Manovra, il Cardinal Bertone provoca: “I sacrifici fanno parte della vita”

6 Dic

”I sacrifici fanno parte della vita”. Così il segretario di Stato Vaticano, il Cardinal Tarcisio Bertone ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano quale fosse il suo giudizio sulla manovra del governo e, in particolare, se questa sia necessaria. Bertone ha parlato a margine di un concerto nella basilica di S.Maria in Aracoeli, in onore dei Cavalieri di Colombo, cui ha preso parte insieme al sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Naturalmente, per il Cardinal Bertone i sacrifici devono farli solo gli altri. Verrebbe da chiedergli perché non comincia a dare il buon esempio pagando l’Ici sui beni della Chiesa?

28 Risposte to “Manovra, il Cardinal Bertone provoca: “I sacrifici fanno parte della vita””

  1. giucapeppe dicembre 6, 2011 a 10:05 pm #

    E LI STRONZI ITALIOTI GLI DANNO PURE L’8 X MILLE !!!!

    • pippo dicembre 6, 2011 a 11:18 pm #

      se dovessero pagare l’ici, sarebbero costretti per pagarla tutti gli anni a vendere man mano tutte le chiese e gli edifici annessi. I rapporti stato italiano-stato vaticano sono stati stabiliti con i patti lateranensi non sono un’invenzione di ieri! Lo stato vaticano ha pagato lo stato italiano con tantissimi edifici (monasteri, conventi, sedi vescovili….) che sono diventati palazzi del pubblico ufficio o della pubblica istruzione (istituti, scuole, conservatori…) Nessuno valuta il PESO del volontariato, quanto incida sul WELFARE o sulla spesa pubblica per SERVIZI SOCIALI, ATTIVITA’ RICREATIVE, ISTRUZIONE, lotta alla criminalità… e quante ce ne sarebbero da dire..

      • margrant dicembre 7, 2011 a 4:59 am #

        io vivo in Canada e qui le chiese,tutte, non pagano le tasse sugli immobili solo se si iscrivono a un albo delle associazioni benefiche e se riescono a dimostrare al fisco e a un giudice che quegli edifici vengono utilizzati SOLO a scopo benefico (per esempio mense per i poveri,ospedali gratuiti,assistenza a malati terminali,o anche centri per lo studio della religione) . Inoltre una scuola confessionale puo’ avere l’esenzione dalle tasse di proprieta’ (quelle sulle donazioni ricevute e gli eventuali profitti si pagano lo stesso) solo se offre un tipo di istruzione che non entri in conflitto con le leggi dello stato o il dibattito politico (esempio criticare l’aborto o il matrimonio gay e’ stato ritenuto un dibattito estraneo alle finalita’ “benefiche’ di un istituto scolastico che deve offrire solo la possibilita’ di una istruzione a chi non puo’ andare a una scuola pubblica o privata aconfessionale,come l’imposizione di ascoltare la messa in particolari festivita’).Questo diritto all’esenzione si perde molto facilmente: una chiesa di Toronto se l’e’ visto revocare perche’ la locale Guardia di finanza ha trovato una irregolarita’ nella dichiarazione dei redditi.Inoltre se una chiesa affitta un edificio ne paga tutte le tasse (di proprieta’ e di reddito).Insomma le chiese devono dimostrare che l’edificio e’ utile per un fine sociale che prescinda dal credo religioso,e qui i controlli si fanno e sono molto seri, eppure la gente si lamenta…..

      • marifior dicembre 7, 2011 a 8:21 am #

        In ogni caso i sacrifici fanno parte sì, della vita ma troppo spesso di quella degli altri. Almeno la Fornero si è mostrata consapevole di ciò che questa manovra comporta per la maggior parte di noi con in mano ancora un progetto. Per tanti di noi da equità a equitalia il passo è brevissimo e i nostri sacrifici passati verranno polverizzati dalle tante inevitabili insolvenze fiscali ed andranno ad ingrassare i tanti squali che aspettano in agguato che faranno retate di beni.E poi siamo poi così sicuri che la speculazione non partirà di nuovo all’attacco? Non è che stiamo dando il nostro oro alla Patria di non troppo lontana memoria?

      • Matteo dicembre 7, 2011 a 9:59 am #

        quindi la chiesa si prodiga in volontariato come contropartita delle agevolazioni economiche e non per “vocazione”? Buono a sapersi.

      • pako dicembre 7, 2011 a 4:03 pm #

        non si discute sullà socialità della chiesa, si discute sul fatto che la chiesa utilizzi parte del proprio patrimonio immobiliare a solo fini commerciali; con tutti i denari che la chiesa ha e continua a ricevere attraverso donazioni varie, eccome se potrebbe e dovrebbe partecipare al risanamento pagando l’ici.

      • Niccolò dicembre 7, 2011 a 4:05 pm #

        “Nessuno valuta il PESO del volontariato, quanto incida sul WELFARE o sulla spesa pubblica per SERVIZI SOCIALI, ATTIVITA’ RICREATIVE, ISTRUZIONE, lotta alla criminalità” non capisco questa associazione chiesa-volontariato, il volontariato si può fare senza alcun problema prescindendo dalla chiesa…per quando riguarda i patti lateranensi, vale lo stesso discorso che per i diritti acquisiti…sono acquisiti finchè si riesce a mantenerli…adesso, i patti lateranensi, che come dici giostamente te non sono stati sottoscritti ieri, non ce li possiamo più permettere. A mio avviso, e questa è opinione prettamente personale, sono durati fin troppo.

      • argo978 dicembre 7, 2011 a 9:14 pm #

        appunto, i patti lateranensi fatti col Duce risalgono al 1929, da allora di cose ne sono cambiate parecchie, a parte per il Vaticano che si gode ancora i suoi privilegi. E non venire a raccontare che il volontariato pesa quanto tutte le esenzioni e vantaggi del Vaticano sul popolo italiano perche’ sarebbe veramente troppo. Il Vaticano ad oggi possiede il 30% del patrimonio immobiliare italiano, quali sarebbero gli edifici che il Vaticano ha dato allo stato Italiano sotto forma di pagamento ? E’ ora di aprire gli occhi….certe dichiarazioni come quella di Bertone semplicemente non sono tollerabili.

  2. Vincenzo La Spesa (@Darshan_tweet) dicembre 6, 2011 a 10:15 pm #

    beh, il problema dell 8×1000 è che non puoi evitarlo…

    • silvia dicembre 6, 2011 a 10:33 pm #

      certo che puoi evitarlo, basta non darlo alla chiesa cattolica!!

      • sidneysioux dicembre 6, 2011 a 11:08 pm #

        eh, a chi la vuoi dare? A budda? Sempre il solito discorso è… Un tot lo devi per forza devolvere a qualche tipo di chiesa.

      • dafne dicembre 7, 2011 a 9:15 am #

        Posso permettermi di dare un suggerimento riguardo l’8xmille?potete donarlo ad EMERGENCY x esempio..

    • Moretta dicembre 7, 2011 a 12:49 pm #

      io l’8 x 1000 non lo devolvo a nessuno…. il 5 x 1000 si….

  3. Marcello Marani dicembre 7, 2011 a 2:53 am #

    E i poveri sprovveduti abboccano, accettando i triboli dell’aldiquà per un improbabile “Paradiso” nell’adilà, dato che la Chiesa, da sempre elargisce: “Speranze agli oppressi e perdono agli oppressori”
    Infatti come già denunciava Gramsci:
    “Per comprendere bene la posizione della chiesa nella società moderna, occorre comprendere che essa è disposta a lottare solo per difendere le sue particolari libertà corporative (di chiesa come chiesa, organizzazione ecclesiastica), cioè i privilegi che proclama legati alla propria essenza divina; per questa difesa la chiesa non esclude nessun mezzo, né l’insurrezione armata, né l’attentato individuale, né l’appello alla invasione straniera. Tutto il resto è trascurabile relativamente, a meno che non sia legato alle condizioni esistenziali proprie. Per “dispotismo” la chiesa intende l’intervento dell’autorità statale laica nel limitare e sopprimere i suoi privilegi, non molto di più: essa riconosce qualsiasi potestà di fatto e, purché non tocchi i suoi privilegi, la legittima; se poi accresce i suoi privilegi la esalta e la proclama provvidenziale”

    • Alessandro dicembre 7, 2011 a 11:02 am #

      “Accettare i triboli dell’aldiqua…”
      tradotto sta per accettare la propria storia, la propria vita: che c’è di strano? Non si dovrebbe fare?

      “per un improbabile “Paradiso nell’aldilà,”
      Improbabile o meno, oggettivamente ciò non si può dire. Credibile o incredibile si può tranquillamente accettare, invece.
      Ma, sempre il più oggettivamente possibile, questa proposizione finale è errata. Non si accetta quello che c’è di qua PER IL FINE di andare in Paradiso. Si deve accettare quello che c’è di qua PER IL FINE di capire COSA sta accadendo, dentro e fuori di noi, e PERCHE’ sta accadendo. Ergo, TENTARE di non perseverare nei propri errori, affrontare la guerra con la pace (fratellanza, umiltà, spirito comunitario, caritas, ecc. ecc. non dicono nulla?), e chiedere/dare il perdono a chi ci sta ferendo (quest’ultimo umanamente impossibile spesso e volentieri)
      Se si PROVA a vivere così (col sole in fronte), FORSE si ha qualche speranza di andare in Paradiso.

      “I privilegi che proclama legati alla proprio essenza divina; per questa difesa la chiesa non esclude nessun mezzo, nè l’insurrezione armata, nè l’attentato individuale, nè l’appello alla invasione straniera”

      Vecchia scuola comunista che, per opporsi alla scuola di pensiero americano-cattolica, doveva inglobare diversi concetti. Erano parole figlie del presente che si viveva allora… non di certo del futuro.

  4. Walter dicembre 7, 2011 a 4:43 am #

    Ci sono molte cose che non vanno all’interno della Chiesa e bisogna avere il coraggio di parlarne senza cadere in una critica anticlericlare ma affrontarle con equilibrio e serenità. Dopo questa breve premessa chiedo perché la Chiesa non deve pagare l’Ici sugli immobili con cui ci guadagna e di cui non ne fa un uso no-profit? Ci sono moltissimi conventi e monasteri adibiti ad alberghi per ospitare vari gruppi e movimeti, con tanto di tariffe persino online. Ci sono enormi strutture date in affitto a scuole, musei con incassi elevatissimi. Per l’uso che fa di questi edifici secondo voi la Chiesa deve essere esente da tasse? Io direi di no. Inoltre, in un periodo di crisi come il nostro in cui l’evasione fiscale è il più grande male economico del nostro Paese non si capisce perché le banche vaticane devono restare fuori da ogni sistema di tracciabilità e da ogni indagine dal momento che poi operano sul territorio italiano. Per non parlare poi del sistema contorto dell’otto per mille che permette alla Chiesa Cattolica di ricevere denaro anche quando non c’è un richiesta esplicita di donazione sulla dichiarazione dei redditi. Ci sono molte cose che apprezzo della Chiesa ma altre che mi lasciano letteralmente sconvolto e questo sua avidità di privilegi a qualsiasi costo, anche calpestando la dignità dei più poveri, è uno di questi.

    • contedduca1983 dicembre 7, 2011 a 12:06 pm #

      Nel 1992 lo Stato italiano ha istituito l’ICI, l’imposta comunale sugli immobili. Nello stesso intervento normativo (decreto legislativo n. 504/1992) sono state previste delle esenzioni.
      “Alla Chiesa cattolica”, penserai subito.
      Sbagliato: l’esenzione ha riguardato tutti gli immobili utilizzati da un “ente non commerciale” e destinati “esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive”.

      Dunque, secondo la legge, perché venga applicata l’esenzione è necessario che si realizzino due condizioni:

      1. Il proprietario dell’immobile deve essere un “ente non commerciale”, ossia non deve distribuire gli utili e gli avanzi di gestione ed è obbligato, in caso di scioglimento, a devolvere il patrimonio residuo a fini di pubblica utilità. In pratica tutto quello che un ente non commerciale “guadagna” (con attività commerciali, con richieste di rette o importi, con la raccolta di offerte, con l’autofinanziamento dei soci, con i contributi pubblici, ecc.) deve essere utilizzato per le attività che svolge e non può essere intascato da nessuno.

      Alla luce di questo si deduce una cosa che nesssuno ti dice: i patti Lateranensi, al contrario di come pensa qualcuno, non c’entrano niente.

      2. L’immobile deve essere destinato “esclusivamente” allo svolgimento di una o più tra le otto attività di rilevante valore sociale individuate dalla legge.

      Per una decina d’anni tutti d’accordo. poi ad un certo punto (2004) la corte di Cassazione, pronunciandosi su un immobile di un istituto religioso destinato a casa di cura e pensionato per studentesse, ha fornito una interpretazione non prevista dalla legge: i giudici infatti hanno aggiunto un nuovo requisito per avere diritto all’esenzione sia necessario anche che l’attività “non venga svolta in forma di attività commerciale”.

      È chiaro che cambia tutto se si sposta l’attenzione dalla natura “commerciale” dell’ente proprietario (come richiesto dalla norma) alla natura della “attività commerciale” effettuata (come innovato dalla Corte). Per capire la singolarità della decisione si devono tenere presenti due aspetti:

      1. dal punto di vista tecnico, le attività sono considerate commerciali non quando producono utili, ma quando sono organizzate e rese a fronte di un corrispettivo, cioè con il pagamento di una retta o in regime di convenzione con l’ente pubblico: è evidente che alcune delle attività elencate dalla legge (si pensi a quelle sanitarie o didattiche) di fatto non possono essere che “commerciali” in questo senso;

      2. “commerciale” non vuol dire “con fine di lucro”: per la legge, infatti, è “commerciale” anche l’attività nella quale vengono chieste rette tanto contenute da non coprire neanche i costi: in pratica, l’esenzione perde ogni senso se interpretata così.
      In parole povere, se chiedi anche un cent sei fuori dall’esenzione! E zac, rimane fuori praticamente tutto il no-profit! Via il bambino con l’acqua sporca (a scanso di equivoci, la Chiesa rientrerebbe ovviamente nella seconda voce).

      Spero di essere stato chiaro.

  5. vincenzoaliasilcontadino dicembre 7, 2011 a 8:46 am #

    Napolitano firma il Decreto,tanto paga pantalone,ma davvero che”tanto gli Italiani capiranno?”Davvero?
    Operazione sanguisughe per pulire la ferita proprio di quei pannoloni con stipendio da favola da senatori a vita,mentre loro ci hanno lasciato Deficit Pubblico di 2000mld€.Ecco così con la scusa del default dell’euro che solo un cretino non l’ha capito che era nato morto,ora grazie ai prof. rischiamo il crac del povero cristo.Con rischio di criminalità,spese carcerarie recessione e anziché,“A”di S&P o avremo una croce al cimitero,sotto la Quercia e Olivo e il Passera solitario a cinguettare?Se il 3°Polo ride,il solito Visco,tuona:“Continuità con sistema Berlusconi”,ma è sicuro che il consenso non è stato del Pd,e 3°Polo oltre la Confindustria e la solita anomala Agenzia di rating”C&Bb”,vale adire Cei-Bagnasco-Bertone battaglio critico del Governo Berlusconi che tuonando che milioni di poveri a mangiare alla mense Acli ed ora sotto questo Governo Monti voluto da Cei,3°Polo,Monti,Napolitano con 960€ ricchi da dissanguarli?”Monti rincara:”Equità è pensare ai giovani non ai voti,ma n’è proprio sicuro che ci arriveranno o si metteranno una mano avanti e l‘altra dietro per nascondere le vergogne?”Diciamo la verità da scolari,a sti prof ci diamo -5 e 10+ in algebra? Caro Viscoso non pensi che se ora Napolitano-Bersani è affossare la Politica e la Carta affossando l’Art.1 escludendo il Popolo e il 72& proprietari di case,facendo parte del Popolo,lo capirà o salasseranno la Politica?
    http://vincenzoaliasilcontadino.blogspot.com/2011/12/berlusconi-non-ci-sta-troppe-tasse.html
    http://www.splinder.com/myblog/edit/view/659606
    http://vincenzoaliasilcontadino.wordpress.com/2011/12/07/napolitano-firma-il-decretotanto-paga-pantalonema-davvero-chetanto-gli-italiano-capiradavveropensioni-ici-e-patrimoniale-ecco-quanto-ci-costera-la-manovra-corriere-della-sera/
    http://www.ilgiornale.it/interni/il_cav_non_ci_sta_troppe_tasse_casa/07-12-2011/articolo-id=560917-page=0-comments=1

  6. LELLO dicembre 7, 2011 a 8:58 am #

    OHHH CARDINAL BERTONE ….
    MA DI POZZU TOKKAI…????
    MA BBAI FAIDI KODDAI…CALLOI !!!
    (X I NON RESIDENTI : OHHH CARDINAL BERTONE…
    MA POSSO TOCCARTI..????
    MA VAI E FATTI FOTTERE… COGLIONE !!!

  7. Vincenzo dicembre 7, 2011 a 9:27 am #

    Se i sacrifici fanno parte della vita, perchè per il patrimonio immobiliare della Chiesa, eccetto i luoghi di Culto, non si paga l’ICI?

  8. Miss Caterina dicembre 7, 2011 a 10:44 am #

    ma l’ici alla chiesa?

  9. Emilio Torresan dicembre 7, 2011 a 1:46 pm #

    Se si pretende di non pagare l’ICI solo perchè comporterebbe dover rinunciare a fare delle opere di bene…..allora visto che io Emilio verso puntualmente 15’00 euro mensilmente all’unicef e inoltre partecipo agli aiuti umanitari tramite sms ecc. ecc.ne deduco che mi trovo nel diritto di pretendere la stessa cosa. Inoltre, vista la criticità della situazione…può fregarmene di meno cosa succede in Canada o altri paesi io in casa mia IMPROVVISO AGISCO E RAGGIUNGO LO SCOPO senza guardare i fatti degli altri. Soprattutto se detti affari portano a privilegiare determinati settori o altro. DOBBIAMO PAGARE TUTTI

  10. contedduca1983 dicembre 7, 2011 a 4:07 pm #

    Nel 1992 lo Stato italiano ha istituito l’ICI, l’imposta comunale sugli immobili. Nello stesso intervento normativo (decreto legislativo n. 504/1992) sono state previste delle esenzioni.
    “Alla Chiesa cattolica”, penserai subito.
    Sbagliato: l’esenzione ha riguardato tutti gli immobili utilizzati da un “ente non commerciale” e destinati “esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive”.

    Dunque, secondo la legge, perché venga applicata l’esenzione è necessario che si realizzino due condizioni:

    1. Il proprietario dell’immobile deve essere un “ente non commerciale”, ossia non deve distribuire gli utili e gli avanzi di gestione ed è obbligato, in caso di scioglimento, a devolvere il patrimonio residuo a fini di pubblica utilità. In pratica tutto quello che un ente non commerciale “guadagna” (con attività commerciali, con richieste di rette o importi, con la raccolta di offerte, con l’autofinanziamento dei soci, con i contributi pubblici, ecc.) deve essere utilizzato per le attività che svolge e non può essere intascato da nessuno.

    Alla luce di questo si deduce una cosa che nesssuno ti dice: i patti Lateranensi, al contrario di come pensa qualcuno, non c’entrano niente.

    2. L’immobile deve essere destinato “esclusivamente” allo svolgimento di una o più tra le otto attività di rilevante valore sociale individuate dalla legge.

    Per una decina d’anni tutti d’accordo. poi ad un certo punto (2004) la corte di Cassazione, pronunciandosi su un immobile di un istituto religioso destinato a casa di cura e pensionato per studentesse, ha fornito una interpretazione non prevista dalla legge: i giudici infatti hanno aggiunto un nuovo requisito per avere diritto all’esenzione sia necessario anche che l’attività “non venga svolta in forma di attività commerciale”.

    È chiaro che cambia tutto se si sposta l’attenzione dalla natura “commerciale” dell’ente proprietario (come richiesto dalla norma) alla natura della “attività commerciale” effettuata (come innovato dalla Corte). Per capire la singolarità della decisione si devono tenere presenti due aspetti:

    1. dal punto di vista tecnico, le attività sono considerate commerciali non quando producono utili, ma quando sono organizzate e rese a fronte di un corrispettivo, cioè con il pagamento di una retta o in regime di convenzione con l’ente pubblico: è evidente che alcune delle attività elencate dalla legge (si pensi a quelle sanitarie o didattiche) di fatto non possono essere che “commerciali” in questo senso;

    2. “commerciale” non vuol dire “con fine di lucro”: per la legge, infatti, è “commerciale” anche l’attività nella quale vengono chieste rette tanto contenute da non coprire neanche i costi: in pratica, l’esenzione perde ogni senso se interpretata così.
    In parole povere, se chiedi anche un cent sei fuori dall’esenzione! E zac, rimane fuori praticamente tutto il no-profit! Via il bambino con l’acqua sporca (a scanso di equivoci, la Chiesa rientrerebbe ovviamente nella seconda voce).

    Spero di essere stato chiaro.

  11. gianni pegorer dicembre 7, 2011 a 4:52 pm #

    questo stronzo sa cosa vuol dire fare sacrifici?penso proprio di no,tutti questi porporati e forse anche pedofili vanno mandati a lavorare in miniera!

  12. Adriana Martinelli dicembre 7, 2011 a 8:20 pm #

    Dovrebbe essere proprio la chiesa per prima, in questo momento di difficoltà, a rinunciare a tutti i suoi privilegi. Predicano bene ma razzolano male. Che vergogna! Speriamo che rapidamente si provveda ad eliminare questa indecenza e anche la chiesa, come tutti noi, sia chiamata a pagare su tutte le sue proprietà (che sono di gran lusso!) e non solo sulle attività di lucro.

  13. Mario dicembre 9, 2011 a 12:51 pm #

    Segnalo agli amici del Popolo Viola il sito

    http://www.lincredibileparlamentoitaliano.yolasite.com

    con il database aggiornato dei condannati, prescritti e imputati in parlamento.

    E’ l’unico sito esistente in rete a mantenersi aggiornato

    Saluti

  14. Tagliarini Salvatore dicembre 11, 2011 a 5:51 pm #

    In nome del padre, del figlio , e dello spirito indemoniato….in acconto del vaticano e di certi papi e preti…?amerda…!!!! Che il demonio sia con voi,e con le vostre schifezze… Gesu moltiplicando il vino, e il pane, ha sbagliato, ed ha moltiplicato I delinquent, I ladri I Mafiosi, I farisei, e Tutta una certa razza di bastardi, piantandoli in Italia……. Amerda…!!
    Svizzera, San Marino, Vaticano, I tre chiodi di gesu’ cristo ,sempra, piantati nel cuore dell’Italia…… Ci vuole la rivoluzzione, per dire va ffa nculo al vaticano, ed a certi politici bastardi della republica, banana di certi italiani……..!!!!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: