Libia, il logo dell’Eni sulla giacca del mercenario – Il video

21 Feb

Journal Blog ha pubblicato questo filmato nel quale il logo dell’italianissima Eni, controllata dallo Stato, appare sul giubbotto di un mercenario a cui è stato ordinato di sparare sulla folla dei dimostranti a Bengasi. “E’ noto -scrive Journal Blog”- che Berlusconi e il colonnello libico Gheddafi siano in affari. Altrettanto noto -continua Journal Blog-  è che la politica energetica di Berlusconi è basata sui rifornimenti di idrocarburi provenienti dalla Libia (l’Italia assorbe il 38% delle sue esportazioni di petrolio) e dalla Russa. In particolare, l’Eni ha concessioni petrolifere in Libia fino al 2035; ha investito nel Paese 50 miliardi di dollari negli ultimi 10 anni e gli accordi italo-libici prevedono investimenti per altri 20 miliardi di dollari entro il 2020″. Ecco il filmato

I manifestanti domandano: «Di chi sono gli ordini?».
L’uomo risponde: «Degli ufficiali. Giuro. giuro.. ordini ordini».
La folla chiede ancora: «Vi hanno detto di sparare contro la gente con pallottole da guerra?»
Il prigioniero risponde: «Sì, Sì»
A quel punto si scatena la ferocia del branco.
Molti dicono: «No, No non fate così… facciamolo parlare. Non possiamo fare come loro…».

Fonte

29 Risposte to “Libia, il logo dell’Eni sulla giacca del mercenario – Il video”

  1. Maria febbraio 21, 2011 a 8:32 pm #

    Sono davvero lieta che mi abbiate ripreso. Al vostro post manca solo la fonte :-)

    http://www.blogeko.it/2011/rivolta-in-libia-il-logo-delleni-sulla-giacca-di-un-mercenario-che-spara-alla-folla/

  2. Cristian febbraio 21, 2011 a 8:33 pm #

    Sul retro della maglietta c’è anche il logo “Robe di Kappa”. Dubito che sia una divisa ufficiale. Come dubito che l’Eni manderebbe i propri mercenari a sparare alla popolazione indossando il proprio logo.

  3. vitto40 febbraio 21, 2011 a 8:35 pm #

    Il povero Luigi Broggini non sarebbe contento…

  4. Mary febbraio 21, 2011 a 8:47 pm #

    Quella è la maglietta di una squadra di calcio… per correttezza dovreste cancellare questa notizia che notizia non è. Ci perdete in credibilità voi e quelli che vi sostengono.

    Con ciò non voglio dire che lo stato Italiano o l’Eni non abbiano interessi in Libia.. però questo filmato è solamente fuorviante.

  5. andrea febbraio 21, 2011 a 8:48 pm #

    É la maglia della squadra di calcio di tripoli, sponsorizzata da eni… complimenti per la serietà e professionalità dei vostri articoli… mi cancello immediatanlmente dal vs gruppo su facebook… pirla….

  6. andrea febbraio 21, 2011 a 8:50 pm #

    Ah… e spero che l’eni legga questo post e che vi quereli… gnurant!

  7. james febbraio 21, 2011 a 8:50 pm #

    ricordiamo i crimini di guerra dei sinistri http://www.pacedisarmo.org/pacedisarmo/articles/art_375.html….e del caso Telecom Serbia…e di cristiano ronaldo che è andato con la ruby(ma non è indagato)…..lo stemma dei mercenari, rappresenta con il colre giallo il colore del sole africano mentre il leone rappresenta la forza dell’Africa…stemma non del Eni ma, bensì dei mercenari d’Africa…prima di scrivere stronzate acculturatevi…posso solo dire che cercando in rete i 10 processi di De Benedetis ho trovato solo quello in cui è stato assolto e non quei 9 in cui è stato condannato per avere fatto concorrenze sleali e tangenti verso altri giornali(tra cui il corriere della sera) alla faccia della libertà di stampa ella sinistra.

    • Piquadro febbraio 21, 2011 a 9:11 pm #

      1) caso Telecom Serbia: gran buffonata messa insieme da un pallonaro chiamato Marini che chi lo conosce non gli presterebbe la bicicletta e quindi per i giornali italiani una “autorevole fonte. Tant’è che è stato condannato per calunnia, ma intanto le galline son scappate dall’aia.
      2) Ruby ne ha dette tante di palle.. si è contraddetta mille volte, ma non mi risulta che Ronaldo abbia chiamato la questura di Milano per farla rilasciare di notte ad una prostituta brasiliana.

      • james febbraio 21, 2011 a 9:30 pm #

        1) il processo a d’Alema è ancora in atto.
        2) Ruby ha detto di non essere andato a letto con B. ma con Ronaldo, giustizia Italiana= 2 pesi e due misure.

      • Piquadro febbraio 21, 2011 a 9:55 pm #

        1) Se e quando D’Alema finirà in carcere ti vengo a cercare che tiro fuori una bottiglia di quelle buone e ci facciamo una bevuta;
        2) Domani vado dai carabinieri a dire che Belen mi ha violentato, che dici, mi credono?

  8. emilio febbraio 21, 2011 a 8:59 pm #

    questi sono i mercenari che l’Eni assume sotto il comando del dittatore per tenere ordine alle basi.ma non succede solocon l’Eni ma con tutte le compagnie.

  9. fabio febbraio 21, 2011 a 9:01 pm #

    è una maglia da calcio della squadra Al-Ahly Tripoli

  10. Umberto febbraio 21, 2011 a 9:04 pm #

    Avete questo piccolo e stupido vizietto di non citare la fonte. In ogni caso basta così, abbiamo ormai capito la gaffe. Conviene togliere il post perché in effetti troppo accusatorio. O se volete lasciarlo per lo meno citate la ragazza che ha pubblicato l’originale e modificate il post. Solo consigli ovviamente!

  11. Francesco febbraio 21, 2011 a 9:18 pm #

    ORAMAI I VOSTRI POST NON SONO PIU’ AFFIDABILI..DOPO QUELLO DI FEDE…QUESTO…DISONORATE IL POPOLO VIOLA CON UN BLOG CHE ORAMAI SEMBRA UN PERIODICO DI GOSSIP…

  12. Triscele febbraio 21, 2011 a 9:22 pm #

    Vi invito a rettificare il titolo dello “scoop”. E’ un vergognoso e strumentale attacco alla più grossa azienda italiana. Che, vi piaccia o no, da lavoro a più di 10000 persone nel mondo, 5000 solo in Italia!

  13. meletta febbraio 21, 2011 a 9:27 pm #

    e’ noto che le compagnie petrolifere, Eni compresa, dispongono di milizie mercenarie alle proprie dipendenze in diversi paesi… in particolare in Nigeria appoggiano l’esercito governativo (fornendo anche elicotteri e supporto logistico) nelle operazioni contro la guerriglia del MEND (Movimento per l’emancipazione del Delta del Niger)… A chi poteva rivolgersi Gheddafi se non alle compagnie petrolifere multinazionali (Eni in particolare) per trovare velocemente truppe mercenarie da impiegare nella repressione?

    • Mary febbraio 21, 2011 a 11:44 pm #

      @Meletta: poteva rivolgersi alla squadra di calcio di Tripoli… Tocca crescere ed accettare la realtà: per una volta non c’è nulla di nulla dietro a quella maglietta.
      E’ vero che le società petrolifere assumono mercenari per proteggere i loro interessi nei paesi a rischio, molti pensano anche che sia loro buon diritto farlo, ma certo non li cedono a terzi. E certo non sono poveracci come quello del video ma contractor della Blackwater o della Greystone, pagati 500$ al giorno.

  14. Linda febbraio 21, 2011 a 10:49 pm #

    Con la benedizione del nostro…

  15. massimo febbraio 22, 2011 a 8:17 am #

    Una frase banale x una banale cruda verita’… l’ Uomo é cattivo , crudele e in numero insostenibile….fra nn molto saranno cazzi amari x tutti….

  16. Il Pittore febbraio 22, 2011 a 9:36 am #

    Si chiamano Mercenari proprio per quello: lavorano per più padroni nel tempo… Sarà stata una guardia di sicurezza di qualche dirigente

  17. v. febbraio 23, 2011 a 8:39 pm #

    mmm, qualcosa non mi torna … per quanto mi riguarda la vedo così
    http://marginaliavincenzaperilli.blogspot.com/2011/02/la-squadra-di-calcio-libica.html

  18. james febbraio 24, 2011 a 10:27 pm #

    ho capito come fa repubblica a fare record di vendite…oggi dopo ben 20 anni di corriere della sera ho ripreso repubblica…ed era pieno di immagini a sfondo sessuale…complimenti ai miei intellettuali…

  19. Matteo Vitiello febbraio 25, 2011 a 1:30 am #

    La rivoluzione del mondo arabo diventa GLOBALE.

    Aggiornamento del 25 febbraio 2011:

    Scoppiano scontri in Corea del Nord.
    Leggi:
    http://wp.me/p19KhY-eb

    P.S.: Gheddafi è un tiranno come tanti altri, un maligno, e sta solo cercando di lavare i cervelli di chi ancora è persuasibile.
    I tempi stanno cambiando.
    un saluto,
    Matteo

  20. Draghi e ditalini febbraio 25, 2011 a 8:27 am #

    Cancellerei questo post inutile fossi in voi

    • james febbraio 27, 2011 a 3:15 pm #

      e ne metterei uno sul niki vendola e la sua cricca

  21. scacchiatore marzo 1, 2011 a 1:56 am #

    Gentili violacei, con immensa gioia mi congedo da voi. Siete solo dei pompieri, come direbbe Rino Gaetano – e ve lo ricorda uno che non è e non sarà mai di destra. Vi cancello dal mio blogroll, come già evado dalle vostre iniziative (e sì che ne ho seguite tante). Non ve ne importerà, ma il sentimento è reciproco. Ad Arcore avete cercato di placare il dissenso. Continuate pure a sognare qualche poltroncina all’ombra di qualche partitino, facendo gli sbattutoni. Non vi dico nemmeno buona strada perché non lo meritate. Siete morti il 6 dicembre 2009. Amen.

  22. calabrescia marzo 3, 2011 a 3:06 pm #

    Si tratta della maglia del Tripoli, squadra calcistica sponsorizzata da ENI. Ma poi, siete davvero così poco furbi, voi di questo blog, da credere che un mercenario pagato dall ENI (e dallo stato italiano, a quanto dite?) per sparare sulla folla andrebbe ad eseguire gli ordini con una magliette che permetterebbe a tutti di identificarlo come mercenario? Ma vi siete flippati o cosa? Poi bella la storia dello Stato cattivo e complice dei cattivi Putin e Gheddafi: senza di loro, non avendo noi il nucleare ed essendo le fonti di energia pulita non sufficienti al fabbisogno energetico della nostra nazione, come avremmo fatto a sostentarci?

    Voi del popolo viola dovete farvi un bagno d’umiltà, piantarla con l’antiberlusconismo a tutti i costi, piantarla di vedere costantemente il male nel nostro Governo, piantarla di fare discorsi che siano sempre perennemente distaccati dalla realpolitik.

    Perchè, ahimè, non siamo nel paese dei balocchi, sull’isola che non c’è, dove si può mandare tranquillamente a fare in culo chiunque sia cattivo. Siamo in un contesto internazionale dove, per forza di cose, dipendiamo da altri Stati. Alcuni di questi, comandati da regimi altamente corrotti e immorali. C’est la vie.

  23. giannigirotto marzo 24, 2011 a 5:33 pm #

    Sono d’accordo che in questo caso la maglietta non prova assolutamente nulla, ma è certo invece che in altri Paesi come la Nigeria, l’ENI stia facendo cose poco pulite. Per passare dalle parole di protesta ai fatti quindi sappiate che Banca Etica, tramite la tecnica cosidetta di “Azionariato critico”, acquista azioni ENI per partecipare alle assemblee dei soci e sostenere una svolta in senso etico della politica societaria. Sostenendo Banca Etica pertanto si compie un’azione di controllo e influenza verso le grandi imprese… info su http://giannigirotto.wordpress.com/finanza-etica/

Trackbacks/Pingbacks

  1. chi tace è complice /2 « …eventibus flexus… - febbraio 21, 2011

    […] frattempo blogeko.it e più tardi il post viola riprendono le immagini di un video del corriere tv dove si nota come un mercenario catturato dalla […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: