Berlusconi (disperato) scrive al Corriere e a Bersani: “Agiamo assieme in Parlamento” – La lettera

31 Gen

Ecco il testo della lettera di Berlusconi apparsa oggi sul Corriere della Sera

Gentile direttore,

il suo giornale ha meritoriamente rilanciato la discussione sul debito pubblico mostruoso che ci ritroviamo sulle spalle da molti anni, sul suo costo oneroso in termini di interessi annuali a carico dello Stato e sull’ostacolo che questo gravame pone sulla via della crescita economica del Paese. Sono d’accordo con le conclusioni di Dario Di Vico, esposte domenica in un testo analitico molto apprezzabile che parte dalle due proposte di imposta patrimoniale, diversamente articolate, firmate il 22 dicembre e il 26 gennaio da Giuliano Amato e da Pellegrino Capaldo. Vorrei brevemente spiegare perché il no del governo e mio va al di là di una semplice preferenza negativa, «preferirei di no», ed esprime invece una irriducibile avversione strategica a quello strumento fiscale, in senso tecnico-finanziario e in senso politico.

Prima di tutto, se l’alternativa fosse tra un prelievo doloroso e una tantum sulla ricchezza privata e una poco credibile azione antidebito da «formichine», un gradualismo pigro e minimalista nei tagli alla spesa pubblica improduttiva e altri pannicelli caldi, staremmo veramente messi male. Ma non è così. L’alternativa è tra una «botta secca», ingiusta e inefficace sul lungo termine, e perciò deprimente per ogni prospettiva di investimento e di intrapresa privata, e la più grande «frustata» al cavallo dell’economia che la storia italiana ricordi. Il debito è una percentuale sul prodotto interno lordo, sulla nostra capacità di produrre ricchezza. Se questa capacità è asfittica o comunque insufficiente, quella percentuale di debito diventa ingombrante a dismisura. Ma se riusciamo a portare la crescita oltre il tre-quattro per cento in cinque anni, e i mercati capiscono che quella è la strada imboccata dall’Italia, Paese ancora assai forte, Paese esportatore, Paese che ha una grande riserva di energia, di capitali, di intelligenza e di lavoro a partire dal suo Mezzogiorno e non solo nel suo Nord europeo e altamente competitivo, l’aggressione vincente al debito e al suo costo annuale diventa, da subito, l’innesco di un lungo ciclo virtuoso.

Silvio Berlusconi (Ansa)
Silvio Berlusconi (Ansa)

Per fare questo occorre un’economia decisamente più libera, poiché questa è la frustata di cui parlo, in un Paese più stabile, meno rissoso, fiducioso e perfino innamorato di sé e del proprio futuro. La «botta secca» è, nonostante i ragionamenti interessanti e le buone intenzioni del professor Amato e del professor Capaldo, una rinuncia statalista, culturalmente reazionaria, ad andare avanti sulla strada liberale. La Germania lo ha fatto questo balzo liberalizzatore e riformatore, lo ha innescato paradossalmente con le riforme del socialdemocratico Gerhard Schröder, poi con il governo di unità nazionale, infine con la guida sicura e illuminata di Angela Merkel. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti: la locomotiva è ripartita. Noi, specialmente dopo il varo dello storico accordo sulle relazioni sociali di Pomigliano e Mirafiori, possiamo fare altrettanto.

Non mi nascondo il problema della particolare aggressività che, per ragioni come sempre esterne alla dialettica sociale e parlamentare, affligge il sistema politico. Ne sono preoccupato come e più del presidente Napolitano. E per questo, dal momento che il segretario del Pd è stato in passato sensibile al tema delle liberalizzazioni e, nonostante qualche sua inappropriata associazione al coro strillato dei moralisti un tanto al chilo, ha la cultura pragmatica di un emiliano, propongo a Bersani di agire insieme in Parlamento, in forme da concordare, per discutere senza pregiudizi ed esclusivismi un grande piano bipartisan per la crescita dell’economia italiana; un piano del governo il cui fulcro è la riforma costituzionale dell’articolo 41, annunciata da mesi dal ministro Tremonti, e misure drastiche di allocazione sul mercato del patrimonio pubblico e di vasta defiscalizzazione a vantaggio delle imprese e dei giovani.

Lo scopo indiretto ma importantissimo di un piano per la crescita fondato su una frustata al cavallo di un’economia finalmente libera è di portare all’emersione della ricchezza privata nascosta, che è parte di un patrimonio di risparmio e di operosità alla luce del quale, anche secondo le stime di Bruxelles, la nostra situazione debitoria è malignamente rappresentata da quella vistosa percentuale del 118 per cento sul Pil. Prima di mettere sui ceti medi un’imposta patrimoniale che impaurisce e paralizza, un’imposta che peraltro sotto il mio governo non si farà mai, pensiamo a uno scambio virtuoso, maggiore libertà e incentivo fiscale all’investimento contro aumento della base impositiva oggi nascosta. Se a questo aggiungiamo gli effetti positivi, di autonomia e libertà, della grande riforma federalista, si può dire che gli atteggiamenti faziosi, ma anche quelli soltanto malmostosi e scettici, possono essere sconfitti, e l’Italia può dare una scossa ai fattori negativi che gravano sul suo presente, costruendosi un pezzo di futuro.

*presidente del Consiglio

IL 12 FEBBRAIO, CITTÀ PER CITTÀ



36 Risposte to “Berlusconi (disperato) scrive al Corriere e a Bersani: “Agiamo assieme in Parlamento” – La lettera”

  1. federico gennaio 31, 2011 a 10:16 am #

    D’Alema chiama e il cavaliere risponde….
    Porelllo, deve sentirsi proprio all’angolo, come un pugile suonato, ma suonato bene !!

  2. Renata gennaio 31, 2011 a 10:22 am #

    Si rivolge a Bersani perchè cerca un appiglio qualsiasi per restare al suo posto.Bersani dovrebbe rispondergli “Faremo questo e altro ma senza di te “.

    • francesca gennaio 31, 2011 a 8:29 pm #

      sono d’accordissimo con renata!!! Ma la risposta di bersani???dove la leggiamo?

  3. Gabriele Busti gennaio 31, 2011 a 10:24 am #

    Noto con grande piacere che lo statista si degna di parlare di economia, dopo aver maramaldeggiato per vent’anni sul futuro di un paese. Non si preoccupi, spett. Cav. Ilvio, vedrà che il soccorso rosso dell’On. D’Alema non si farà attendere, ora che si è fatto mangiare la faccia da una manica di mignotte.
    Ma va a farti processare, buffone!

  4. Antonio gennaio 31, 2011 a 10:35 am #

    Chi ti ha scritto questa supplica, magnaccia?

    • Patrizia gennaio 31, 2011 a 11:55 am #

      Ghedini. O forse Bondi…

      • Pat gennaio 31, 2011 a 2:55 pm #

        …ne Ghedini, ne Bondi! E’ grammaticalmente corretto…

  5. andrea gennaio 31, 2011 a 10:38 am #

    Chi ha scritto questo discorso al Non Alto di Arcore?
    Non è farina del suo sacco.
    Ed è comunque irricevibile.
    Serve solo ad allungare il brodo, il solito finto richiamo delle sirene a cui il venditore di pentole si rifà quando si trova messo alle corde.
    I danni prodotti da questo essere e dai suoi sodali sono e saranno incalcolabili.
    Cacciarlo via è un nostro diritto ma soprattutto un nostro dovere.

  6. tullio gennaio 31, 2011 a 10:40 am #

    E’ disperato! Offre cmq a Bersani la possibilità di dimostrare che ha la schiena dritta! vedremo…

  7. Andrea Asaro gennaio 31, 2011 a 10:42 am #

    Il sig. presidente ed il suo governo in questi anni ha solo pensato a leggi che salvaguardino la sua persona, ai lodi bocciati puntualmente dalla Corte Costituzionale, non ha pensato nè al lavoro, nè alle politiche giovanili, nè alla ricerca, nè all’industria. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: l’industria che emigra come i giovani cervelli, la disoccupazione arrivata a cifre impensabili quella giovanile addirittura al 30%, la cassa integrazione, gli stipendi bloccati. Ma di cosa parla? della nullità del suo governo! Con quale coraggio esalta gli accordi di Pomigliano e Mirafiori imposti da Marchionne, Lui che con il suo governo se ne sono stati alla finestra a guardare senza provare minimamente a mediare. Non venga a raccontare palle agl’Italiani che non riescono più a mettere insieme il pranzo con la cena, o l’uno o l’altra. Può fare tutti gli spot che desidera dalle sue televisioni ma il Popolo Sovrano (di cui si riempe la bocca) non è tutto pecorume come lui pensa e non tutti hanno la mente intorpidita dal grande fratello e dal suo battaglione mediatico. C’è gente che ha ancora un cervello pulito e che capisce quanto il suo battage pubblicitario sia falso. Loda il Sud ridotto alla fame perchè sa bene quanti voti gli porti. Falso!!! Lui e la Lega razzista. Spero che Bersani non abbocchi e capisca di non cadere più nei suoi tranelli. Bisogna spazzare via questo governo.

  8. Carlo gennaio 31, 2011 a 10:43 am #

    …io dico solo “FACCIAMO TTENZIONE”!!! dietro questo “buonismio” non dimentichiamoci che su nasconde sempre il “CAIMANO”. Personalmente non gli credo e penso sia davvero il comportamento di un animale all’angolo… Oggi buoo…domani aggressivo…ecc… Spero davvero che Bersani gli risponda come ha detto Renata:Faremo questo e altro ma senza di te “

  9. felicemarcatonio gennaio 31, 2011 a 10:43 am #

    E’ così compromesso che non c’è nessun chirurgo plastico può ristrutturargli il cervello….Vorrei sapere chi gli ha scritto la lettera e quanto oppio ha bevuto per poterla firmare….

  10. daniele campana gennaio 31, 2011 a 10:50 am #

    Mi auguro che lo psicoporcello, ormai rifiutato da tutti, in un impeto di dignità, si tiri una rivoltellata nelle tempia. L’unico modo in cui potrei cambiare la mia idea su di lui.

  11. Giampiero gennaio 31, 2011 a 11:03 am #

    Devo dire che l’immagine della ‘frustata al cavallo dell’economia’ è già alquanto sgradevole. Se poi riflettiamo bene quel cavallo saremmo ancora noi, per trainare la sua ‘carrozza’.
    Ma poi di che parla ? Del nulla !
    La vera economia libera non l’ha mai voluta, perché quella ‘vera’ significa pagare in prima persona i propri errori, la vera concorrenza, senza soldi dello stato a parare le spalle e i bilanci alle aziende private in difficoltà. Si torni al pubblico e lo si faccia funzionare bene, che tanto le privatizzazioni hanno solo sfilato tanti soldi dal bilancio dello stato senza fornire alcun valore aggiunto.
    E poi, ancora una volta: ‘la crisi la paghi chi l’ha causata’, lucrando in precedenza e arricchendosi sulle spalle dello stato, che non è un’entità astratta, lontana da noi, ma siamo proprio noialtri cittadini. Torniamo a far coincidere questi due concetti.

  12. maria rosaria agozzino gennaio 31, 2011 a 11:23 am #

    Il debito pubblico si potrbbe risanare se i compagnucci del PREMIER la smettessero di rubare!!!!!

  13. patrizia veronesi gennaio 31, 2011 a 11:24 am #

    HO FINALMENTE SCOPERTO CHE OLTRE AL “BUNGA BUNGA” IL NOSTRO PRESIDENT HA UNA “FAVOLA” DI PROGRAMMA ECONOMICO…MA VA A CAGHEEEEEER!!!!!!!!!!!!!!

  14. Simona gennaio 31, 2011 a 12:00 pm #

    … oltre a tutte le altre considerazioni giustamente fatte dai commento precedenti (“come osa?” “chi gliel’ha scritto, non è farina del suo sacco?” “ma con che faccia torna a parlare di economia e a chiedere aiuto a Bersani ?” ecc) vorrei dire solo due cose di ordine puramente… economico e di comunicazione (le mie specialità):
    1) la tassa patrimoniale fa male soprattutto ai ..”ceti evasori” (lo zoccolo duro dei suoi elettori), non ai ceti medi… ma lui si ostina a chiamarli “ceti medi”, qui, per creare lo spauracchio della nuova tassa anche nei ceti medio-bassi – che pagano tutte le tasse da dipendenti – che non possiedono quasi niente (a parte forse una prima casa) e che però vogliono immedesimarsi con lui a tutti i costi.. come al solito ottima strategia di comunicazione
    2) come fa a pensare anche solo lontanamente a un tasso di crescita di oltre il 3-4%? ma li legge i giornali, le stime dell’OCSE, della BCE ecc ? Quando va bene, prevedono una crescita per l’Europa dell’1.7% nei prossimi due anni, con Italia fanalino di coda.. e lui ci dice qui invece che noi potremmo tirare su la media, con un bel +4%??? mi sa che nel bunga bunga gira anche la droga pesante.. ;-))) (a meno che non intendesse +4% in 5 anni, ma allora, anno su anno, è poco più della stagnazione…e quindi il suo discorso non funziona… oppure sono io che non capisco più i tassi di crescita…)

    • Sendivogius gennaio 31, 2011 a 2:22 pm #

      Credo che l’anonimo estensore del testo (pseudo)economico, prima di incartarsi inesorabilmente nel vortice dei suoi pensierini scolastici di marca neo-monetarista, faccia riferimento ad un tasso di crescita complessivo, calcolato su un periodo di riferimento quinquennale. E dunque parliamo davvero di un 1% scarso.
      Dal testo, emerge la fatica del povero ghost-writer nel disperato tentativo di infiocchettare e rendere credibili le panzane del suo mandante.
      Complimenti invece all’ineffabile Giuliano Amato e agli altri ‘escerti’ del “socialismo liberale” di eterodossa derivazione craxiana, per le loro perle lafferiane.
      Credo che l’Italia sia l’unico paese al mondo dove le non-teorie di Milton Friedman siano unanimemente condivise a destra come a sinistra, quale unica ricetta economica possibile. E infatti basta vedere i risultati..!
      Liquidato in fretta e furia Keynes, non dico che quelle amebe querulanti del PD dovrebbero studiare un Joseph Stiglitz (troppo moderno!), ma almeno leggere qualcosa di J.K.Galbraith?!? Se vogliono fare tanto gli “americani”, che almeno scelgano il meglio di Kennedy!

  15. GiorgioB gennaio 31, 2011 a 12:10 pm #

    Finalmente si parla di cose serie. Contenuti ampiamente condivisibili, peró bisogna anche “fare”. E con la credibilitá che ha Mr. B attualmente, la vedo molto dura superare gli ostacoli sociali e politici per fare queste riforme. Necessarie.

  16. Pernacchione gennaio 31, 2011 a 12:11 pm #

    E se invece prendessimo a frustate lui? Potrebbe giovarne l’economia e non solo…

  17. Francesco gennaio 31, 2011 a 12:29 pm #

    a parte il carattere goliardico dei vari interventi a questo forum…la mia preoccupazione non va tanto a quello che fa e dice Berlusconi ma il fatto che non sia chiaro chi sia il suo referente nell’opposizione…Veltroni? D’Alema? Vendola? Tutti dicono tutto e il contrario di tutto. Questo è il vero problema…chi continua a pendere anche se in negativo da quello che dice Berlusconi non ha capito che questo ne accresce la sua credibilità…

  18. Silvia Castorina gennaio 31, 2011 a 12:45 pm #

    non sa più a che Santo votarsi. Ma se non ha mai voluto parlare con Bersani. Speriamo che la paura del voto non determini qualche inciucio. Noi vogliamo uscire dal tunnel e da questo marciume. Vogliamo legalità, giustizia, DEMOCRAZIA, RISPETTO PER I PRINCIPI E VALORI DELLA COSTITUZIONE!!!

    • Francesco gennaio 31, 2011 a 1:10 pm #

      Giusto Silvia, credo sia il desiderio di tutti, anche se spesso in questi forum, c’è chi pensa che il fine (sconfiggere Berlusca) giustifichi i mezzi…e questo non mi piace…

  19. Valter gennaio 31, 2011 a 1:22 pm #

    ahah, ma chi vuole prendere per il kul ? Questa è farina del sacco di Ferrara, a occhio e croce, che si intravede anche qualche sbavatura di setole, qua e là..
    Quanto alla sostanza ( ma gliel’hanno spiegata ?), non è da commentare se non con una antica raccomandazione : mai accettare caramelle dagli anziani troppo gentili, specie se hanno certe facce da ceffi.

  20. Francesco gennaio 31, 2011 a 1:36 pm #

    eccolo qui un esempio evidente di un antico linguaggio vincente nella forma perdente nella realtà…

  21. mariano gennaio 31, 2011 a 1:42 pm #

    Il berlusca disperato che scrive una lettera per trovare un accordo bipartisan sembra un film di fantapolitica,non e’ credibile o e’ solo ma proprio solo nei suoi casini personali e non sa piu’ a chi rivolgersi,o e’ proprio rincoglionito,io propendo per la seconda ipotesi e credo che sia ora che sorta da fare danni che se ne vada in un ospizio per poveri dementi o mentecatti e si tolga dai coglioni definitivamente.

  22. Maria Mignosa gennaio 31, 2011 a 2:00 pm #

    Quando il diavolo ti accarezza vuole l’anima; Bersani non farti incantare dalla sirena di quest’essere spregevole ormai giunto al capolinea…

  23. BOB ZUCKERBERG gennaio 31, 2011 a 2:15 pm #

    SE BERSANI CI CASCA ALLORA E’ PROPRIO FESSO.
    BERLUSCONI VATTENE, FUORI DA QUESTO PAESE, FUORI DAI COGLIONI!!!!!!!!!!

  24. GIANROL gennaio 31, 2011 a 4:12 pm #

    Dopo la dissennata guerra che la sua parte ha fatto a tutte le (pur modeste) privatizzazioni propste da Bersani con quale coraggio dice queste cose. Mio nonno diceva che quando un ricco ti offre la mano è per fregarti orologio ed anello: Stismo ben attenti!

  25. licurgo finotto gennaio 31, 2011 a 6:57 pm #

    che dire?? dopo i video messagi di Osama Bin Silvio, ora le suppliche di un condannato, che pero troveranno PICCHE.

  26. maria teresa febbraio 1, 2011 a 12:38 am #

    Ma che la smettesse e vada dai giudici. Una persona come lui con ha nessuna credibilita’ adesso meno di prima. Dice:
    “Per fare questo occorre un’economia decisamente più libera, poiché questa è la frustata di cui parlo, in un Paese più stabile, meno rissoso, fiducioso e perfino innamorato di sé e del proprio futuro”. Un paese innamorato di se’….e’ chiaro che sta parlando di se stesso, e’ un megalomane, manipolatore, irresponsabile, l”Italia non ha bisogno di lui, delle sue parole scritte o televisate, deve andare via, l’unico atto dignitoso e’ responsabile sono le dimissioni. Ne prenda atto presidente del consiglio.

  27. giampaolo febbraio 1, 2011 a 7:02 am #

    semplicemente -VAFFANCULO-

  28. zannino francesco febbraio 1, 2011 a 2:39 pm #

    Berlusconi non ha propio dignità. Solo un mese fa minacciava le elezioni. Ora , che è in difficoltà le evita come la peste. Chiede aiuto alla sinistra , come per altro ha fatto tante volte con D’Alema , sperando di trovare un appoggio per continuare a rimanere al potere. Ma ha ricevuto un bel due di picche. Ormai lo vogliono fare fuori. Era ora. Comunque dobbiamo ammettere che il PD ha delle grosse responsabilità. Se Berlusconi è rimasto al potere per tutti questi anni è perchè la sinistra ha spesso porto l’altra guancia. Secondo me bisogna azzerare tutta la l’attuale classe politica. Il dopo Berlusconi vedrà il potere passare ai centristi governati da Confindustria. Per il popolo saranno comunque lacrime e sangue. Recuperare ai danni fatti da B. ci vorrà un duro lavoro e di certo i sacrifici verranno chiesti sempre ai soliti poveri lavoratori. Vedi Marchionne e il contratto Fiat.

  29. giuseppe b febbraio 1, 2011 a 11:19 pm #

    Bè dire …….. per tutti questi anni ha infinocchiato i suoi elettori….. che si lavino bene il viso l amattina e si ritengano responsabili quanto il signor B……. la cosa che mi fa incazzare che si parla di spreco nel settore pubblico e poi magari il sig. brunetta (il mezzo uomo ) accorda in ufficio del ministero indennita particolari pensate un indennita di 11€ lorde solo perche questi dipendenti l amattina timbrano il cartellino di presenza …….e poi … quando cè crisi in un afamiglia si fanno ristrettezze economiche giusto ??? allora perche nn partimao da roma ??e qui ce ne per tutti ,compreso i signori del PD che fino ad oggi ho votato. facciamo una bella riforma dimezziamo i parlamentari riduciamo gli stipendi ma no di piccole percentuali come hanno fatto ……. chi prendono per i fondelli … noi …..magari si blocca gli stipendi ed i contratti al pubblico impiego per tre anni . questi signori stanno affossando le imprese che hanno rapporti di lavoro con gli enti pubblici (il famoso patto di stabilità) se ci sono comuni provincie o regioni che hanno sperperato si blocchino ma non blocchiamo quegli enti cui hanno cassa e non possono eseguire opere per il famoso patto cosi si paralizza l’economia di uno stato e non solo l eindustrie che fuggono all’estero vedi omsa e tante altre … il coto del lavoro facciamo una riforma spiu equa e competitiva ,L’ECONOMIA IN UN PAESE LA FA RIPARTIRE IL COSIDETTO SALARIATO SE NON GUADAGNA NON SPENDE …… PER FINIRE BERSANI E TUTTO IL RESTO NON CADETE NELLA TRAPPOLA E TU CARO D’ALEMA LO SAI RICORDA L ACOSTITUENTE COME TI HA PRESO PEI I FONDELLI . SCUSATE MA HO SCRITTO COME MI VENIVA DAL CUORE …….

  30. carlo febbraio 2, 2011 a 8:53 am #

    io dico che in tutta questa vicenda, la cosa più deludente e preoccupante sono proprio gli elettori ma soprattutto i suoi collaboratori, che come lui sono privi di dignità. Il nostro presidente del consiglio non ha nessuna vergogna di se, ma chi lo sostiene nn ha la cosà più preziosa dell’essere umano, LA DIGNITA’ che ti rende uomo libero.

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