La denuncia shock: “Cibo surgelato radioattivo in arrivo dal Giappone tramite la camorra”

12 Apr

Sarebbero in arrivo nel Porto di Napoli cibi radioattivi surgelati provenienti dal Giappone e introdotti nel mercato tramite la camorra. A denunciarlo sono stati ieri Francesco Emilio Borrelli (Commissario regionale dei verdi) e il professor Vincenzo Peretti e altri docenti della Facoltà di Veterinaria dell’Università Federico II di Napoli. La denuncia:

“Siamo estremamente preoccupati, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni, che tramite il Porto di Napoli arrivino in Italia cibi contaminati e radioattivi di provenienza giapponese.

Ogni anno infatti vengono importati da quel Paese in Italia 13 milioni di pezzi di pesce surgelato che viene pescato nel mare nipponico attualmente pieno di migliaia di tonnellate di acqua radioattiva. Il pesce fresco, che non è mai di provenienza giapponese, non ci preoccupa; sono i derivati ed i surgelati che riteniamo pericolosissimi e rispetto ai quali lanciamo l’allarme.

La criminalità organizzata infatti sta già garantendo il passaggio di questi prodotti alla dogana evitando i controlli per introdurli subito nel mercato alimentare per questo chiediamo alle autorità preposte massima allerta.”

ULTIM’ORA/ IL WWF RILANCIA L’ALLARME CIBO CONTAMINATO (FONTE ASCA)

SCHEDA/ IL CURRICULUM DEL PROFESSOR PERETTI

Laureato in Medicina Veterinaria nel 1996. Dottorato di ricerca in Biotecnologie applicate alle Scienze Veterinarie e Zootecniche nel 2000- XII ciclo, Università degli Studi di Milano; durante il periodo di dottorato si è interessato in particolare dell’impiego di sistemi di analisi di immagine computerizzata in Medicina Veterinaria e del recupero e della salvaguardia di razze di interesse zootecnico in via di estinzione. Dal 2002 è ricercatore del SSD AGR/17 (Zootecnica Generale e Miglioramento Genetico): afferente al Dipartimento di Scienze Zootecniche e Ispezione degli Alimenti – Sez. B. Ferrara dell’Università degli Studi di Napoli – Federico II. Dal 2002 insegna Zootecnica Generale al Corso di Laurea in Tecnologie delle Produzioni Animali e Sicurezza Alimentare della Facoltà di Medicina Veterinaria di Napoli. Dal 2004 insegna a)Citogenetica Zootecnica; b) Analisi e Tutela delle Risorse Genetiche Animali; c) Biotecnologie applicate alle Produzioni degli Animali del Corso di Laurea Specialistica in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali, Facoltà di Medicina Veterinaria di Napoli. Dal 2001 al 2006 ha insegnato Zootecnica Generale al Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali, Università degli Studi di Catanzaro “Magna Graecia”. Dal 2005 al 2006 ha insegnato Genetica Veterinaria al Corso di Laurea in Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Catanzaro “Magna Graecia”. E’ stato docente in diversi Master Universitari di 1° e 2° livello organizzati dall’Università Federico II di Napoli, Università degli studi di Messina e di Palermo.

Ha partecipato quale esperto italiano di Biologia Molecolare e Genetica, in rappresentanza della Facoltà di Medicina Veterinaria di Napoli, al Programma Tempus Phare Joint European Project AC-JEP-13131-98, Olsztyn (Polonia, 2001).

Nel 2008 vincitore della 6° Edizione della Start Cup Federico II “Premio per le migliori idee imprenditoriali” con l’idea progettuale GENENVET: Laboratorio di genetica veterinaria per la specie bufalina, nato in risposta all’esigenza degli allevatori bufalini per evitare la diffusione di malattie genetiche ereditarie che riducano le capacità riproduttive e produttive dell’animale.

E’ responsabile scientifico di diversi progetti di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Zootecniche e Ispezione degli alimenti nell’ambito del settore scientifico disciplinare AGR/17. Responsabile Scientifico dell’unità di ricerca del programma di rilevanza nazionale PRIN 2005 “Basi molecolari e alterazioni citogenetiche nei tumori della vescica del bovino”.

Dal 2002 si interessa dello studio della citogenetica animale sia sotto l’aspetto clinico che ambientale, in particolare l’utilizzo di test citogenetici in razze domestiche autoctone in via di estinzione ed animali di interesse zootecnico e veterinario esposti a mutageni ambientali (biomonitoraggio mutagenetico).

E’ componente della Giunta della Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e del Consiglio di Biblioteca Centralizzata della stessa Facoltà.

E’ Vice Presidente dell’Associazione Razze Autoctone a Rischio di Estinzione (RARE), affiliata alla Fondazione europea SAVE.

E’ Direttore dal 2006  del Consorzio di Tutela Provolone del Monaco D.O.P.

E’ Presidente dal 2007 del Gruppo di Controllo e Certificazione (GCC) del Consorzio di Ricerca Filiera Carni di Messina (CoRFilCarni).

E’ autore di circa 70 pubblicazioni nel settore delle scienze veterinarie e zootecniche.

 

Il professor Vincenzo Peretti dell'Università di Napoli

IL NOSTRO APPELLO

18 Risposte to “La denuncia shock: “Cibo surgelato radioattivo in arrivo dal Giappone tramite la camorra””

  1. Origamaro aprile 12, 2011 a 7:49 am #

    Ma tanto finché dei bastoncini di pesce mutanti non inizieranno ad invadere le strade delle città, non farà né caldo né freddo a nessuno. Ed anche quando questo accadesse, gli darebbero solo dei “facinorosi”…

    • Patrizia Dessy aprile 12, 2011 a 8:16 am #

      I veri mutanti siamo noi: abbiamo imparato a digerire insulti, prese per il culo, criminali che dichiarano “chi mi ha giudicato è un brigatista”, che le “centrali nucleari estraggono energia dalle cellule”…noi siamo il Popolo con uno stomaco collettivo che a poco a poco è riuscito a contenere di tutto. E si sa: lo stomaco ha difficoltà a tornare a dimensioni normali e accontentarsi di poco, anche se genuino…

  2. Francesco aprile 12, 2011 a 8:27 am #

    Ma no cosa dite…siete sicuri? Forse la camorra non centra…l’importatore occulto dei surgelati radioattivi è sicuramente Berlusconi…li vuole utilizzare come cibo a Lampedusa per i clandestini tunisini…hahahahah ;-))))

  3. emilianamellone aprile 12, 2011 a 9:56 am #

    Speculare anche su questo…l’uomo è senza pietà.

  4. Miss Caterina aprile 12, 2011 a 11:44 am #

    Incommentabile.

  5. babyduckling aprile 12, 2011 a 3:00 pm #

    La stessa camorra che, nel caso in cui si facciano qui le centrali nucleari, gestirà il cemento e gli appalti: pensateci bene quando si tratterà di votare la prossima volta!

  6. amarj2865 aprile 13, 2011 a 11:05 am #

    Povero mondo! Era così bello ,
    il mare offriva profumo,iodio e salute
    la campagna col suo verde e con il suo raccolto
    ti riempiva d’ossigeno e ti calcificava le ossa.
    Grano , legumi, frutta e ortaggi , avevano sapore di sapore,
    oggi non puoi che mangiare nocività, veleno, e radiattività in che mondo siamo andati a finire.Tra munnezza di alimenti e altro non se ne può . Se io solo potessi direi ai grandi del mondo : Fermatevi e pensate.

    • Alessandra aprile 14, 2011 a 4:14 am #

      Mi sembra strano, visto che i giapponesi importano pesce e lo vanno a pescare fino in Antartica perche’ non ne hanno abbastanza li’ vicino a casa.

      Comunque io ho smesso di mangiare pesce piu’ di 20 anni fa, a quei tempi dicevo che lo facevo perche’ certe specie erano in via d’estinzione e si pescava troppo, e tutti mi ridevano dietro. Adesso ridono meno, ma i popoli che mangiano tanto pesce (come i giapponesi, gli spagnoli e anche molti italiani) dovrebbero rivedere la propria dieta, e forse questa e’ l’occasione giusta: che il pesce sia radioattivo o meno lasciamolo in acqua per un decennio e diamogli una chance, e chi non lo vuol fare per il rispetto ai pesci stessi, lo faccia almeno per rispetto a quei popoli che di pesce ne hanno veramente bisogno per vivere.

  7. Michele aprile 30, 2011 a 4:50 pm #

    1) Il Giappone è il 2 paese Importatore di pesce al mondo e nell’elenco dei paesi esportatori rientra in fondo all’elenco nella vove “Altri Paesi”. (dati FAO 2010)

    2) L’acqua radioattiva sversata in mare non è di certo recuperabile perciò dobbiamo arrenderci al fatto che prima o poi arrivera sulle nostre tavole del pesce radioattivo e, viste le correnti del Pacifico potrebbe, non venire dal Giappone ma dalla Claifornia.

    Non possiamo essere così ingenui da credere che basti bloccare le esportazioni del Giappone per bloccare i prodotti presunti radioattivi, l’oceano è grande e non lo si può chiudere.

  8. Biagio aprile 18, 2012 a 10:25 pm #

    La notizia vera sarebbe : sapere chi comprerebbe il pesce per immetterlo nella distribuzione; forse la mafia lombarda

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