Pomigliano, cronaca di una giornata particolare

20 Giu

Pochissimi gli operai Fiat alla manifestazione pro-accordo

Dalla nostra inviata a Pomigliano Anna Mazza

Stamattina rileggevo la lettera degli operai polacchi ai lavoratori della FIAT di Pomigliano.
Ci vado, ho pensato. Cerco loro, gli operai. Poi oggi c’è la “fiaccolata” di quanti sono favorevoli all’accordo. Ci vado, bisogna esserci. Bisogna instaurare dei canali di comunicazione. Il Popolo Viola è anche il tema del lavoro, del precariato. Vado. Nel pomeriggio comincia a circolare un sms su un presidio. Alle 17 appuntamento alla stazione della circumvesuviana. Sarà un appuntamento per pochi, scoprirò dopo. Poche persone sono lì per vedere cosa succederà durante il corteo. E’ stato consigliato a quanti sostengono il “no” di non manifestare oggi, per evitare problemi di ordine pubblico. Mi dicono di una sorta di schedatura già in corso negli stabilimenti, di capo reparto che “interrogano”, che cercano di capire, indirizzare, di lettere inviate alle famiglie… Cazzo, penso…ma allora sarà davvero la fiaccolata dei 5000..e mi preparo al peggio…ci avviamo verso Piazza Primavera. Lì è previsto l’arrivo del corteo, proprio lì nella piazza dove tavolini sparsi ovunque si apprestano ad ospitare la sagra della cozza…dalla Panda alla Cozza senza passare dal via.
Eccoli. Arrivano. Poliziotti, tanti. Camionette. In mattinata Cosentino era a fare propaganda per il Si presso i gazebo del PDL allestiti in centro…nel pomeriggio non c’è. E non è nemmeno dentro una delle camionette. Pazienza, sarà per un’altra volta.
Eccoli. Arrivano. Un migliaio più o meno. All’inizio del corteo quelli che urlano slogan del tipo “chi non lavora non fa l’amore, questo mi ha detto ieri Marchionne” mentre osservo, in questa prima parte del corteo noto anche il sindaco di Pomigliano, un negoziante mi fa” Signurì e verit a chisti ccà? Stat sicur che nisciun e’ lloro ha maje faticati nt a Fiat”. Devo dire che il dubbio mi aveva leggermente sfiorato. Molte manifestazioni hanno il “gettone di presenza”…ecco il secondo troncone del corteo, iniziano ad intravedersi lavoratori, ma più nessuno saltella o urla chi non lavora non fa l’amore…e poi arrivano loro. Loro lo so, lo sento che sono lì per paura. Paura di non avere più quei pochi euro con cui devi arrivare a sta cazzo di fine del mese. Sono molte donne. Con i bambini per mano. Che sfilano. Non Urlano. Ma se potessero squarcerebbero il cielo grigio di Pomigliano.
Alla fine piove. Governo ladro.

3 Risposte to “Pomigliano, cronaca di una giornata particolare”

  1. alfredo giugno 20, 2010 a 5:29 pm #

    Forza Forza Forza. Non abbattiamoci, anche se, come penso, il Referendum passerà e si accettera’ il ricatto di Fiat e Governo, giocheremo sporco come hanno fatto loro. Facciamogli fare prima gli investimenti, poi l’anno prossimo faremo i conti. Ride bene chi ride ultimo

  2. vincenza medici giugno 20, 2010 a 5:53 pm #

    Buongiorno,
    scrivo per URLARE AL MONDO CHE mio fratello è morto lavorando, è caduto dal 6° piano mentre montava una tenda da sole…………………. sotto il sole cocente alle 15,30 del pomeriggio!
    LE CHIEDO SE PUO’ AIUTARCI AD AVERE GIUSTIZIA………………SOLO GIUSTIZIA!!!
    Vi invio l’articolo di un quotidiano:
    La Spezia 29 luglio 2010.
    E’ MORTO ANDREA MEDICI DI 46.
    ANDREA faceva l’operaio della ditta spezzina “Pannuccio” ditta specializzata nel montaggio di tende da sole, di appena 46 anni è morto ieri nel primo pomeriggio precipitando dal sesto piano di una palazzina mentre stava praticando dei fori sulla facciata della palazzina stessa per installare una tenda da sole sul terrazzo .
    Era un operaio ‘consumato’, Andrea Medici, il più affidabile ed esperto della ditta spezzina ‘Panuccio’. Trent’anni di lavoro alle spalle, affidabile, svelto, sempre disponibile. Il tipo di persona alla quale i colleghi, nel momento del bisogno, si rivolgono per avere una ‘dritta’, un consiglio, un parere tecnico.
    Eppure l’accortenza, l’abitudine a manovrare gli arnesi del mestiere, l’abilità nel restare sospeso su una scala, a venti metri di altezza, per installare le tende da sole sulle terrazze di mezza città non sono bastate a salvargli la vita.
    Andrea Medici, 46 anni appena compiuti, è morto ieri nel primo pomeriggio precipitando dal sesto piano di una palazzina di via Paverano, a Fabiano Basso.
    Lascia 2 figli di 9 e 13 anni
    3/4/2010
    Il problema è che oltre al dolore della sua assenza, non ci diamo pace sulla possibilita’ che il caso possa anche essere archiviato dal giudice!
    Il nostro avvocato ha chiesto la possibilità di poter nominare un perito di parte per stendere una relazione.
    6/5/2010
    Il p.m. ad oggi non ha ancora risposto ma pare abbia deciso di nominarlo come ufficio
    20/5/2010
    Il p.m. ha finalmente dato l’incarico, ora siamo nelle sue mani, speriamo sia una persona scrupolosa!!!
    SOPRATTUTTO PERCHE’, di mio fratello si dice: era un operaio esperto, il più esperto, aveva fatto corsi di sicurezza, era stato artigiano autonomo e non ha usato la cintura di sicurezza in dotazione sul camion ………………………………. QUINDI E’ COLPA SUA……..
    Infatti, anche lui al mattino quando si alzava come milioni di persone fanno, sicuramente salutava i suoi bimbi prima di andare al lavoro, ma certamente pensando di rivederli alla sera a cena e non per proteggerli dall’alto dopo essere morto lavorando!!!! Anche perchè nonostante le imprudenze che chiunque può commettere lavorando (magari per lavorare di più e più alla svelta) nessuno ha voglia di morire per il lavoro e soprattutto per il Datore di lavoro.
    L’ispettore dell’INAIL, mi ha detto: – certo, se l’è andata proprio a cercare!!!!!!!!
    VI RENDETE CONTO????
    E i datori di lavoro oltre a vivere in mezzo a lusso e donne di servizio, dov’erano????
    LA LEGGE DICE, MA DICE SOLO che sono proprio i datori di lavoro che hanno l’obbligo di vigilare sull’operato dei loro dipendenti
    Ed io mi chiedo: – Ce l’avranno una coscienza visto che non sono venuti a trovarci neppure una volta?
    Ci hanno mandato un regalo per Natale, …. dopo l’epifania, tramite un loro dipendente
    Siamo riamaste solo io e mia sorella, 2 bimbi di 14 e 11 e non si sono degnati di chiederci se avevamo bisogno di qualcosa……………………..
    Anzi, hanno fatto pure casino con quelli delle pompe funebri, perchè visto che ci hanno esentato dalle spese del funerale, per avere la fattura, per potersela scaricare……………..quanto sono piccoli!!!!
    E la legge cosa fa? li protegge? O MEGLIO LI TUTELA???????
    Le Autorità preposte continuano a fare solo discorsi.
    Inoltre, ci sono state modifiche peggiorative alla legge sulla sicurezza (Dlgs 106/09) , che non tutelano i lavoratori, ma bensì i Datori di Lavoro!!!!!
    Non sappiamo neppure se gli è stata fatta una multa!!
    Se pensiamo che la gente continua a morire per guadagnare un pezzo di pane è veramente scandaloso.
    TRA L’ALTRO il 27 MAGGIO SONO STATI BECCATI 3 DEI LORO OPRAI CHE MONTAVANO UNA TENDA DA SOLE VICINISSIMO AL LORO NEGOZIO SENZA PRESIDI DI SICUREZZA NONOSTANTE QUELLO CHE E’ SUCCESSO POCHI MESI FA!!!!
    E se (facendo tutti gli scongiuri del mondo) domani succedesse un’altro incidente nella solita ditta?
    Continuerebbero a non fargli nulla????
    Io vi scrivo PER AVERE GIUSTIZIA, per portare a conoscenza la nostra storia e perchè vorrei collaborare in qualche modo contro queste ingiustizie e provare a fare qualcosa in memoria di Andrea, mio fratello e di tutti gli altri caduti sul lavoro.
    Mia figlia studia al Dams a Bologna (danza contemporanea) sta cercando di mettere su un balletto in memoria di suo zio e dei sui tristi compagni di viaggio per provare a smuovere le coscienze della gente!!!
    Ha già deciso, il titolo sarà: “OLTRE”

    Comunque:
    20/6/2010
    Abbiamo anche deciso di far fare una perizia pagata da parte nostra, perchè se il caso venisse archiviato, siamo in grado di fare ricorso in appello (in quel caso avremo a disposizione solo 10 giorni)

    Siamo però molto sfiduciati
    Vi ringrazio per l’attenzione e vi saluto cordialmente lasciandovi i miei recapiti
    Vincenza MEDICI
    Cell. 392 2351101
    medici.vincenza@libero.it

    • Vincenzo giugno 21, 2010 a 8:59 am #

      Sicuramente questa vicenda è tristissima e non si pretende da un parente della vittima, o da un caro amico, un ragionamento diverso da questo. E’ vero che spesso i conttrolli non si fanno o che ci siano molti casi di “corruzione” nei controlli – imprese avvertite prima della visita in cantiere. Resta il fatto che il datore di lavoro deve fornire tutti gli strumenti per la sicurezza all’operaio, come previsto; è anche previsto che vigili sulla sicurezza.. Ma non è pensabile che un imprenditore, o un capo cantiere, stia con gli occhi puntati di continuo a redarguire i suoi operai sul rispetto delle norme: in cantiere e non solo li c’è da lavorare, anche per un capo cantiere e per un imprenditore.. E l’operaio sa bene quali sono i rischi e non avrebbe bisogno di qualcuno che gli dica di non rischiare la pelle! Porca miseria è inconcepibile.. E perciò non me la sento di sparare a raffica su chi non ha controllato.. bisogna dare le responsabilità a chi conosce il pericolo – specie se di esperienza – e non usa i sistemi di sicurezza di cui era provvisto!

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