Da “Libero” a “Ti saluto fratello”, lo scandalo dei giornali inutili che ci costano milioni di euro

4 Giu

Una pioggia di finanziamenti per un esercito di testate che nessuno acquista e che in pochi leggono. Tutti a carico nostro. Altro che enti inutili. E Tremonti? Finge di non sapere

E vabbè, chiamiamoli giornali. Del resto, su questi “cosi” i contribuenti italiani riversano milioni di euro ogni anno. Ok, è vero, dei giornali molto spesso hanno poco o nulla. La foliazione? Mediamente 4 pagine. La redazione? spesso è soltanto un tavolo e un telefono. Lettori: nemmeno a parlarne. Eppure, quando si tratta di attingere dai fondi pubblici, battono cassa con la stessa veemenza di Repubblica o del Messaggero. Anche perché nulla è più facile che incassare un contributo: basta dichiarare la tiratura, presentare un bilancio e poi aspettare la liquidazione della fattura. E le vendite? No, quelle non servono.

L’elenco è tanto lungo quanto imbarazzante ma a farla da padrone sono le testate di partito, le fondazioni e gli enti morali. Come “L’amore vince” (3840 euro), edito dalla Fondazione di Culto e Religione Piccolo Rifugio; o come l’Avvenire (6,3 milioni di euro), quotidiano della Cei. E poi, che dire di “Motocross” (517 mila euro) e “Sportsman-Cavalli & Corse” (2,5 milioni), “Chitarre” (296 mila euro) e “Ti saluto fratello” (44.960 euro), “Civiltà cattolica” (66.700 euro), “L’aurora della Lomellina” della diocesi di Vigevano (45.197 euro). Ma al grande banchetto del finanziamento pubblico non mancano sicuramente gli organi di partiti o movimenti veri e presunti. Che dire, per esempio, della Discussione? E’ introvabile in edicola, ma nei decreti di stanziamento è sempre presente: 15,148 milioni di euro in 7 anni. E ancora, “Linea”, un mistero editoriale da quasi 16 milioni di euro, si presenta come organo del Msi-Fiamma Tricolore, “Il Campanile”, saldamente accucciato nelle mani dei figli di Clemente Mastella, Pellegrino ed Elio, che ha incassato già quasi 6 milioni di euro. “L’Opinione delle Libertà”, invece, ha messo in cassaforte 13milioni di euro, spicciolo più spicciolo meno. E che dire della diaspora editoriale socialista? L’Avanti! ha macinato quasi 15 milioni di euro. L’Avanti! della domenica, settimanale, dal 2000 al 2003 ha messo in banca 2.360.545 euro.Il Socialista Lab, quotidiano della cui esistenza in pochi si sono accorti, in tre anni di euro ne ha ottenuti 758 mila.La Gazzetta politica, settimanale, dal 2002 al 2005 ha superato 1,6 milioni di euro. E poi, ancora, gli alfieri del mercantilismo: La Voce repubblicana, ectoplasma da edicola, tra aperture e chiusure ha presentato un conto da 2,263 milioni di euro. Liberal ha un etichetta politica lontana dal Leviatano dello Stato, ma vicina alla cassa di Palazzo Chigi: dal 2003 al 2006 ha incassato oltre 3 milioni di euro. Andiamo avanti con L’Europa rimasuglio di testata del PD ha messo in tasca, in soli 4 anni, qualcosa come 14 milioni di euro, quanti di voi l’hanno mai letto?Il Foglio di Ferrara ha incassato finora oltre 25 milioni di euro. E infine “Il Denaro”: quasi 14 milioni di euro. Roma ladrona? Non quando si tratta di sbancare i contribuenti: il quotidiano leghista La Padania infatti si è assicurato 28 milioni in sette anni, circa 4 milioni ogni 12 mesi. E “Libero”? Anche lì, milioni di euro. Ma quante sono le diocesi italiane? Quante le case generalizie, le fondazioni, le pie società che editano, stampano, sopravvivono grazie ai contributi pubblici? Fuori dalla giungla comincia una sterminata prateria di carta.

La replica di Alberto Biraghi, direttore di “Chitarre”

Salve Popolo Viola. Sono il neodirettore della rivista Chitarre, recentemente acquisita da Accordo.it, una realtà autonoma e indipendente nata online, diventata oggi la più importante fonte di informazione in lingua italiana – e una delle più seguite in Europa – su strumenti e musica.

Da girotondino, partecipante al Palavobis, sostenitore de Il Fatto, blogger (forse qualcuno di voi ricorda OneMoreBlog, oggi mi sfogo sul mio velenoso Penati? Nein Danke!) eccetera, non posso che condividere diffidenza e fastidio per il finanziamento all’editoria.

Però. Quando abbiamo acquisito Chitarre, pochi mesi fa, ci siamo dati come obiettivo la fine dello sfruttamento dei finanziamenti per stare a galla. Vogliamo trasformare Chitarre in una rivista capace di camminare con le proprie gambe e poi sfruttare i finanziamenti – casomai rimangano – per il loro scopo originale: a favore dei cittadini, nel nostro caso dei musicisti. Per questo, ci stiamo facendo – io e i miei colleghi – un culo marcio. Stipendio 1500 euro lordi, uguale per tutti, il resto si investe sul giornale. Milanese, visto che la redazione è a Roma ho spostato la mia residenza sul Frecciarossa.

Ripeto: comprendo e rispetto diffidenze e fastidio. L’unica cosa che non accetto, però, è l’aggettivo “inutile” che attribuite a Chitarre. Chitarre non è un giornalaccio finto, è una rivista bella, ricca e autorevole. Fatta dai migliori professionisti del settore, che porta a migliaia di persone, ogni mese, per dodici mesi l’anno, informazione, cultura e didattica sulla musica (quella musica che l’indecente governo B. sta devastando).

Noi non siamo Il Campanile di Mastella, l’Amore vince e tantomeno RedTV, Libero, La Padania e l’Unità (così rispettiamo la par condicio). Siamo una rivista che vale, in cui i contributi pubblici – visto che ce li siamo trovati – non sono saccheggiati, ma utilizzati con molto rispetto di chi li paga (tutti noi).

Per rendersene conto, basta andare in edicola e sfogliarne una copia. Oppure farne richiesta per mail a me personalmente. Sarò felice di mandare una copia omaggio a chi ne faccia richiesta promettendo di leggerla con attenzione e valutare liberamente se Chitarre è “inutile”.

Ciao e grazie dell’attenzione.


alberto biraghi
alberto@gruppoaccordo.it

Risposta di ViolaPost ad Alberto Biraghi, direttore di “Chitarre”

Gentile Biraghi, Ci scusiamo se per un eccesso di semplificazione abbiamo inserito nell’articolo anche una rivista (“Chitarre”) che contribuisce a diffondere la cultura musicale nel nostro Paese. “Chitarre” rappresenta l’eccezione (buona) che conferma la regola (cattiva)

La redazione de Il Post Viola

La replica di Tommaso Bisagno, responsabile per la comunicazione della Fondazione di culto e religione Piccolo Rifugio

Gentili signori,
mi chiamo Tommaso Bisagno e sono il responsabile per la comunicazione
della Fondazione di culto e religione Piccolo Rifugio. Quella cioè che
pubblica il giornale L’Amore Vince, da voi citato nel post del 4
giugno sui finanziamenti alla stampa
(https://violapost.wordpress.com/2010/06/04/da-libero-a-ti-saluto-fratello-lo-scandalo-dei-giornali-inutili-che-ci-costano-milioni-di-euro/)
Nel vostro articolo ci mettete nello stesso calderone con varie altre
testate. Cito:

“Come “L’amore vince“, edito dalla Fondazione di Culto e Religione
Piccolo Rifugio; o come l’Avvenire (6,3 milioni di euro), quotidiano
della Cei. E poi, che dire di “Motocross” (517 mila  euro) e
“Sportsman-Cavalli & Corse” (2,5 milioni), “Chitarre” (296 mila euro)
e “Ti saluto fratello” (44.960 euro), “Civiltà cattolica” (66.700
euro), “L’aurora della Lomellina” della diocesi di Vigevano (45.197
euro).”

Non indicate pero’ a quanto ammonta il contributo spettante a L’Amore
Vince. Il lettore potrebbe pensare che è della stessa portata di
quelli delle altre testate citate, da 45 mila euro a 6 milioni. Se
andaste a controllare nel sito del Governo, dati di maggio 2010 e
quindi prima che voi scriveste il post, verifichereste invece che il
contributo erogato alla Fondazione Piccolo Rifugio per L’Amore  Vince
è di 3840 euro (tremilaottocentoequaranta euro).

Una cifra bassa in assoluto e risibile in confronto alle altre citate.
Meno del costo complessivo di  una delle nostre cinque uscite annuali.
Perchè allora inserire L’Amore Vince in quell’elenco? Per il nostro
piccolo giornale, a cui lavora un solo giornalista e che serve per far
conoscere le attività delle nostre sette comunità per persone con
disabilità in tutta Italia (come potete verificare scaricando
gratuitamente il giornale da www.piccolorifugio.it) , il vostro post è
comunque un danno di immagine.

Vi chiediamo pertanto con la massima urgenza di cancellare L’Amore
Vince dal post citato, e questo valga anche come rettifica. Poco
importa che si tratti di un post di sei mesi fa: in rete tutto resta
accessibile sempre, come ben capite.
Pronti a far valere in termini legali i nostri diritti.

In attesa di vostra rapida risposta, vi porgiamo distinti saluti
Tommaso Bisagno

per la Fondazione di culto e religione Piccolo Rifugio

24 Risposte to “Da “Libero” a “Ti saluto fratello”, lo scandalo dei giornali inutili che ci costano milioni di euro”

  1. Andreadodet giugno 4, 2010 a 4:34 pm #

    Non puoi che trovarmi completamente daccordo.
    Secondo me per fare buona informazione basterebbero poco meno di 10 testate, giusto per controbilanciare i vari schieramenti politici.

  2. michele giugno 4, 2010 a 4:36 pm #

    ragazzi guardate che questa è censura…poi diventa il popolo viola che non vuole le opinioni di tutti…io sono d’accordo che i finanziamenti sono troppi ma non bisogna cadere nella trappola…il problema di tremonti e che ieri bersani non riusciva a capire è che è vero che gli statali sono un peso ma mai quanto i politici e poi i politici hanno scelto loro di andare in politica…nessuno li ha obbligati…mentre licenziare un segretario a 50 anni mi sembra ridicolo…

  3. rain giugno 4, 2010 a 4:46 pm #

    questo è purtroppo l’aspetto negativo di un sistema creato per favorire la libertà di stampa, un sistema che permette di iscrivere anche a chi non ha alle spalle un grosso gruppo editoriale.
    poi è vero che in Italia tutte le cose buone sono usate male.

  4. albina giugno 4, 2010 a 4:53 pm #

    non ho capito che cosa c’entra Libero con il giornale della Lomellina…Vogliamo parlare dei contributi postali di tutti gli altri non citati?

  5. Francesco giugno 4, 2010 a 5:08 pm #

    Ma sapete almeno di cosa parlate facendo articoli come questo?
    Conoscete almeno un minimo le testate che denigrate???
    SAPETE COSA E’ E COSA HA RAPPRESENTATO per il mondo della musica e della chitarra il mensile CHITARRE?
    Prima di sputtanare tutto e tutto informatevi.
    CHITARRE è un mensile importante, molto importante nel suo campo.

    Sappiate che esiste ben altro oltre alla feccia dle calcio che tanto seguite.

    • Giuliano giugno 4, 2010 a 5:23 pm #

      Loro si chiedono quante copie VENDE Chitarre e gli altri giornali citati per capire come mai si vedono piovere questi milioni di euro magari falsificando le tirature.

      • N.L. giugno 4, 2010 a 6:27 pm #

        Difatti Chitarre è un mensile seguito da buona parte degli appassionati di cultura chitarristica italiana (che sono parecchi) è ha una buona tiratura,senza contare il fatto che collabora con parecchi esperti e giornalisti del settore (altro che un tavolo e un telefono),come immagino facciano anche Motocross e Sport Cavalli.

        Inoltre vorrei sapere come fate voi a permettervi di dire che i dati sulle tirature sono falsificati,non è che solo perchè un giornale non fà vendite da capogiro o non è ultrapublicizzato non vende;per il resto io sono d’accordo,l’editoria deve reggersi in piedi da sola,ma per piacere evitiamo di sparare a zero inventandoci dati che non possediamo

    • Claudio giugno 5, 2010 a 3:58 am #

      Il punto è: pechè deve pagare anche chi quel mensile non lo legge? Perchè deve pagare sempre Pantalone? In Economia esiste una sola legge, quella della domanda e dell’ offerta. Quindi un periodico vale tanto quanto i suoi lettori sono dispost a pagarlo. Io quel giornale non lo leggo e non intendo rimpinguarlo con i soldi delle mie tasse !!! Il denaro pubblico va impiegato per ben altri scopi.

      • Luca giugno 5, 2010 a 7:33 am #

        Claudio, perche sostenere un giornale che non leggi? Prova a pensare all’economia di un piccolo paese. Una sola strada potrebbe non permettersi l’illuminazione pubblica, ma un intero paese si. La collettività contribuisce a riequilibrare la distribuzione delle risorse affinché le possibilità e i diritti di ciascun cittadino siano quanto più possibili uguali agli altri.
        Nella cultura, il concetto del finanziamento alle editorie più deboli vale allo stesso modo. Da appassionato di chitarre ho lo stesso diritto di trovare strumenti di diffusione della cultura tanto quanto per un appassionato di automobilismo o motociclismo, riviste che vanno per la maggiore e che possono quindi giovare di economie più floride. Il concetto che lasci trapelare, perchè devo aiutare io una cosa che non leggo, mi sembra un po’ lo stesso concetto leghista del “perchè devo dare i soldi al terrone”, molto lontano – mi sembra – dalla filosofia che anima queste pagine. Il problema reale sono gli sprechi, non lo strumento in se.

  6. gianfranco giugno 4, 2010 a 5:42 pm #

    il problema, in effetti, non è il numero delle testate… quella è una cosa che deve decidere il mercato, non i finanziamenti pubblici.. se Il Fatto Quotidiano, vive pur rinunciando ai nostri soldi, vuol dire che puntando sulla qualità dei contenuti, un giornale può sopravvivere.. tra l’altro senza sentirsi obbligato verso nessuno, se non i suoi lettori.. Quindi, tutti i giornali dovrebbero esistere sul mercato seguendo le sue leggi e non sfruttando i finanziamenti pubblici.. avremmo sicuramente un livello più alto e meno testate succhia-soldi che nessuno legge…

    • max72rm giugno 4, 2010 a 5:55 pm #

      Gli statali non sono un peso, semmai è un peso che ci portiamo avanti da oltre 50 anni, questa politica obsoleta, vigliacca, ed ultimamente la peggiore degli ultimi 50 anni. E’ scandaloso avere come Presidente del Consiglio, un plurinquisito come Berluscono, è scandaloso che Ministri, che hanno giurato fedeltà alla repubblica italian, non si presentino alla manifestazione del 2 giugno, è scandaloso che in Italia, ci siano 620.000 auto blu, è scandaloso che dopo tutto il casino che stanno combinando i suoi sublterni, il presidente del Consiglio nn sia sotterrato dalla vergogna, è scandaloso che in Italia la Chiesa, rompa le palle alla grande in tutto…..! QUesti sono gli scandali da combattere, nn gli impiegati statali, che stanno usando come agnelli sacrificali, per deviare l’attenzione dal LODO ALFANO, altro sfregio fatto gratuitamente alla gente d’italia ed alla costituzione…!! Meditate gente…

      • Alfonso giugno 5, 2010 a 12:08 am #

        Bingo, max72rm hai centrato il bersaglio peccato che non affonda nessuno. Ragazzi a parte i cortei o i sit-in che se vogliono fanno sloggiare con la forza nel giro di poche ore, o i luoghi come questi che a reve saranno a rischio di chiusura che si può fare prima di essere costretti ad alzare bandiera bianca per manifesta incapacità di creare un alternativa?

  7. N.L. giugno 4, 2010 a 6:13 pm #

    Difatti Chitarre è un mensile seguito da buona parte degli appassionati di cultura chitarristica italiana (che sono parecchi) è ha una buona tiratura,senza contare il fatto che collabora con parecchi esperti e giornalisti del settore (altro che un tavolo e un telefono),come immagino facciano anche Motocross e Sport Cavalli.

    Inoltre vorrei sapere come fate voi a permettervi di dire che i dati sulle tirature sono falsificati,non è che solo perchè un giornale non fà vendite da capogiro o non è ultrapublicizzato non vende;per il resto io sono d’accordo,l’editoria deve reggersi in piedi da sola,ma per piacere evitiamo di sparare a zero inventandoci dati che non possediamo

  8. M.B. giugno 4, 2010 a 6:39 pm #

    Ma qualche fonte, così non sembrano dati e numeri a caso?

  9. Giampiero Raspetti giugno 4, 2010 a 8:23 pm #

    Pubblico dal 2002 INTERAMENTE A MIE SPESE il mensile La Pagina.
    Vi invito a leggere il mio giornale, fin quando riuscirò a fare ancora sacrifici…
    grazie
    giampiero raspetti
    http://www.lapagina.info

  10. con queste cifrette, arriveremo a sanare un pochetto la manovra, poi LOTTA AGLI EVASORI FISCALI !!! – eliminazione del falso in bilancio e conflitto di interessi, poi se dovesse mancare ancora qualche spicciolo, per pareggiare la manovrina dei 24 miliardi, abbiamo il magnate Patriotico ; RIALZATI ITALIA – sono sceso in campo, perche’ L’ Italia è il paese che amo,ho qui le mie radici, Bla. Bla, Bla… poi sono gia ricco, e qundi fidatevi, sono un imprenditore e non un politico, quindi se dovesse mancare qualche spicciolo = 2/3/4 miliardi, non preocupatevi, che LUI CE LI PRESTA = partito dell’ AMORE, poi per difendere questa manovra. dato che siamo il partito dell’ AMORE, il ministro delle forze armate è in trattativa per aquistare : 131 caccia bombardieri F 35 , spesuccia circa 13 miliardi, ma se siamo il partito dell’amore dove dovremmo andare a bombardare ?? – NON SO, qui ci sta un po di casino, dobbiamo fare la manovra dei 24 miliardi, e comperiamo gli F 35 ?? – ma siamo su scherzi a parte forse ??? – povera Italia –

  11. alberto biraghi giugno 5, 2010 a 6:01 am #

    Salve Popolo Viola. Sono il neodirettore della rivista Chitarre, recentemente acquisita da Accordo.it, una realtà autonoma e indipendente nata online, diventata oggi la più importante fonte di informazione in lingua italiana – e una delle più seguite in Europa – su strumenti e musica.

    Da girotondino, partecipante al Palavobis, sostenitore de Il Fatto, blogger (forse qualcuno di voi ricorda OneMoreBlog, oggi mi sfogo sul mio velenoso Penati? Nein Danke!) eccetera, non posso che condividere diffidenza e fastidio per il finanziamento all’editoria.

    Però. Quando abbiamo acquisito Chitarre, pochi mesi fa, ci siamo dati come obiettivo la fine dello sfruttamento dei finanziamenti per stare a galla. Vogliamo trasformare Chitarre in una rivista capace di camminare con le proprie gambe e poi sfruttare i finanziamenti – casomai rimangano – per il loro scopo originale: a favore dei cittadini, nel nostro caso dei musicisti. Per questo, ci stiamo facendo – io e i miei colleghi – un culo marcio. Stipendio 1500 euro lordi, uguale per tutti, il resto si investe sul giornale. Milanese, visto che la redazione è a Roma ho spostato la mia residenza sul Frecciarossa.

    Ripeto: comprendo e rispetto diffidenze e fastidio. L’unica cosa che non accetto, però, è l’aggettivo “inutile” che attribuite a Chitarre. Chitarre non è un giornalaccio finto, è una rivista bella, ricca e autorevole. Fatta dai migliori professionisti del settore, che porta a migliaia di persone, ogni mese, per dodici mesi l’anno, informazione, cultura e didattica sulla musica (quella musica che l’indecente governo B. sta devastando).

    Noi non siamo Il Campanile di Mastella, l’Amore vince e tantomeno RedTV, Libero, La Padania e l’Unità (così rispettiamo la par condicio). Siamo una rivista che vale, in cui i contributi pubblici – visto che ce li siamo trovati – non sono saccheggiati, ma utilizzati con molto rispetto di chi li paga (tutti noi).

    Per rendersene conto, basta andare in edicola e sfogliarne una copia. Oppure farne richiesta per mail a me personalmente. Sarò felice di mandare una copia omaggio a chi ne faccia richiesta promettendo di leggerla con attenzione e valutare liberamente se Chitarre è “inutile”.

    Ciao e grazie dell’attenzione.


    alberto biraghi
    alberto@gruppoaccordo.it

  12. alfredo giugno 5, 2010 a 6:47 am #

    Si sono dimenticati di citare Metro,Leggo,24Ore ecc,io sarei proprio curioso di sapere quanti hanno comperato o letto Chitarre,questi finanziamenti fanno comodo sempre a chi comanda!!!!!

  13. aurelia spezzano giugno 5, 2010 a 8:12 am #

    Il tema è complesso e il più delle volte si apre bocca senza conoscere le realtà e le situazioni in ballo. Se non fosse per i grandi interessi da difendere dei grandi editori e dei grandi distributori, che di fatto impediscono la revisione della legge, basterebbe cambiare i criteri di accesso al finanziamento, revisionare i bilanci con più severità e intervenire su un sistema di diffusione completamente folle e stritolante per le piccole tirature.

    Io credo che il problema vero non sia solo stabilire quali giornali meritino di essere finanziati – questione in parte opinabile e il cui merito andrebbe trattato con molto rispetto e attenzione – quanto cambiare il sistema, che non consente assolutamente a un piccolo editore di sopravvivere in modo sereno. Non ci sarebbe bisogno di finanziare nessuno se il sistema consentisse di diffondere i giornali in modo diverso e se la gente fosse stimolata a rivolgere la propria attenzione verso prodotti di orientamento culturale, quelli che tipicamente faticano a raggiungere numeri sufficienti.

    È il solito gatto che si morde la solita martoriatissima coda.

    La verità è che questo è un paese senza speranza, in cui non funziona niente perché al di là delle apparenti distanze fra provenienze politiche, c’è una vomitevole connivenza sui molti interessi comuni che di fatto impedisce qualsiasi prospettiva di cambiamento.
    au

  14. NO FINANZIAMENTO AI GIORNALI ?? – OK – ma La Russa doveva comperare 131 caccia bombradieri F 35 spesuccia circa 13 miliardi lo ha gia fatto ??? – 13 miliardi è piu della meta’ di questa manovrina di 24 – non so se lo ha gia fatto, ma siamo o non siamo nel partito dell’amore ??? – quindi dove dobiamo andare a bombardare ??? – se vi era in preventivo questa spesa, vuol dire che i soldi ci sono !!! – poi se non si sovenzionano piu i giornali, si tira su qualche soldino in piu, poi se eliminiamo il falso in bilancio ed il conflitto di interessi, cosa che il centro sinistra non ha fatto – perche’ ??? – per il TG 4 stiamo ancora pagando la multa, CONTROLLI incrociati per gli evasori fiscali, tipo: al ex Mimistro Visco, quello che stanno facendo adesso è una minchiatina, il cinque % ??? – ma per piacere, facciamo almeno il 25% – con questi metodi riusciremo a non fare la manovrina, qui la plebe agonizza e i ns parlamentari tutti si diminuiscono lo stipendio del 10 % ??? – ma dimezzatevi gli stipendi, e uno o fa il parlamentare o fa un altro lavoro, qui ci sta gente che si cucca 2 /3/4 stipendi ma non da 1200 euro, ma si parla dai 5000 euro in su, e la plebe agonizza – le intercettazioni non costano come hanno detto, ma meno della meta’ – quindi chi ha paura di essere intercettato ??? – sono quelli che fanno gli affari loschi, non certamente la plebe !!! – SVEGLIA A TUTTI QUELLI CHE HANNO VOTATO LEGA + PDL !!! – 5 stelle al momento ci da una granzia, dopo non va bene ??? – si CAMBIA !!! –

  15. alberto biraghi giugno 5, 2010 a 1:23 pm #

    Grazie amici per la visibilità data al mio intervento. Dui finanziamenti all’editoria – un tema che merita approfondimento – ho scritto su Accordo, nel diario dell’utente che ha segnalato questo thread. Ve lo riporto qua:

    In Italia l’editoria specializzata ha due possibilità: vendere il culo o sparire definitivamente. Checché si possa pensare, il pensiero liberale in base al quale una cosa deve poter vivere autonomamente, qui non funziona. perché – semplicemente – non ci sono i numeri per sostenerla. L’alternativa è fare delle brochure, fondate sui comunicati stampa degli inserzionisti tra i quali pochissimi hanno l’intelligenza di comprendere che a lungo termine è meglio una rivista che dice le cose come stanno (come facciamo noi) di una genuflessa. Fa bene al mercato.

    Se oggi Chitarre è di gran lunga la più bella e venduta rivista italiana del settore, è anche perché – grazie ai contributi – può permettersi di fare il proprio mestiere: diffondere cultura. Credete, non è facile far capire a un inserzionista che togliere sei pagine al suo nuovo ampli per fare posto a Rojatti o Gerace o Pilo (NdA: autori su Chitarre di apprezzate rubriche didattiche) è una buona idea. Noi lo possiamo fare perché – grazie ai contributi utilizzati nel loro spirito originario di sostegno alla cultura – non dobbiamo vendere ogni centimetro quadrato di carta. Vendiamo le pagine tabellari, ma paghiamo i contenuti a dei collaboratori qualificati, bravi e soprattutto liberi di scrivere quello che vogliono. Senza contributi questo non potrebbe accadere.

    Un’ultima cosa: gradirei non sentire più la sciocchezza “perché devo pagare quello che non leggo”. Io non vado (più) a cavallo, ma non mi dispiace che dei fondi pubblici vadano a una bella rivista di equitazione. Così come non mi dispiace se le mie tasse servono a pagare facoltà universitarie di materie che non mi riguardano, a curare persone affette da malattie che non ho, a sostenere agricoltori che producono frutta che magari non mangio. Mi disturba se con quei contributi si pagano le escort di Bertolaso, il terzo stipendio al figlio di Mastella, la limousine di Feltri. Ma a fare di ogni erba un fascio (mai termine fu più azzeccato in un proverbio) non ci s’azzecca mai.

  16. extraduzione giugno 5, 2010 a 3:16 pm #

    Siamo in sintonia, anche di template : )

  17. bobbozzi novembre 17, 2010 a 8:50 pm #

    Chitarre è una rivista penosa, non redatta da musicisti bensì da semplici smanettoni ed ignoranti che riempiono le pagine con sproloqui a limite del paradosso RichardBensoniano!!
    Spazzatura per 16enni brufolosi incolti e felici della loro ignoranza.

    Sopprimetela, evitate che altri alberi vengano sacrificati per produrre questa porcata….altro che diffusione “della cultura musicale in italia”!!

    P.S.: è un ingorante anche quello del popolo viola che invece di mandare a cagare quel pappone di Biraghi lo ha esaltato come difensore della diffusione della cultura musicale!!!!

  18. Massimiliano novembre 18, 2010 a 10:11 am #

    La buona informazione è solo quella che, nn dipende da nessuno e si autofinanzia da se. Se ci fosse una legge seria, in questo benedetto paese, lo stato nn dovrebbe finanziare per nulla i giornali, così questo creerebbe la vera informazione libera, quella che lo psiconano e la sua setta, nn vogliono.
    Loro ci vogliono, ignoranti e incazzati, perchè così il gregge, seguirà sempre il cane pastore, che anche se li indirizza verso il burrone, loro sono sempre convinte di andare ad un pascolo nuovo.

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