Il web boccia la manovra, Gilioli: “La sinistra cambi rotta o torna Berlusconi”

9 Dic

E’ instancabile, Alessandro Gilioli. Da giorni va spiegando sul web perché secondo lui la manovra del governo, così com’è, proprio non va. Prima in solitudine e poi sostenuto da un numero sempre maggiore di internauti, il blogger de L’Espresso illustra sulla sua pagina Facebook un pacchetto di proposte del tutto  alternative alle misure messe in campo dal governo col sostegno -spesso servile- della totalità dei media. I suoi post viaggiano nel web alla velocità della luce, vengono condivisi da migliaia di persone sui social network e nei blog indipendenti. Gilioli come Don Chisciotte? Non proprio visto che in poco più di due settimane quelle proposte, dapprima liquidate come velleitarie o peggio demagogiche, si sono imposte nel dibattito pubblico costringendo prima le forze politiche e poi il governo a correre ai ripari per rendere la manovra più equa. Gli abbiamo fatto qualche domanda.

Sei diventato improvvisamente un bolscevico. Perché chiunque si permetta di avanzare una critica alle misure del governo Monti, chi ne sottolinea gli aspetti di iniquità deve essere considerato un estremista?

E’ uno dei più nefasti effetti del berlusconismo. Dopo gli anni in cui una cricca di eversori ha perseguito solo i propri interessi, avere un rispettabile ed educato governo di centrodestra ci sembra talmente miracoloso da indurci all’accettazione passiva – se non entusiasta – di tutto quello che questo governo decide. La mia opinione è che questo sia sbagliato almeno tre volte. Primo, perché la sinistra non vincerà mai se non è capace di costruire (e quindi di offrire agli elettori) una sua identità forte in termini di contenuti politici; secondo, perché così Berlusconi rischia di avere successo nell’impresa di far passare il governo Monti (e le sue manovre) come un’espressione della sinistra ‘amica dei salotti e delle banche’, per poi ripresentarsi tra un anno come l’unico vero ‘uomo del popolo’ in alternativa a questa sinistra; terzo, perché l’esperienza insegna come chi accetta di abbassare sempre di più l’asticella dei propri ideali (sull’equità sociale, sui diritti civili, sulla guerra ai privilegi etc) rischia di vedere scomparire molto a lungo questi obiettivi dall’agenda della politica. Dopodiché, è ovvio che io mi sono definito estremista per paradosso, non mi sento affatto tale. Anzi.

Uno schieramento senza precedenti (e secondo qualcuno anche un po’ innaturale) sostiene il governo Monti. Eppure la manovra non è riuscita a fare breccia nell’opinione pubblica. Forse il web ha avuto un qualche ruolo nella costruzione di un pensiero critico (e maggioritario nel Paese) nei confronti di questa manovra?

Probabilmente anch’io, se fossi stato un parlamentare della Repubblica, avrei contribuito a consentire la nascita del governo Monti per uscire dalla follia berlusconiana, che stava portando con sé il Paese nel baratro. Ma un conto è permettere la nascita di un governo emergenziale e di scopo, altro è dimenticare le ragioni ideali del proprio essere di sinistra in nome di un presunto realismo che diventa sempre di più rassegnata indolenza. In questo senso sì, mi sembra che il Web abbia un ruolo importante in un esercizio critico collettivo che secondo me non dev’essere tanto finalizzato all’opposizione verso questo governo provvisorio, quanto alla coltivazione di una vera alternativa per il dopo.

Non ti sei limitato a contestare le misure ma hai messo nero su bianco anche delle proposte per recuperare risorse a saldi invariati. Quali sono quelle principali?

Io non ho ovviamente la pretesa di fare proposte sistematiche: ho elencato una serie di possibili spunti, facendo notare che tutti gli interventi strutturali, per quanto aritmeticamente ineccepibili, restano molto carenti dal punto di vista etico (e dal punto di vista dei loro effetti psicologici in termini di coesione sociale) se non sono accompagnati e temperati da misure di altro tipo: taglio netto alle spese militari (continuiamo ad armarci come se stessimo per affrontare un’invasione aliena), taglio netto ai privilegi della Chiesa (in buona parte dovuti a una leggina passata ai tempi di Prodi…); sfruttamento di quel giacimento che sono le frequenze (rimaste un tabù con Berlusconi per il suo conflitto di interessi); patrimoniale per quell’1% dei cittadini che detiene il 13 per cento della ricchezza nazionale (basterebbe un’imposta dello 0,5 per cento sul modello francese per ottenere un gettito di 5 miliardi di euro); aumento dell’Irpef per chi prende più di 100 mila euro lordi l’anno; accordi con la Svizzera sul modello tedesco per i capitali esportati di nascosto; abolizione del contante sopra i 300 e non sopra i mille euro; più, ovviamente, un taglio vero ai costi della politica che non avrebbe solo un alto valore simbolico: tra riduzione dei rimborsi elettorali ai partiti, degli stipendi, delle auto blu e dei vitalizi si porterebbe a casa almeno mezzo miliardo. Ricordo che ancora oggi il presidente della Provinca di Bolzano guadagna più di Obama e che i parlamentari ottengono un assegno (a vita e cumulabile) dopo una sola legislatura e al compimento del 60° anno di età, cioè sei-sette anni prima dei comuni mortali.

Cominciano a fare capolino nel dibattito pubblico proposte prima considerate irricevibili come la legalizzazione delle droghe leggere. Che ne pensi?

Penso che la questione dell’equità sociale e quella dei diritti civili dovrebbero essere strettamente intrecciate in un programma di sinistra. Per anni ci siamo bevuti la bufala per cui se ti occupavi dei gay non ti occupavi degli operai, se ti battevi per il diritto alla fecondazione assistita questo voleva dirti dimenticarsi i precari. Una sciocchezza completa. Al contrario, equità sociale, trasparenza, internet, valorizzazione dei talenti e del merito, diritti umani nelle carceri, biotestamento, lotta ai privilegi, lotta al familismo e lotta al precariato sono petali di una stessa rosa. Quando la sinistra lo capirà, sarà una bella giornata.

Nel centrosinistra è sparito il dibattito sulle primarie e sui programmi. Perché?

Perché sono pazzi.

C’è secondo te l’esigenza di rappresentare dentro il percorso delle primarie e in prospettiva nelle istituzioni quel grande pezzo di società civile che oggi interpreta una visione più avanzata e coraggiosa di quella proposta dagli attuali partiti? 

Nessuno ha ancora capito se in questo periodo di ‘astinenza’ tecnica i partiti, Pd in testa, avranno la capacità di riformarsi radicalmente per trasformarsi da associazioni autoreferenziali e autoconservatrici a strumenti di vera rappresentanza di ideali e obiettivi politici, mettendo al primo posto l’esigenza che la democrazia e la politica escano dalla propria condizione subalterna ai macropoteri economici globali. Credo che però lo capiremo abbastanza in fretta, probabilmente già prima della prossima estate. A quel punto sapremo se questi partiti sono destinati a una rapida implosione oppure se sapranno riformularsi con caratteristiche, modalità e personaggi nuovi. Nel primo caso, quelle fette di opinione pubblica che oggi un po’ caoticamente esprimono tensioni ideali dentro e fuori la Rete avranno il compito difficile di provare a ‘istituzionalizzarsi’ per proporre un’offerta politica più definita; nel secondo caso, avranno un ruolo fondamentale di pungolo e di proposta per aiutare i partiti nella loro ancor più difficile palingenesi.

Intervista di Massimo Malerba

9 Risposte to “Il web boccia la manovra, Gilioli: “La sinistra cambi rotta o torna Berlusconi””

  1. francomattia dicembre 9, 2011 a 4:43 pm #

    Ho militato in partiti politici minoritari, pri, rete, verdi perche’ pensavo di trovare in questi una attenzione al territorio, ai cittadini, agli elettori. Grande sbaglio: ho sempre trovato segreterie interessate a piazzare l’elite del partito dentro un mercato di furbi/opportunisti. Credo che sia il momento di distribuire ai partiti contributi decurtati dalla percentuale di voti persi ( astenuti, bianche, errati), contributi da certificare su regolari bilanci. La percentuale di voti validi dovra’ essere il coefficiente per la retribuzione dei politici ad ogni livello in ogni istituzione democratica. Solo cosi’ i politici volgeranno la testa verso gli italiani. Questo fatto, inoltre, renderebbe da subito i loro stipendi paragonabili a quelli degli altri in europa. Mi faccia sapere che ne pensa, ne sarei molto, molto gratificato.

  2. Vento dell'Ovest dicembre 9, 2011 a 5:55 pm #

    Magari tornasse Berlusconi…

    • Claudio Guardo dicembre 10, 2011 a 4:19 pm #

      Ci mancherebbe solo quello….

  3. zumotto dicembre 9, 2011 a 7:41 pm #

    troppo facile rispondere,berlusconi ha la maggiranza in senato ed alla camera,chi non parte da questo presupposto vive in un altro paese e fa i conti senza il nano….detto questo se in parlamento non hai la forza per far passare le tue idee o istanze non ti resta altro che il voto…….ma anche andando a votare con una legge fatta apposta per la destra,detta “porcelum”il nano si allea con il centro e la lega dopo due minuti…. e ce la pigliamo ancora in quel posto…è inutile fare chiacchere campate in aria,ci vuole concretezza la sinistra in italia è sempre stata in minoranza e si è dovuta alleare con altri per governare…..altrimenti ci rimane solo la rivoluzzione come diceva comencini…ma quella l’hanno sempre fatta i giovani…e ce li vedete i nostri givani a rivoluzionarsi….mi scappa da ridere…..purtroppo siamo la repubblica delle banane,e ci siamo inventati un altro ducetto che di lavoro fa il piazzista……huauuuuuuu!!!!

  4. Giovanni dicembre 10, 2011 a 2:45 pm #

    SONO D’ACCORDO VENTO DELL’OVEST………………SIAMO PASSATI DALLA PADELLA ALLA BRACE !!!!!!!!!! NON HO VOTATO BERLUSCONI MA STATENE CERTI CHE ALLE PROSSIME LO FARO’

    • raffaele dicembre 10, 2011 a 5:44 pm #

      sono d’accordo con il sig giovanni lo faro per protesta a votare berlusconi

  5. Luca Bonicalzi dicembre 11, 2011 a 12:40 am #

    Vedo che Alessandro Gilioli ha nostalgia di Silvio Berlusconi. Interessante a sapersi… Forse è andato a lezione da Marco Travaglio!?

  6. pietro dicembre 11, 2011 a 5:51 am #

    Questa e l’ennesima vigliaccata dei Ns politici , secondo me dovrebbero togliere le pensioni tutte passate presente e future o al massimo un soggetto ne puo’ percepire solo una e come succede a Noi comuni del popolo non si possono cumulare con altre pensioni.
    Ma non si vergognano neanche un po’ queste persone ma non si rendono conto che ce gente che con 859 euro al mese paga il fitto e porta avanti una famiglia con moglie e almeno 1 o 2 figli ma un minimo di palle le avete ? Allora fate il Vs dovere. Diminuitevi lo stipendio che tanto non vi morite di fame

  7. GIANFRANCO dicembre 12, 2011 a 11:17 am #

    MA PERCHE’ NON ANDIAMO TUTTI A QUEL PAESE,FINCHE’ NON SCENDIAMO TUTTI IN PIAZZA COME IN EGITTO ECC. VUOL DIRE CHE SIAMO DEI POVERI A NULLA O CHE IN FONDO STIAMO TUTTI BENE,O CHE CI VA BENE TUTTO.

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