Radio 100 Passi compie un anno nel ricordo di Peppino Impastato

5 Gen

Oggi è il compleanno di Peppino Impastato: avrebbe compiuto 62 anni se la mafia non lo avesse condannato a morte quel 9 maggio del ’78. Ma oggi è anche il primo compleanno di Radio 100 Passi, emittente libera che ha sede a Cinisi, a Casa Memoria, lì dove visse Peppino. Ne parliamo con Liborio Martorana, presidente dell’Associazione 100 Passi e direttore della radio


C’è qualche tratto nei giovani che oggi scendono in piazza che potrebbe ricordare Peppino e le sue battaglie?

Peppino Impastato, trucidato a soli 30 anni dalla mano mafiosa che imperversava in Sicilia in quegli anni bui della politica italiana, oggi seppure con modalità e con rabbie diverse, posso dire di rivederlo nei giovani di oggi che manifestano per la scuola pubblica, la democrazia e la difesa della costituzione, lo stato d’animo che viveva Peppino in quegli anni dove la strategia della tensione con le varie stragi più o meno di stato e le varie forme di terrorismo, offuscavano mediaticamente l’operato mafioso.

Liborio Martorana

Peppino aveva fondato una radio dalla quale denunciava, anche con ironia i boss locali. Quanto contava la capacità di comunicare e il mezzo attraverso cui lo faceva, nel contrasto alla mafia e nella possibilità di risvegliare le coscienze.

Intanto c’è da dire che Peppino Impastato benché fosse nato all’interno di una famiglia mafiosa, cominciò da giovanissimo la sua attività politica avvicinandosi a quei gruppi di sinistra che a partire dagli anni sessanta comparvero nel panorama politico italiano. Col passare degli anni e dopo l’adesione a Lotta Continua decide di scendere, direttamente in campo formando vari collettivi, da quello politico a quello teatrale per poi dedicarsi alla satira politica ed antimafiosa, sbeffeggiando quelli che erano i veri padroni del suo paese Cinisi attraverso l’etere di Radio Aut. Da premettere che gli anni settanta hanno visto la nascita delle radio libere in Italia, ed in special modo possiamo dire di avere avuto dei grandi esempi in merito, da Radio Popolare Milano a Radio Alice di Bologna per giungere a Radio Sud a Palermo e quindi al piccolo borgo provinciale di Cinisi con Radio Aut. Il metodo che usava Peppino nel denunciare le malefatte mafiose era diretto e come linguaggio accessibile a chiunque ed è proprio da qui e cosi che Peppino cominciò a risvegliare certe coscienze.

A molti anni dalla morte di Peppino il suo ricordo è vivissimo soprattutto tra i giovani anche grazie al lavoro della vostra radio e del vostro sito che oggi compie un anno. Che bilancio fai?

A molti anni dalla morte di Peppino non solo il suo ricordo è vivissimo ma è come se non fosse mai morto, ne è testimonianza il continuo interessamento da parte delle nuove generazioni che ad ogni occasione si riversano a Casa Memoria Impastato, affamati di testimonianze e soprattutto per conoscere direttamente i luoghi dove Peppino ha vissuto. Noi portando alla luce una realtà come Radio 100 Passi abbiamo voluto ripercorrere quelle strade che percorse Peppino, cercando di portare avanti un progetto antimafioso e per la cultura della legalità. Oggi posso dire che a distanza di un anno il bilancio che viene fuori da Radio 100 Passi, con tutti i problemi che abbiamo avuto, dal furto di tutte le attrezzature la vigilia del’8 Marzo del 2010, ai vari atti intimidatori tipici della “cultura” mafiosa, posso dire che meglio di come abbiamo fatto non potevamo fare e quindi il bilancio è positivo.

Come si fa a sostenere il vostro lavoro?

Per sostenere il lavoro di Radio 100 Passi che si avvale delle prestazioni volontarie di tutti i suoi collaboratori, e non avendo nessun tipo di finanziamento da parte di aziende pubbliche e private, per potere avere una voce veramente libera da condizionamenti, noi ci siamo rivolti ai nostri ascoltatori, lanciando delle sottoscrizioni tramite tesseramento, cosa che proporremo ancora per il 2011. Il sito dà tutte le informazioni in merito.

Oggi abbiamo la Rete e Facebook. Peppino interpretava lo spirito più moderno e progressista del popolo siciliano come dimostrano le sue idee politiche, il suo modo e la sua voglia di comunicare, di denunciare, di contribuire a cambiare la società. Oggi Peppino si sarebbe appassionato alla Rete?

Sicuramente oggi Peppino si sarebbe appassionato e avvalso della rete ed anche di Facebook, per comunicare in modo più vasto possibile. Oggi che le mafie si sono internazionalizzate, c’è bisogno assoluto di combatterle sul campo comunicativo, non abbiamo più a che fare con mafie di borgata, ma ci ritroviamo a combattere le organizzazioni criminali su campi internazionali ed il web offre spazi comunicativi non indifferenti. Da qui la scelta di mettere su una web radio come sicuramente avrebbe fatto il nostro amico Peppino Impastato.

di Massimo Malerba

La pagina Facebook di Radio 100 Passi

Ascolta la radio

Una Risposta to “Radio 100 Passi compie un anno nel ricordo di Peppino Impastato”

  1. Raffaele gennaio 17, 2011 a 8:12 am #

    Viva Peppino. Ricordiamolo per sempre.

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