Io precaria del Corriere della Sera vi chiedo di aiutarmi

17 Nov

Sono Paola Caruso e questo è il mio terzo giorno di sciopero della fame. Ho lavorato per sette anni per il Corriere della Sera, prima come freelance, poi come collaboratrice precaria. Se ho iniziato la protesta è perché non voglio pensare di essere precaria a vita. La mia situazione è disperata almeno quanto il mio gesto, ed è la condizione di tanti come me, che affrontano ogni giorno i miei stessi problemi senza nemmeno poterne parlare liberamente. E questo non riguarda soltanto l’editoria, ma la maggior parte dei settori dell’economia.

Quello che sto facendo non è soltanto per migliorare la mia condizione lavorativa o professionale, ma per rendere noto un problema diffuso quanto sotterraneo, che è quello del precariato in Italia. Pertanto ho intenzione di andare fino in fondo, per l’affermazione di un principio costituzionale che per me è molto importante: il diritto di svolgere il proprio lavoro con la giusta dignità. La mia voce oggi è solo una flebile voce, ma potrebbe diventare un grido, se condiviso, oppure morire nell’indifferenza. Grazie per avermi ascoltata.

A Paola Caruso e ai tanti che come lei subiscono l’ingiustizia della precarietà va la solidarietà e il sostegno del popolo viola

Il blog di Paola Caruso

37 Risposte to “Io precaria del Corriere della Sera vi chiedo di aiutarmi”

  1. Angelo novembre 17, 2010 a 9:27 am #

    Pienamente solidale! Purtroppo questo è uno dei tanti problemi taciuti nel nostro Paese.. taciuti per ironia della sorte dai tuoi stessi colleghi giornalisti, che in Italia non posso esprimere liberamente le loro opinioni; se c fosse più libertà di stampa forse ci sarebbe anche più sensibilizzazione su certi argomenti!

    • Daniele novembre 17, 2010 a 10:08 am #

      Svegliatevi e spaccate tutto!
      Il vostro capo, quello che vi sorride ogni giorno in ufficio, vi incula! Corrompe i sindacati, vi sottopaga, vi sfrutta, vi manda a lavare la macchina, e voi che fate? “Eh ma non posso perdere il lavoro….”, “Eh ma tanto e cosí dappertutto…”, “Eh ma poi dove vado…”.
      A denunciarli dovete andare!!! Insorgete, ribellatevi!!! In svezia un muratore guadagna fino a 4000 euro al mese, un insegnante delle medie dai 2500 ai 3500.
      SVEGLIA!!!!!! Protestate!!!!

    • Maria novembre 17, 2010 a 10:11 am #

      Cara Paola,
      sono pienamente solidale con te!!!
      Spero e m’impegnerò io stessa alla diffusione di questo tuo appello.. in modo che altri ragazzi possano appoggiarti e collaborare per trasformare il tuo appello in un grido di aiuto. Un grido che spero non passi inosservato… Un grido che possa risolvere la tua situazione e quella di molti altri ragazzi che come te vivono la precarietà o che, come me, devono affacciarsi al mondo del lavoro completamente rassegnati all’idea di un posto fisso. C’è desolazione, disperazione, rassegnazione fra noi giovani.. E questo non va affatto bene. Paola sono con te… Con te hai avuto il coraggio di farti sentire. Un abbraccio.

    • Seba novembre 17, 2010 a 5:22 pm #

      Scrivo come freelance su diverse testate online e mi ritengo indipendente. Condivido in pieno la denuncia di Paola, che scoperchia un problema esistente da tempo in tanti ambiti.
      Cerchrò di capierne di più e di scrivere qualcosa in merito, sapendo che tutto serve… Bisogna smuovere le coscienze, come per il problema degli immigrati a cui viene negato il diritto di lavorare esattamente come accade agli italiani.
      Questo il link del mio articolo:
      http://ildemocratico.com/2010/11/15/lotta-ad-oltranza-e-senza-paura-contro-la-sanatoria-truffa/

  2. Clarettina novembre 17, 2010 a 9:52 am #

    Mi impegnerò a dare diffusione della forma di protesta di Paola. Vogliono portarci a lavorare gratis o sottopagati a vita, nella costante illusione di sbocchi inesistenti.

  3. Daniele novembre 17, 2010 a 10:01 am #

    Vattene dall’italia.
    Per i tuoi bei 7 anni di precariato, non prenderai nemmeno la pensione! Lo sapevi? Se non lo sapevi é perché la notizia é ufficiale, ma non é stata data.
    I precari possono scordarsi la pensione.
    Il bel paese é stato trasformato in un paese di merda, proprio dagli imprenditori, come quelli che ti danno il lavoro. Si, anche loro! Sono stati loro a corrompere i sindacati affinché le condizioni di lavoro regredissero.
    Quindi questo paese e questi imprenditori di merda, non meritano la tua forza lavoro!
    Io vivo in Olanda da un anno e la mia vita é cambiata, ma c’é anche di molto meglio (vedi Svezia).
    Gli italiani sono ignoranti e non vogliono svegliarsi! Lasciamoli cuocere nel loro brodo.

    • Giuseppe La Manna novembre 17, 2010 a 10:55 am #

      D’accordo con te, in linea di principio, ma non mi considero ignorante da lasciar cuocere nel nostro brodo. Fra gli Italiani vi sono eccellenze (come te, credo, e come Paola)che possono permettersi di farsi apprezzare all’estero ed avere un futuro, ma per la maggior parte vi sono persone di media cultura che non troverebbero sbocchi nemmeno in Svezia. Giusto che tu accusi chi ci tiene in questo stato, ma rispetta quella minoranza che, non per propria scelta, è costretta a restare e subire.
      Buona fortuna.

      • altroquando novembre 17, 2010 a 1:39 pm #

        Coda di paglia? O sei semplicemente eccessivo nel richiedere un rispetto che Daniele non mi sembra aver negato a nessuno che lo meriti?

      • Giuseppe La Manna novembre 17, 2010 a 4:38 pm #

        Per altroquando
        Incautamente (suppongo), Daniele ha definito ignoranti e dormiglioni tutti gli italiani. Molti di noi (quasi il 50%)non sono dormiglioni nè ‘ignoranti’ (nel senso che avevamo capito cosa ci aspettava). Non mi va di essere tirato nel mucchio: sono sconfitto(purtroppo), ma non vinto. Se questo è avere la coda di paglia, va bene, ho la coda di paglia !

  4. Laura novembre 17, 2010 a 10:20 am #

    Motlo più che solidale!!!
    Non è giusto… non è gisto per noi giovani, non è giusto per chi voleva darci un mondo migliore, non è giusto per nessuno.

    Coraggio!!!
    Laura

  5. Anna novembre 17, 2010 a 10:25 am #

    Cara Paola,
    ora come ora anche se tu fai sciopero nessuno si degnerà di darti retta, io sono in sciopero della fame da 1 anno praticamente e sono ancora nella stessa condizione.
    Si si hai letto bene, 1 anno che mangio 1 volta ogni 2 giorni e quando sono fortunata 1 volta al giorno.
    Questo mese non so neanche come pagare l’affitto e natale lo passerò in mezzo ad una strada… forse tanti sono nella mia situazione ma molti pensano a se stessi… tu cosa hai fatto per chi lanciava appelli quando eri occupata nel tuo giornale? Sai tanti di noi sono stanchi anche di lottare, io ad esempio neanche mi interessa più di quanti muoiono di fame perchè aihmè la conosco la realtà dei fatti e oggi ho ancora la fortuna di potermi fare un bagno caldo ma a dicembre mi sa che se mi va bene andrò a chiedere aiuto alla Caritas… è la realtà di noi italiani e fino a che hai i soldini mangia, perchè tanto hai tutto il tempo per stare a digiuno quando non avrai più soldi.

    In bocca al lupo e buona lotta!!!

  6. Fabio novembre 17, 2010 a 10:43 am #

    Cara Paola,
    ti appoggio pienamente, anche se devo dirti che la tua situazione, per quanto paradossale, non è tra le peggiori in Italia. Io sono biologo ricercatore, e sono precario da 10 ANNI. Nel nostro settore abbiamo precari da 20 ANNI. E nessuno, ribadisco NESSUNO ne parla e NESSUNO fa nulla per provi rimedio. I concorsi nella sanità sono bloccati dal 1993. Quindi ti capiamo bene…
    E vorrei ricordare ai pagliacci mangiasoldi che ci governano, che nella Costituzione è chiaramente scritto che lo Stato DEVE FINANZIARE LA RICERCA.

  7. Francesco Casaretti novembre 17, 2010 a 11:07 am #

    hai tutta la mia solidarietà

  8. sara novembre 17, 2010 a 11:20 am #

    ciao Paola, ti capisco ma non solo il tu settore è in crisi o quello dell’economia. io lavoro in ambito sociale e dato che il mio comune insieme all’usl “non hanno più soldi”, le cooperative e altri enti che danno assistenza a disabili o minori o anziani non hanno i soldi per pagare gli stipendi o per far andare avanti nella gestione quotidiana della vita di ogni utente; per non parlare che non assumono personale!!

  9. Pitocco novembre 17, 2010 a 12:07 pm #

    Ciao,
    mi dispiace che tu debba ricorrere a delle soluzioni estreme per quello che dovrebbe essere un diritto: vivere.

    Purtroppo, pur non conoscendo la tua condizione, penso che i problemi (precariato, cococo e tanti altri sistemi truffaldini) non si risolvano con uno sciopero in cui metti a repentaglio la tua vita e/o la tua salute. Hai fatto una scelta di vita per la tua attività, in cui lo scontro con i grandi dell’editoria ha come effetto ultimo il tuo disperato gesto.
    A te cambia una vita, a loro non cambia nulla.

    Esistono comunque fonti editoriali “non allineate” alla voce del coro comune del Corsera, di Repubblica o del Sole24ore o altri ben noti. E’ una questione di filosofia oltre che di pancia.

    A me non sono mai piaciute le definizioni prese a priori: popolo rosa, viola, rosso, arancione, nero, verde. No, perché già la parola popolo rende ghettizzato colui o colei del quale non ne condivide le radici. Popolo, [i]Ethnos [/i]in greco, sono la stessa cosa. E le nostre radici non sono né di un colore né di un altro.

    E’ il grimaldello usato dagli imbonitori per penetrare le zucche dei più scemi, di quelli che non vogliono chiedersi, di quelli che accettano tutto senza domande.

    Il Corsera, come altre testate, fa parte di quella schiumosa ed orrida schiuma che sgorga sui mefitici flutti dello Stige.
    E ti vorresti dispiacere per non farne più parte?

  10. Claudio novembre 17, 2010 a 12:19 pm #

    Ciao Paola,
    naturalmente sono solidale con te. Ma…ma non sono sicuro che questi “signori” si debbano prendere anche la tua salute, pensaci bene, ne vale la pena?
    Parlo per esperienza naturalmente, vivo da 1 anno in Francia e ho letteralmente abbandonato tutto in Italia per ricominciare una nuova vita da zero. Sono rinato! e col senno di poi mi dico “perché non l’ho fatto prima?!”.
    In bocca al lupo!

  11. Francesca novembre 17, 2010 a 12:58 pm #

    Sono solidale con te, anche perchè anch’io dopo 9 anni di precariato nella scuola, mi ritrovo calpestata nella dignità da una legge applicata di corsa, con la dicitura “Riforma della scuola” fatta a colpi di decreti, senza un dibattito costruttivo. I tagli che il nostro governo sta effettuando hanno evidenziato un Parlamento forte
    con i deboli e debole con i forti. Non ti arrendere la lotta è dura, qui in Calabria stiamo lottando con tutte le nostre forze, infatti il 25 Novembre a Villa San Giovanni tutti i precari del mondo del lavoro stiamo organizzando una grossa manifestazione e non ci smuoveremo senza ottenere risultati. Se vuoi unirti a noi, sarà un piacere far sentire anche la tua voce.
    http://cpsrc.wordpress.com/

  12. N. LAURO novembre 17, 2010 a 1:02 pm #

    Dall’estero, ti sono solidale.

  13. Valerio Pantalena novembre 17, 2010 a 1:09 pm #

    Gentile dott.ssa Caruso,

    il suo appello mi è stato girato da una mia amica, giornalista emigrata in Irlanda perché in Italia non ha trovato sbocchi validi alla sua professionalità. Ha deciso di emigrare benché abbia padre e madre pensionati statali e fratello ricercatore in Fisica presso una struttura pubblica. Anch’io sono emigrato, torno in Italia occasionalmente ma da professionista seguo le opportunità del mercato, senza lamentarmi troppo.

    Spero trovi la forza di lasciare la Sua posizione corrente che, anche se prestigiosa nel nome, può offrire poche gratificazioni.

    Immagino guadagni almeno € 2000 tra fisso, variabile e benefits vari e se non fosse per i contributi pubblici, inserzioni pubblicitarie di agenzie “amiche” ed altre prebende, il Suo giornale avrebbe già chiuso, come il 90% del ciarpame che si trova in edicola, spacciato per pluralismo e foraggiato dai contribuenti.

    Metta insieme coraggio e professionalità e vedrà che sul mercato ci sono posizioni altrettanto remunerative, nonché più oggettive, capaci di guadagnarsi consensi e crescita dai propri lettori.

    Altrimenti faccia pure sciopero, spero la soccorrano a livello sanitario ma niente di più.

    Sue osservazioni del tutto gradite,

    Saluti

    Valerio Pantalena

  14. ilaria novembre 17, 2010 a 1:24 pm #

    Gentile Paola Caruso, tutti i nostri datori di lavoro sono dei precari. Se lei pensa di avere una buona idea che sa vendere, provi a mettersi in gioco.
    O cambi mestiere, se questo non riesce a fare emergere le doti che lei – ed evidentemente solo lei – pensa di avere.

    • claudio novembre 17, 2010 a 1:54 pm #

      stronza

    • Claudia novembre 17, 2010 a 5:09 pm #

      Sig.ra Ilaria, non so quali doti abbia lei, sicuramente non emerge per umanità. Se si troverà mai in stato di bisogno le auguro di trovare qualcuno che la giudichi con la stessa facilità. Forse potrà rendersi conto e imparare a capire.

  15. altroquando novembre 17, 2010 a 1:59 pm #

    Ti capisco perchè sono un pensionato con un piccolo reddito che se da una parte rende la mia esistenza migliore della tua dall’altro risulta insufficente per fare fronte alle magagne della salute a questa età (e poi ho una figlia nelle tue condizioni ed una nipotina meravigliosa). E’ umiliante dopo tanto lavoro e tanta salute donata alla collettività non essere in grado di potersi curare al meglio. Ti sono vicino anche se so che fare uno sciopero della fame non serve a nulla, come non è servito a nulla stare per 15 giorni su una gru patendo fame e freddo. Questo è un mondo di indifferenti, un mondo dove i furbi prosperano e gli onesti sono calpestati e derisi. Un mondo basato sulla disuguaglianza e la sopraffazione sociale. Alla fine vi toccherà di perdere la pazienza. Ne sono convinto. In bocca al lupo e buone cose.

  16. Irene novembre 17, 2010 a 2:54 pm #

    Gentile Paola,
    ho 46 anni e due figli adolescenti e sono una precaria, secondo me… “a vita” ma, siccome sono nata dall’altra parte del mondo dove regolarmente -quasi ogni 10 anni- c’è una crisi come questa… ho sviluppato un notevole allenamento alla sopravvivenza. Non credo che la situazione possa migliorare con uno sciopero della fame (né suo né massivo). Se non impariamo a sopravvivere in un contesto ostile… non ce la faremo mai. Dal mio umile punto di vista Lei dovrebbe utilizzare “il dono della scrittura” per combattere e non per lasciarsi andare.
    Bisogna anche imparare a cogliere le possibilità che il “mercato” ci offre. È molto brutto dirlo così… sono consapevole … ma è il contesto mondiale che è cambiato e la regola è: dentro o fuori dal sistema. Ad ognuno di noi la scelta. Credo che abbiamo l’obbligo di garantire dei contesti stabili alle fasce più deboli: bambini e anziani. Tutto il resto (io, Lei, altri…)… a rimboccarsi le maniche.

    Irene Suárez
    insegnante di scuola primaria
    nata in Argentina e residente in Italia da 20 anni

  17. Carlo novembre 17, 2010 a 3:58 pm #

    Sono all’Estero anche io, da anni in Africa…e’ l’unica soluzione…l’Italia e’ morta, chi puo’ la lasci.

  18. Chris novembre 17, 2010 a 5:43 pm #

    L’italia è un paese finito o che galleggierà nella mediocrità. Qui o scoppia una guerra civile o non cambierà niente

  19. emmepifi novembre 17, 2010 a 5:50 pm #

    Sono solidale con la persona e la causa ma ATTENTA non vale la pena farsi del male,che può avere effetti permanenti su di te, per un lavoro.Qualsiasi sia.
    Sei giovane, cambia aria, cambia frequentazioni, non dieta così drasticamente.
    CIAO e ‘In culo alla Balena’

  20. Valeria novembre 17, 2010 a 6:10 pm #

    Ti sono solidale e spero che la tua lotta inneschi una reazione a catena in tanti giovani che, come te, non hanno un futuro. Precari di tutto il mondo, unitevi!

  21. Principessa novembre 17, 2010 a 6:22 pm #

    Sono assolutamente solidale con Paola. Leggo il commento di Daniele e lo trovo giustissimo …. però sai, io mi sono svegliata, ho reclamato, ho protestato e da 2 anni sono senza lavoro !! Ne ho 44 , sono divorziata, non percepisco gli alimenti e ho 2 figli a carico …
    e adesso ? noi tre lo sciopero della fame lo facciamo anche se non vogliamo…. In bocca al lupo a tutti!

  22. ros novembre 17, 2010 a 9:28 pm #

    Benvenuta nel club, ciao Paola, oltre ad essere precario ho stipendi arretrati da non so piu da quanto e non ho perso il conto da quanti enti pubblici. Psicoterapeuta, freelance da 11 anni. qualsiasi iniziativa è benvenuta,

  23. Gianpaolo novembre 17, 2010 a 9:37 pm #

    Non hai che la strada della vertenza giudiziaria, come ho fatto io …Durerà tanto ma avrai almeno un bel gruzzoletto da goderti in vecchiaia !!!!In culo alla balena …

  24. Antonello novembre 17, 2010 a 10:25 pm #

    Scusate!? pensavo in Italia una chiamata a berlusca risolve tutti gli problemi- o no!?

  25. Miriam novembre 18, 2010 a 10:44 am #

    Paola,

    leggo con dolore il tuo appello, io dopo anni ho lasciato l’Italia per gli stessi motivi, ma anche all’estero non scherzano a sottopagarti. Smetti lo sciopero, per te stessa,anche se hai ragione, non compromettere la tua salute che quella non torna.Un abbraccio!

  26. Emanuele novembre 18, 2010 a 1:54 pm #

    Ciao Paola,
    voglio dirti che non sei la sola. Anche io lavoratore precario lontano dalla mia terra e dai miei affetti. Lotto ogni giorno per trovare qualcosa di meglio ma le aziende pretendono molto da te e non offrono niente. E voi quindi con stipendi bassi, precarietà, nessuna tutela neanche in caso di malattia, ferie non retribuite, formazione neanche a parlarne, straordinari non retribuiti… La cosa che ti fa incazzare è che dicono di farlo per te, che ti hanno dato questa possibilità, che credono in te. Capito? Devi anche dir loro GRAZIE!
    E’ così ma bisogna lottare e non mollare. Ti sono vicino in questa battaglia ma è un sistema. E’ il sistema che vuole che sia così, è il sistema che non vuola che si sappia, il sistema che non vuole che se ne parli. Finchè questo governo di merda permetterà a chi timbra un cartellino tutti i giorni di essere assunto a progetto, non ci sarà vera giustizia. Finchè si permetterà di lavorare anche 10 anni a progetto non ci sarà vera giustizia. Bisogna abbattere il sistema.

  27. max novembre 18, 2010 a 9:27 pm #

    Carissima Paola,
    ti parla una persona che ha perso il lavoro da qualche anno.Capisco i momenti di disperazione , dove vorresti far sentire il tuo urlo a tutto il mondo, ma credo che tu in questo momento devi ritrovare una tua dignità nel fare anche altre cose.
    Tu hai un grandissimo dono cioè quello di riuscire a mettere su carta le tue emozioni e solo per questo fatto NOI abbiamo bisogno di te , devi essere la nostra voce , il nostro pensiero scritto, devi essere tutte quelle parole che non riusciamo ad esprimere ma che ci tormentano quotidianamente. Non è con lo sciopero della fame che ci aiuti……fai consumare la tua penna. Sono io che ti chiedo di essere ascoltato nel tuo cuore. Ho e abbiamo bisogno di te

  28. Zorro novembre 24, 2010 a 4:21 pm #

    Non è obbligatorio fare il giornalista: in Italia ci sono milioni di immigrati che fanno il lavoro che i nostri concittadini non vogliono fare!
    Auguri.

  29. salvatore alessi novembre 25, 2010 a 10:47 am #

    sono salvatore alessi sono solidale con Paola ma debbo aggingere qualcosa di più anche io sono un precario ormai da 21 anni all’azieda ospedaliera e da 5 mesi sono stato sospeso per scadenza di contratto senza retribuzione ora ditemi voi come fa una persona a vivere senza un euro e con le scadenze da effettuare. però questi amministratore e/o politici ti promettono tane cose come la stabilizzazione durante le campagne elettorali e poi non si fanno più vedere. mi spiace per te Paola ma anche io so cosa vuol dire cercare di sopravvivere per non morire, non è frase fatta ,ma la realtà .
    coraggio tiriamo a campare come questo governo. vuole

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