Google Plus banna il popolo viola

16 Lug

Abbiamo fatto un piccolo esperimento. Abbiamo creato il nostro profilo su Google Plus, il nuovo social network di Google. Dopo nemmeno una settimana via, bannati

Google ci informa che abbiamo violato le regole della community che prevederebbero, in teoria, che ad iscriversi siano soltanto “individui” e non entità come organizzazioni, testate o aziende, anche se per queste ultime Google promette l’apertura di profili “Business”.  Insomma, su Google Plus apri una pagina solo se paghi. Alla faccia del social network. E infatti, il profilo di Joomla Dollars, Google Plus se lo tiene stretto, mica lo sospende

Così come quello di decine di Hotel

O di Mashable, oltre 50.000 followers

Ma il nostro profilo no, via, bannato. Viola le regole della community. Eppure, avevamo aderito con entusiasmo al nuovo progetto social di Google che, secondo gli analisti, avrebbe dovuto addirittura far tremare Facebook. Peccato che dopo settimane dal suo esordio -e in barba alle centinaia di articoli celebrativi che pullulavano fino a qualche giorno fa sul web- Google Plus rimane inchiodato, secondo le stime più ottimistiche (e nemmeno confermate), a dieci milioni di iscritti in tutto il mondo. Sarebbero dovuti diventare 20 milioni entro questo fine settimana ma tutto (stranamente) tace. Poco, pochissimo per un gigante come Google. Sicuramente da oggi c’è un profilo in meno: il nostro.

Finché non mi bannano questo è il mio profilo personale su Google Plus

Massimo Malerba

17 Risposte to “Google Plus banna il popolo viola”

  1. Serena Gandini luglio 16, 2011 a 11:34 am #

    Google non approva profili di Entità, le pagine Businness non sono ancora attive. Le altre pagine di società o organizzazioni semplicemente non hanno ancora ricevuto abbastanza segnalazioni per essere bannate.
    Attendete che Google dia ufficialmente la possibilità di creare profili di Entità.

  2. ilgolem72 luglio 16, 2011 a 12:27 pm #

    Ha già risposto Serena spiegando i motivi (assolutamente leciti e regolari) del ban.
    Aggiungo che sono solo poco più di 2 settimana che G+ è attivo, quindi 10 milioni di utenti mi sembra un numero più che dignitoso.

    Forse bisognerebbe informarsi meglio prima di scrivere certe cose.

  3. Davide luglio 16, 2011 a 1:33 pm #

    Concordo con gli interventi sopra.

    Per la questione del numero di utenti, al momento è meglio così, che non sono ancora entrate le legioni di bimbiminkia.

  4. Giuseppe Iuculano luglio 16, 2011 a 2:12 pm #

    Poi mi farete sapere qual è la fonte che dice che i profili business si pagheranno…

  5. test luglio 16, 2011 a 2:14 pm #

    non ci sono ancora i bimbi minkia ? social network = bimbi minkia

    G+ è solo l’ennesimo modo per trattare l’utenza come MERCE sfruttando i vostri dati, le vostre abitudini, le vostre frequentazioni, per rivenderle al miglior offerente e costruire pubblicità mirate, o liste di frequentatori da monitorare, gestire e accusare appena salta fuori il Tartaglia di turno. proprio come il vostro amato facebook. come tutto il resto. e voi, che appena ne esce uno nuovo accorrete a fare i vostri bravi account, siete la causa e il fondamento su cui questa m***a di commercio va avanti. POLLI. e poi fate i rivoluzionari?
    almeno leggete le istruzioni, prima, come ha giustamente fatto Serena.

    speriamo almeno che questo serva a voi e al resto del pollaio ad imparare a leggere i regolamenti e le politiche di privacy prima di fare account a caso dove capita.

    un popolo inconsapevole è un popolo da sfruttare, ma non solo in politica.
    VOI siete un popolo inconsapevole. traete le vostre conclusioni.

    • ilgoblin luglio 16, 2011 a 3:40 pm #

      Io non vedo dove sia il problema.
      Personalmente uso i social network per tenermi in contatto con gli amici, specialmente quelli lontani o che non riesco a vedere spesso, per condividere articoli, video, musica eccetera. Non vedo dove sia il male in tutto ciò.
      Mi controllano? Sfruttano i miei gusti per la pubblicità? Dove sta il problema? Se il prodotto mi interessa lo acquisto, altrimenti ignoro l’offerta. Se non voglio essere seccato, evito di diffondere la mia mail, il mio indirizzo e il mio numero di telefono.
      Il ban dell’account mi sembra giustissimo. Per ora google non vuole profili commerciali, alcuni sono già stati bannati, altri ancora no, ma solo perchè evidentemente non sono stati ancora segnalati. Personalmente ho visto un paio di profili business trasformasi in nome e cognome del titolare, proprio per evitare queste situazioni.

  6. Antonino Savalli luglio 16, 2011 a 2:41 pm #

    Io sono d’accordo con la scelta di Google. Creare gruppi e associazioni su facebook è troppo semplice. Se da un lato si ha avuto la consolidazione del popolo viola, dall’altro ci stanno un sacco di roba inutile e molto spesso dannosa. La mia visione di social network è di gran lunga più vicina a quella di Google+ dove ognuno crea la propria pagina in modo individuale.
    Tra l’altro una piaga di Facebook è quella di avere gruppi che dopo essersi popolati cambiano completamente nome e attitudine e da “W il calcio” ti ritrovi “Amo Berlusconi” così da far nascere una propoganda indesiderata che oltre a essere falsa, è anche dannosa per l’onestà intellettuale del singolo individuo. Per la serie “cornuti e mazziati”.

  7. maikid luglio 16, 2011 a 7:58 pm #

    Direi che ve lo meritate, così imparate a scrivere cavolate infondate come le utenze business a pagamento. Che figuraccia che avete fatto.

  8. eagle luglio 17, 2011 a 12:30 am #

    Che figuraccia che avete fatto…
    Primo: le regole sono regole, per adesso è vietato creare profili per le entità, quindi ban giustissimo. Hanno bloccato pure la Ford per questo motivo.
    Secondo: “solamente” 10 milioni? Pochissimo per Google? Facebook per raggiungere un milione di utenti ha impiegato quasi un anno dalla sua apertura, questi in 3 settimane hanno fatto per 10 volte.
    Terzo: profili a pagamento? Assurdità, ovviamente Google non si tirerà la zappa sui piedi, le pagine business saranno gratuite.
    Non ho nessun motivo per difendere Google, però almeno informatevi prima di scrivere, altrimenti perdete di credibilità. Abbiamo già troppe persone in Italia che scrivono cazzate.
    P.S. Malerba ti ho aggiunto su Google+ :D

  9. Rey182 luglio 17, 2011 a 1:49 am #

    Beh sto post è evidentemente uscito fuori dall’incaxxatura del ban, ma effettivamente potevate studiare un pochino d+ prima di tirarlo fuori no? non mi fate la figura dei politici italiani.. almeno voi..

  10. Anna Mazza luglio 17, 2011 a 9:18 am #

    Ahahahahah..ATTENTATO!!! :)

  11. Andrea Bruno Brunato luglio 17, 2011 a 12:31 pm #

    è normale che vi bannino, i profili aziendali che vedete hanno fatto richiesta sull’apposito modulo. C’è un sito (ora non trovo il link) in cui si può chiedere che la vostrà società o associazione sia inserita in google+ con quel tipo di profilo (che sono ancora in sperimentazione, e per questo molto limitati). è giusto che sia così, dovreste fare richiesta nell’altro modo.

    • evilripper luglio 19, 2011 a 10:23 am #

      si esatto stavo per scriverlo io ora non è più possibile fare richiesta al modulo… era fino al 15 luglio:

      Google+ users, please do me a small favor and reshare this post to anyone you know is interested in our business profiles testing. I wasn’t kidding when I said the demand for this has been massive. Our old form has filled up, so we created a new form for any businesses interested in applying. Please visit here to apply for participation:

      http://www.goo.gl/KR7z5

      Remember, we will close the application form at 6pm PST on Friday July 15th.

      ciao

  12. Alessandro (@alessandrobalbo) agosto 8, 2011 a 6:15 pm #

    Veramente scontento che un blog che si dice in viola parli male dell’unica società americana che ci regala le cose

Trackbacks/Pingbacks

  1. Con Google Plus il regime è servito « Il Post Viola - luglio 17, 2011

    […] cittadini su questo tema è altissima . Su Google Plus, un profilo simile verrebbe subito rimosso (così come è accaduto a noi) poiché violerebbe le regole della community che prevedono che ad aprire profili […]

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