Io disoccupata, condannata ad una vita da ‘giovane’

8 Apr

Una storia di ordinaria precarietà, anzi peggio: di disoccupazione. Già, perché Nicoletta ci tiene a precisare: “Sono disoccupata! Ma ce lo siamo scordati che esistono anche i disoccupati, o tutti quelli che stanno senza lavoro sono precari?”  Eppure, Nicoletta Rocca precaria lo è stata: “Lavoro da quando andavo al liceo – racconta- ho fatto la baby sitter, la cameriera, ho dato lezioni private”. E poi, dopo essersi laureata e aver concluso tre master in comunicazione, dopo aver scritto un libro e aver girato redazioni, uffici stampa e case editrici si è ritrovata qua, a 35 anni, ad inviare curricula a destra e a manca “con la stessa frenesia di un alcolizzato, fino al punto di gioire  quando ricevo una di quelle risposte automatiche”.

E tuttavia, Nicoletta un contratto in vita sua non l’ha mai visto. O meglio, uno l’ha visto ma era un contratto a progetto il cui progetto -si fa per dire- era andare a lavorare nello stesso ufficio, ogni giorno per cinque giorni alla settimana, dalle nove di mattina alle sei di sera: “Ti sembra un progetto?”

Ed è così, con quella che Nicoletta definisce una ” grande manipolazione concettuale” che un lavoro diventa un progetto, un disoccupato diventa un precario e un precario diventa un giovane. Il problema, per rimuoverlo, basta chiamarlo in un altro modo: “Un artificio che viene dal marketing, un meccanismo per non diffondere il panico,  per rendere più sopportabile il problema”

Sì, perché il “giovane” ha tempo, può aspettare, il suo momento arriverà. Peccato che la precarietà e la disoccupazione, spiega Nicoletta, non hanno niente a che vedere con l’età: “Bisognerebbe smetterla di ricondurre ai “giovani” il problema della precarietà : chi pensa che sia un problema dei giovani, in realtà non ha nessuna intenzione di risolverlo né di affrontarlo. Ma poi, giovane a chi?”

E dunque: che fare? Da dove ripartire? Per Nicoletta il primo passo da fare è ritrovarsi, confrontarsi sul futuro ma anche sul presente: “Credo che sia molto importante che disoccupati e precari si ascoltino e si organizzino. Per troppo tempo ci hanno fatto credere che fosse colpa nostra, che avevamo sbagliato qualcosa nello studio e nella vita”.

E la prima occasione per ritrovarsi è imminente, arrriva domani quando milioni di giovani (e meno giovani) scenderanno in piazza in tutta Italia per dire:  “Il nostro tempo è adesso”. Ma serve manifestare? Nicoletta non ha dubbi: “Serve a non sentirsi soli, a vedere che c’è altra gente che la pensa come te, che sta come te, per evitare travasi di bile.  Nessuno di noi ha sbagliato: se la disoccupazione è al 30% l’errore non è nostro”. Il nostro tempo è adesso?

di Massimo Malerba

13 Risposte to “Io disoccupata, condannata ad una vita da ‘giovane’”

  1. Dilva aprile 8, 2011 a 1:55 pm #

    Condivido in pieno quanto afferma Nicoletta, con 23 anni in più d’età.
    Da tempo scrivo, posto e denuncio precarietà = disoccupazione, spero che domani si possa aver lo spazio per denunciare questa unica e vera realtà.

  2. Sara aprile 8, 2011 a 1:55 pm #

    Sono nella stessa situazione ma ho 42 anni, disperazione

    • icsipsilon aprile 8, 2011 a 2:01 pm #

      Non servono a nulla le manifestazioni purtroppo. Non so quale sia la soluzione ma certo non una passeggiata coi cartelli in mano :(

    • karnakstudio aprile 8, 2011 a 7:26 pm #

      L’unica risposta a questa situazione e’ aggregarsi fare gruppo, con cui scambiarsi le esperienze , condividere le risorse e le conoscenze…

  3. Guido aprile 8, 2011 a 2:10 pm #

    La soluzione unica e sostenibile si chiama contratto unico.
    La proposta di Tito Boeri è considerata impossibile dalle destre, ma è l’unico compromesso possibile per un futuro decente.
    Altrimenti saremo tutti partite iva a cottimo.
    Pensateci bene.

    • Dilva aprile 9, 2011 a 10:25 am #

      Boeri??????
      Ma per favore, la politica degli “affari” dei due fratelli Boeri, deve solo essere abbattuta.
      Certo: contratto unico, giusto ma, sicuramente non come lo intende Tito Boeri che, la sera prima del crollo della Lehman Brothers dava i suoi titoli spazzatura come garantiti.
      Domandiamoci da che parte stanno i due fratelli.

  4. EnzoBas aprile 8, 2011 a 3:23 pm #

    Seconodo me una possibile soluzione iniziale è rifiutare, rifiutare tutti i contratti a progetto (se progetto di progetto non si tratta) e tentare di far tornare una duplice dipendenza tra chi ha bisogno di lavoro e chi di lavoratori.

  5. maria luisa aprile 8, 2011 a 5:39 pm #

    Lavoro da 30 anni, negli ultimi due sono part-time, sono l’unica dipendente in una piccolissima azienda, non ho alcuna protezione nè integrazione. Manifestiamo, certo, ma non illudiamoci…A “Se non ora, quando?” quante (e quanti) eravamo? Ci hanno ascoltato? La soluzione è un’altra, forse…

  6. ettore aprile 8, 2011 a 7:49 pm #

    Non servono a niente queste manifestazioni, sono completamente inutili, immaginate nel 1789 invece della presa della Bastiglia una manifestazione con i cartelli e i palloncini colorati, i fischietti e le trombette, cosa avrebbero ottenuto. Non inneggio la violenza perchè hanno stabilito che è illegale, ma abbiamo diritto alla legittima difesa e quindi dobbiamo inventarci qualcosa che possa essere veramente efficace, qualcosa che non sia politica, pechè tutta la politica è marcia, serve un leader, uno che primeggia su tutti e riesca a mettere le cose a posto da questi usurpatori, serve un Ghandi, un Luter King, qualcuno che ci salvi, perchè la crisi, la disoccupazione, il precariato, il debito pubblico sono solo sistemi di controllo di massa, modi per tenere a bada le pecore che siamo noi.

  7. Raffaele aprile 9, 2011 a 8:57 am #

    Tutti alla manifestazione del 9 Aprile. Io sono con voi.Grazie.

    • Dilva aprile 9, 2011 a 10:29 am #

      Giusto, tutti alla manifestazione!
      Chi dice che manifestare non serve a nulla è perché non ha voglia di fare nulla.

      Ho quasi 58 anni, quindi: over = freelance = precaria = disoccupata = senza diritti né tutele.
      Dobbiamo tornare ad esigere i nostri diritti, a rivendicare la nostra dignità che ci hanno rubato!
      Oggi, deve esser solo l’inizio.

  8. Enrico aprile 9, 2011 a 2:43 pm #

    NOI STIAMO CERCANDO persone come Nicoletta che abbiamo fantasia e competenza per un progetto VERO.
    Abbiamo bisogno di un esperto in comunicazione
    Siamo di Torino: se qualcuno si vuol proporre ci contatti via mail:
    selezione.m5@gmail.com
    (Risponderemo privatamente con la mail aziendale).

    Ciao

  9. Giorgio aprile 11, 2011 a 3:04 pm #

    A proposito dei disoccupati………sono pienamente d’accordo con Nicoletta, anche se in verita’ ,mi sarebbe piaciuto leggere il testo integrale.
    Ad ogni modo desidererei raccontare brevemente,per quel che è possibile,non tanto a Nicoletta (e in generale a tutti quelli che chiamano disoccupati o meglio(o peggio) ancora “in cerca di prima occupazione”, poiche’ immagino che siano passati per un percorso più o meno simile)parte della mia storia lavorativa……
    Mi chiamo Giorgio,ho 51 anni e sono originario di una provincia al sud della “Grande Provincia Italia”…..vi risparmio tutta la storia circa il classico dilemma di dover scegliere a quei tempi tra essere “carabiniere” o “affiliato della malavita organizzata”,o bracciante agricolo.
    In verita’ parte del dilemma lo avevano già risolto i miei genitori quando dalla campagna si erano trasferiti in un piccolo comune (uno di quelli che oggi chiamano “i comuni del triangolo della morte” nel comprensorio della “terra dei fuochi” a nord di Napoli) per fare in modo che io e i miei fratelli e sorelle potessimo frequentare perlomeno la scuola dell’obbligo.
    Nonostante da allora siano passati più di 40 anni anni e il diploma di perito capotecnico d’azienda con specializzazione in informatica e i vari corsi post diploma di aggiornamento e riqualificazione , non mi sia mai stato utile per i fini lavorativi,…mai…….e poi mai dimendicherò quegli accadimenti.
    Mai smettero’ di essere grato ai miei genitori per quella scelta coraggiosa di sottrarre queste otto braccia (siamo 4 tra fratelli e sorelle)al lavoro nero in agricoltura, all’arma dei carabinieri(senza offesa) e alla malavita organizzata ,nella speranza di veder un giorno realizzato quello che loro non avevano mai avuto.
    A questo punto,amici miei, mi vedo costretto a risparmiarvi pure l’interminabile lista di tutte le domande (in carta bollata) rivolte a partecipare ai concorsi pubblici (quando ancora i documenti dovevano essere allegati in copia autenticata e avevano un costo)e l’elenco di tutte le aziende private a cui ho inviato il mio curriculum vitae senza nemmeno ricevere un “grazie per aver inviato il suo curriculum ,purtroppo non abbiamo bisogno di lei” e a gioire ,proprio come Nicoletta,quando ricevevo qualche rifiuto prestampato.
    Non vi parlerò nemmeno delle interminabile file agli sportelli ,del sole cocente ,della pioggia battente e della odissea quotidiana che doveva affrontare chi come me era in “cerca di prima occupazione”.E non eravamo in pochi …….attraversavamo l’italia da nord a sud ,era una intera generazione.
    Per i sindacati(e non solo per loro) non esistevamo nemmeno, non c’era nessuna tutela ,nessun obbligo ,ne morale ne istituzionale, per chi non era un inscritto e non era mai entrato nel cosidetto “ciclo produttivo”.
    Per non parlare poi dei partiti politici,per loro eravamo dei poveri fessi ,“serbatoi pieni di voti” momentaneamente parcheggiati …e in piu’ pretendevano un costo esoso per il parcheggio a carico nostro.
    Inutile dire che le politiche a sostegno dei “giovani in cerca di prima occupazione” erano uno degli argomenti preferiti delle organizzazioni politiche……. in campagna elettorale.
    Ognuno cercava di cavalcare la tigre come meglio poteva. Conclusa poi questa fase elettorale ,tutto ritornava come prima ,come in una eterna partita di ping-pong .
    Inutile divagare di più ,già fa parte della nostra storia d’altri tempi ……(tempi duri ,anni pesanti ……..come il piombo direi)…….arcaici ……verrebbe da dire………..se non fosse per il fatto che a tutt’oggi ,dal mio punto di osservazione ,non è cambiato più di tanto.

    A niente serve ricordare che nemmeno le organizzazioni No-Profit ,le OGN(organizzazioni non governative)hanno a quei tempi preso in considerazione la mia offerta-preghiera di prestare lavoro volontario senza alcuna retribuzione…….questa volta pero’ rispondendomi educatamente e inviandomi un modulo delle poste con un conto corrente e l’importo prestampato per un eventuale contributo economico associativo.
    All’epoca io non capivo………ma come? ….io offrivo i migliori anni della mia vita,completamente gratis, per una causa che ritenevo giusta e loro mi rispedivano un conto corrente prestampato per un contributo economico volontario…….Probabilmente non appartenevo alla “stessa parrocchia” e per giunta non ero nemmeno tesserato di un qualsiasi partito.
    Ma all’epoca,forse dovuto all’impeto della gioventù ( e …devo ammetterlo….ancora a tutt’oggi,… forse questa volta dovuto all’avanzare del tempo)erano molte le cose che non capivo .
    Ritornando pero’ al tema introdotto da Nicoletta ……….tanta ostinazione nella ricerca del lavoro,di una indipendenza ….perlomeno economica, non aveva prodotto nessun risultato .………. che la colpa fosse mia?
    Tentativo invano sarebbe quello di elencare tutti i possibili sensi di colpa e ancor di più tutte le sottili tecniche,anche quelle psicologiche apprese per poter preparare un curriculum vitae ,…per non citare poi le lunghe prove per un eventuale colloquio di lavoro.
    Nel frattempo si andava ormai largamente espandendo la constatazione che nella “grande provincia Italia” il mondo del lavoro era a numero chiuso .Per chi non era nato in una famiglia agiata e a meno che non si conoscesse qualche politico influente a cui essere disposti a togliere la forfora dal cappotto in inverno ,a inchinarsi , a portargli la borsa in estate e a fargli propaganda elettorale (per lui e il suo partito) durante il tempo libero, non restavano poi tantissime opzioni: ………se uno non voleva essere immortalato negli albi degli uffici del collocamento al lavoro come “giovane in cerca di prima occupazione” , se uno voleva spezzare le catena della sudditanza ai politici ,se uno voleva per caso solamente pensare di rivendicare il rispetto dell’articolo 1 della costituzione italiana …..paradossalmente o si andava via all’estero o si rischiava ,nella migliore delle ipotesi ,un ricovero per una forte crisi depressiva maniacale con tendenze all’assasinio.
    Accennero’ solamente al fatto che alla eta’ di 35 anni ,un po’ per non impazzire e un po’ per non essere condannato a vari ergastoli, afferrai carta e penna e iniziai a stilare una lista delle cose veramente importanti per me e di quelle che invece non lo erano per niente.
    Non mi sorpresi affatto quando vidi che non erano poi tantissime le cose che io ritenevo veramente importanti (addirittura si potevano contare sulle dita delle due mani) ma in compenso la liste delle cose che non quadravano era gigantesca.
    In realtà,lo confesso, il mio vero desiderio era di afferrare il vecchio fucile da caccia di mio padre ,la borsa di cuoio con le cartucce , qualche latta di benzina e incamminarmi cosi verso la strada della politica e delle “istituzioni”. Quelle stesse istituzioni che sin da quando io ero bambino loro promettevano ,gia’ da anni ,una vita migliore,un lavoro dignitoso ,una giustizia più giusta,una partecipazione sociale,una anzianita’ serena e tutti gli altri slogan che adesso non mi vengono in mente.
    Ci avevano “solati”……..Perlomeno cosi mi sentivo!
    Per uno strano senso del pudore non menzionerò nemmeno tutte le “sole” che hanno fatto a moltissimi di quelli della mia generazione (sono stato “immatricolato “ e “messo in circolazione” nel 1961) e nemmeno tutte quelle che, proprio alcuni di quelli della mia generazione ,hanno fatto e continuano a fare una volta che hanno avuto il sospirato “posto fisso” oppure il tanto sognato “incarico importante” o peggio di tutte , sono entrati “attivamente in politica”.
    Non vi annoiero’ ulteriormente ,lo prometto,con le motivazioni che pressavano ,dico soltanto che dietro la spinta della” lista dei cambiamenti” alla fine risulto’ che per me ,anche dal punto di vista medico(nel frattempo ero stato operato di :emorroidi e coliciste,ero in cura per una ulcera gastrica di origine nervosa e i valori della bilirubina e delle transaminasi erano costantemente invertiti e schizzavano fuori dalla norma )era diventato assolutamente consigliabile cambiare nazione.
    E cosi fu’!
    Ma ,ora mi rendo conto che ,per ovvie ragioni di spazio,vi devo pure risparmiare il mio pellegrinare per l’europa(svizzera,germania ,spagna )e infine per ultimo nell’area dei caraibi, in cerca delle condizioni giuste per trovare una opportunità di lavoro decente e uno straccio di vita dignitosa.
    Cosi come devo anche tacere circa i miei vari ritorni in italia e di tutti i tentativi per aprire delle piccole attività di lavoro autonomo(con i soldi guadagnati all’estero) per poi doverle richiuderle dopo alcuni anni……..
    Ma allora se devo tacere sui miei tentativi ( e non soltanto i miei) di pensare ingenuamente ,(in perfetta buona fede …..lo giuro) che attraverso il lavoro si potevano trovare quegli elementi fondamentali , indispensabile per una vita dignitosa ………allora,cari amici,….. sono passati 20 anni di silenzio.
    Vorrei continuare ,quasi mi aspettassi come una specie di forma di riscatto,ma solamente adesso mi rendo conto che il mio doveva essere un semplice commento al post di Nicoletta e pertanto, finalmente, concludo dicendovi che attualmente vivo in campagna, su una isola nell’area dei caraibi,………….
    …….ancora non ho un lavoro fisso,(cosi come non ho abbigliamento griffato ,gioielli di valore ,auto importanti ,villa con piscina ,cani di razza e concubine minorenni) e per la verita’, nemmeno mi interessa .Nel frattempo con il passare degli anni ho sviluppato, insieme a altri italiani e ad una piccola comunita’ di residenti stranieri provenienti da mezzo mondo , un concetto del lavoro (sia dipendente che autonomo) differente da quello proposto dagli schemi della “Provincia Italia”.
    E devo aggiungere in tutta sincerita’ che L’Italia, vista da lontana, negli ultimi 20 anni e’ diventata piccola piccola.
    E pur nella sua pochezza ,all’assurdo silenzio assoluto delle classi dirigenti(e non solo) rispetto ai grandi temi che scuoteranno il mondo nei prossimi anni ,l’Europa ,l’Italia ,la “terra dei fuochi” è l’utero che mi ha partorito.
    I miei genitori ostinatamente vivono ancora la’ insieme ai miei fratelli e sorelle,insieme ai miei amici,parenti e conoscenti di gioventù in una terra che gli ha tatuato nel sangue, senza volerlo, i segni della leucemia .
    Di fronte a tanto coraggio io,anzi noi,italiani all’estero(ho ricevuto il permesso, credetemi) in questi tempi che potrebbero essere di grossi cambiamenti , saremmo disposti a ritornare,se non altro per il gusto della sfida, a condizione di non vedere nelle piazze palloncini con i colori dei partiti politici e striscioni con interessi di corporazioni, ma normali cittadini che sfilano per le strade urlando in silenzio e che seduti , all’unisono come una onda anomala, alzano le mani ,con i pugni chiusi e il dito medio innalzato verso il cielo.
    Ma questo e’ un altro capitolo…………..
    Vi saluto con un abbraccio e vi ringrazio per la cortese attenzione e pazienza.
    Giorgio

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: