Elezioni anticipate, spunta la data del 27 marzo

5 Ago

Ieri pomeriggio, a Montecitorio, la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un Berlusconi pronto a tutto ha incontrato poi in serata a Villa Miani a Roma, una delegazione di deputati Pdl. L’astensione dei finiani sul voto di sfiducia a Caliendo? “Una pagina nera” che riporta in campo il fantasma del voto anticipato: “Questa estate riposiamoci, ricarichiamo le pile e prepariamoci alle elezioni- ha detto Berlusconi – Potrebbero esserci tra tre anni, ma anche molto prima». E il prima potrebbe essere il 27 marzo del prossimo anno secondo quanto si vocifera in ambienti Pdl. Una data che piacerebbe anche allo stesso premier anche perché fortemente evocativa: il 27 marzo 1994 , infatti, Berlusconi vinse le sue prime elezioni con la famosa “discesa in campo”.

7 Risposte to “Elezioni anticipate, spunta la data del 27 marzo”

  1. N. LAURO agosto 5, 2010 a 11:33 am #

    Elezioni al 27 marzo? Io punto al 14 dicembre 2010. Pvvero la data in cui scade la “protezione del reo” indi, si ballera’ nei tribunali. Nell’interim, Berlusci, si esercita a giuocare al pallone..e si, perche’, una volta Rebibbia non fara’ altro. Sicuro tentera’ di rompere le palle: ai suoi compari futuri reclusi!

  2. assaggidivini agosto 5, 2010 a 12:58 pm #

    Speriamo invece di no! Ci vuole ancora troppo tempo per creare una valida opposizione ed informare chi si è astenuto alle precedenti elezioni perchè voti tutti furochè PDL o PD-L.

  3. Andrea agosto 5, 2010 a 6:45 pm #

    Come ci vuole tempo per creare l’opposizione? l’opposizione viene creata dalle elezioni prima non si crea niente sono solo chiacchiere.

  4. misterxyz agosto 5, 2010 a 6:50 pm #

    PRIMA DI ANDARE ALLE ELEZIONI BISOGNA CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE, ALTRIMENTI SIAMO DA CAPO!
    BASTA CON I DIPENDENTI LECCACULO RICATTATI E RICATTATORI!

  5. mauro agosto 5, 2010 a 9:47 pm #

    Alla fine quel che conta sono i voti, e il governo ne mette in campo una quantità non esattamente rassicurante: 299, mentre la maggioranza a Montecitorio inizia a quota 316. La lunga estate calda della politica si chiude oggi pomeriggio, alle 18,25, quando Gianfranco fini legge le aride cifre che sanciscono per Giacomo Caliendo la salvezza. Eccole: votanti 603, astenuti 75, maggioranza 275, 229 sì, 299 no. Dai banchi del Pdl applausi, ma nessuna delusione nemmeno sui banchi di Pd e Idv, apertamente schierati per la sfiducia, e dell’asse finiani-entristi-autonomisti. Caliendo ce la fa perchè, su un voto del genere, l’astensione abbassa il quorum, e non per altro.

    Ad una prima analisi potrebbe sembrare che il governo tenga, l’astensionismo capitanato da Fini, salva la mozione di sfiducia e salva il governo.
    Ma Fini, si sa, è una vecchia volpe. Lasciamo perdere che ha giocato a fare la verginella fino ad un mese fa, e ora, quando è forse troppo tardi ammette che mister B. “Non si comporta come Presidente del Consiglio ma come amministratore delegato”. Mi chiedo fino a ieri cosa avesse da guadagnarci per starsene zitto.
    Non bisogna dimenticare che allo stato attuale delle cose il governo è bene, nell’interesse del paese, che resti al suo posto per tre ragioni:

    * Se si va a votare vince, probabilmente, ancora mister B. Questo ridarebbe forza ad un soggetto che ormai, è evidente, stà crollando sotto il suo stesso peso. Meglio lasciare che muoia lentamente piuttosto che correre il rischio che prenda nuova linfa.
    * Non c’è denaro, una elezione nazionale adesso mettere in ginocchio l’economia italiana per altro già ad enorme rischio default. Inoltre sei mesi di congelamento di lavoro governativo sarebbe un peso insopportabile per l’Italia.
    * L’assenza di opposizione. Bersani non è un leader, su questo credo non ci siano dubbi. Vendola, soggetto politico da guardare con interesse, è solo all’inizio e anche se promette bene, ha bisogno di tempo. Il Movimento 5 Stelle idem come sopra.

    La Lega, con il suo difficoltoso leader, afferma “Non si va a votare, per ora. La Lega stravincerebbe” . Non riesce a fare un pensiero complesso, non riesce a ragionare nell’interesse del paese e non nell’interesse del suo partito. Mi fa quasi pena.
    L’Idv non riesce mai a raggiungere un risultato significativo, nonostante porti sempre avanti con gloria le sue battaglie. Quanto all’Udc, non so veramente come commentarli: mi sembrano tanto un fantasma.

    Sarà pure un «teatrino da prima repubblica», come dice B., il patto di oggi tra Fli-Udc-Api-Mpa ma il mister B. se ne va da Montecitorio sapendo che da oggi, sulla carta, c’è una potenziale nuova maggioranza. Ma soprattutto che, al momento, se può dire di aver tratto in salvo dalla sfiducia Giacomo Caliendo, non può dire altrettanto della sua maggioranza, alla quale oggi mancano 17 voti.
    E se guardiamo poi sulle scene locali si scopre che Formigoni, interrogato per due ore e mezza dai magistrati milanesi (in qualità di testimone), risponde a tutte le domande poste. Ovviamente c’è il segreto instruttorio ma ha affermato “di aver fatto pressioni su chi poteva fare pressioni sui giudici”. P3 o meno si può intravvedere un lento, inesorabile, sbriciolamento del disegno di B. Ci sono tutti gli scricchiolii che annunciano il cadere di un palazzo.

    La strategia, a mio avviso, strategia per altro che sembra trasparire dalle logiche politiche analizzate, è lasciare che il palazzo crolli su se stesso. Il governo resta al suo posto, non hai più i numeri per governare (ammesso che li abbia mai avuti), ma resta lì. Gli obbietti attuali sono stabilizzare economicamente il paese, si potrebbe auspicare (anche se francamente ho forti sospetti) una riforma della elegge elettorale, e quindi andare a votare. Tutte i vari disegni di legge ( incostituzionali, ndr) di B. stanno finendo nell’unico posto in cui meritano di essere: nell’oblio.

    Nel complesso quindi mi sento quasi di dire che questo test non è stato superato dal governo Berlusconi ma è stato superato dal Parlamento. Sono quasi contento.

  6. Gray Mouser agosto 6, 2010 a 9:29 am #

    La data del 27 marzo è secondo me molto improbabile. Silvio farà di tutto, e non senza preoccupazione intendo proprio TUTTO, ciò che è in suo potere per ottenerle prima di dicembre. Questo per un ottimo motivo, vale a dire che in quel mese (il 14) la Corte Costituzionale annuncerà le sue decisioni riguardo la legge sul legittimo impedimento e, con ogni probabilità, la boccerà.
    E Silvio sa che, una volta privato di questo suo piccolo simpatico scudo, la condanna nel processo Mills 2 gli arriverà dritta sul muso in un battibaleno.
    fino a poco tempo fa, il suo progetto era di approvare nel frattempo la nuova legge Alfano, costituzionale, che avrebbe sostituito il legittimo impedimento, ma privo com’è di una maggioranza adatta non ce la farà.
    Potrebbe tornare ad avere i numeri solo con nuove elezioni, e solo se si facessero subito…

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