sera,
    cala la bruna sulla rossa primavera.

    Il sol ramingo giace, seguito da nube scura,
    ad occultar la croce il raggio della luna.

    E quel potente ingozza, più di Giano in viso,
    or lo dice e nega, inferno e paradiso.

    Basilio Santocrile
    Proprietà letteraria riservata di Basilio Santocrile, viene consentita la riproduzione dei racconti poesie detti ecc. per intero a mezzo stampa radio TV ed internet, citandone l’ autore. – basilio.santocrile@libero.it, Fax 06/99331572 –

    Commento di P.A.S.

    A primo impatto, questa poesia sembrerebbe una “Limerick”; soltanto dopo un’attenta lettura appare chiaro il significato nascosto in ogni verso ed il richiamo ad una simbologia, che resta al lettore scoprire. – Nei primi due versi, l’immagine dei cavalieri deturpati nel loro aspetto potrebbe far pensare ai quattro cavalieri dell’Apocalisse, oppure ai soldati sfigurati dalla tragedia di una battaglia, che volano verso la vittoria, ma che procedono raminghi, su un aspro terreno a loro sconosciuto. – Al rumore degli zoccoli dei cavalli che attraversano i ponti, (riferimento non casuale al ponte di Bassano e alla canzone del Grappa) si unisce quello dei cannoni, che mette in fuga i predoni (gli invasori). – Sotto l’ululare del vento, nella tempesta, questi soldati scoprono le proprie emozioni, sudando per le fatiche affrontate nelle battaglie, mentre cantano i loro inni. – È univoco il richiamo al Piave e alla sua sorgente (il monte Peralba), mentre nel verso successivo è lampante l’ “Inno di Garibaldi di Luigi Mercantini, del 1859”, fulgidi episodi che hanno contribuito all’Unità d’Italia. – Cigolano le sepolture di tutti coloro che hanno creduto nell’Italia unita, da Garibaldi a Cavour, da Mazzini allo stesso Duce e, perché no? ad Almirante…., mentre sembra scricchiolare lo stesso “elmo di Scipio” nella canzone “Fratelli d’Italia”. Contemporaneamente, esulta Pontida (La lega), perché spariscono i cerri: (La quercia, che è stata il simbolo del Partito Democratico della Sinistra). Si assiste infatti alla fine dell’opposizione. – “Saluta le belle donne”: chiaro il riferimento alla canzone “Bella Ciao ”, sulla quale sembra calare la sera, mentre l’oscurità nasconde l’inno “Fischia il Vento”. – “Il sol ramingo giace”: Il sole nascente, che rappresenta la speranza di un futuro migliore per gli sfruttati ed i diseredati, è un altro simbolo socialista che volge al tramonto, seguito da una oscura nube che sembra volerlo offuscare, quasi a lasciare la luna per riscaldare la terra, (pallida luce di speranza in una democrazia, rappresentata dal simbolo della croce, che si avvicina al collasso). Restano soltanto i potenti (nostri illustri governanti) a ingurgitare il tutto, con la loro doppia personalità, simile al volto di Giano, che arrivano a negare ciò che essi stessi hanno prima affermato. Essi negano l’inferno che hanno creato e il paradiso che hanno distrutto. – “… ad occultar la croce il raggio della luna”: in questo verso si potrebbe scorgere, infine, anche l’invasione islamica (il cui simbolo è la mezza luna), che oggigiorno sembra voler sovrastare la fede cristiana (la croce), quasi come per annullare la nostra cultura e la nostra storia… – L’inizio della fine di tutte le lotte e di tutte le nostre speranze per un futuro diverso si insinua in quasi tutti i versi, lasciando al lettore una sensazione di impotenza che gela l’animo e lo rende incredulo ad ogni possibile cambiamento…

    P.A.S.

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