Un impegno concreto per il 2012: Mai più Omsa

1 Gen

ULTIM’ORA/ E’ nato l’evento MAI PIU’ OMSA

La decisione è stata comunicata brutalmente, via fax, alla vigilia del Capodanno: la Omsa chiude lo stabilimento di Faenza per riaprirlo in Serbia. 239 lavoratrici a casa. Eppure la Omsa non è in crisi, produce e vende tantissimo. Ma in Serbia, forse, può sfruttare meglio chi lavora.

La proprietà ha agito sotto banco, mettendo tutti di fronte al fatto compiuto, mentre ancora si discuteva sul futuro dello stabilimento e di come assicurare alle operaie continuità lavorativa. Niente da fare: il signor Nerino Grassi, che per decenni ha fatto la sua fortuna sfruttando il lavoro delle donne di Faenza e il marchio made in Italy, non ne vuole proprio sapere.

Abbandonare il Paese in un momento di crisi, lasciando sul lastrico centinaia di famiglie, è un atto imperdonabile. Alla vigilia del Capodanno, abbiamo lanciato  un invito a scrivere un messaggio sulla bacheca Facebook della Omsa. Migliaia i messaggi di protesta hanno costretto la Omsa a rispondere: “Abbiamo preso in considerazione il vostro punto di vista e abbiamo conversato con voi più volte riguardo a tali avvenimenti. Rimaniamo aperti alla discussione, ma per una serena convivenza di chi utilizza la nostra community per altri scopi i commenti off topic o con un linguaggio scorretto verranno moderati”.

A questo punto, c’è qualcosa che noi possiamo fare? Sì, sensibilizzare la Omsa. Ecco come:

1) estendere a più persone possibile l’invito a non acquistare i prodotti indicati nella foto in basso

2) scrivendo sulla bacheca Facebook della Omsa

3) condividendo e diffondendo le informazioni di questo post

La Omsa non è certo l’unica azienda italiana che, per qualche soldo in più, sbatte i lavoratori sulla strada per andare all’estero ma con questa iniziativa intendiamo cominciare un percorso di sensibilizzazione generale perché noi, in fondo, un grande potere ce l’abbiamo: quello di non comprare i loro prodotti. E chissà che la Omsa non ci ripensi.

Ecco cosa non acquistare:

MassimoMalerba

(postviola@gmail.com)

87 Risposte to “Un impegno concreto per il 2012: Mai più Omsa”

  1. Loriana Bronzi gennaio 1, 2012 a 12:53 pm #

    sono solidale con le lavoratrici della omsa italia AUGURI

    • Pierluigi marchi gennaio 1, 2012 a 2:02 pm #

      ma questo signor Nerino Grassi ha sempre pagato le tasse in Italia?
      dal suo conportamento mi sembra che sia in quella schiera di evasori fiscali.l’associazione consumatori dovrebbero farlo controllare dagli uffici competenti e giraldo come un calzino con i controlli.

      • nadia gennaio 1, 2012 a 5:45 pm #

        magari appunto perchè ha sempre pagato le tasse in Italia che ha deciso di cambiare aria capendo che chi più paga più continuerà a pagare, Mica sono tutti fessacchiotti come la sottoscritta

      • Zagoner Silvio gennaio 2, 2012 a 11:05 pm #

        il monti pensa solo ad aumentare sole le tasse invece,di mettere delle leggi chi va a sfruttare al paesi non può vendere in tutta europa
        +

    • mariaserena peterlin gennaio 1, 2012 a 4:38 pm #

      Diffondo anche io su fB e Twitter

    • giuseppe gennaio 4, 2012 a 1:19 pm #

      la cosa ” divertente” e’ che molti industriali prendono sussidi per comprare macchinari e poi li spostano in altri paesi ue considerati legalmente come stesso paese visto che e’ un unione……noi paghiamo per far lavorare persone in altri paesi

      • ariaora gennaio 4, 2012 a 2:09 pm #

        e perché prendono i sussidi?
        e chi glieli dà i sussidi?

    • giuseppe gennaio 4, 2012 a 1:20 pm #

      anche BIALETTI ha delocalizzato in cina

      • ariaora gennaio 4, 2012 a 2:24 pm #

        non vorrei ci rimaneste male, ma se guardate con attenzione le etichette vi accorgerete che in Italia è rimasto ben poco.

        e non credete di pesare più di tanto anche con i CONSUMI le VENDITE sono sempre più dirette all’estero

  2. Mi....semplicemente gennaio 1, 2012 a 1:37 pm #

    sono solidale con le lavoratrici della omsa italia….faccio girare il post…BUON 2012

    • piera guazzoni gennaio 1, 2012 a 2:15 pm #

      Vi invito a segnalare a Facebook la pagina fan. Non possono più fregiarsi del “made in Italy”, quindi la pagina va segnalata per violazione di copyright. Vi ricordo che i marchi in questione sono Omsa, Philippe Matignon, Saltallegro, Golden Lady, Hur ed altri. Producono calze ma anche intimo e pigiami.

  3. DonneViola gennaio 1, 2012 a 2:16 pm #

    Fino a quando non si attueranno misure punitive per chi sposta le ditte all’estero per fare maggiori profitto non si risolverà mai nulla.
    Qui vicino a dove abito una ditta che lavorava per Candy ha annunciato alcuni mesi fa la chiusura da un giorno all’altro per spostare la produzione in Cina.
    Se questo è possibile è colpa della politica che ha pensato a tutto in questi anni tranne che a tutelare il lavoro e il lavoratori.

    Marta

    • davide p. gennaio 1, 2012 a 8:06 pm #

      sacrosanto.

    • ariaora gennaio 2, 2012 a 3:11 pm #

      Perché non avviate nuove imprese in proprio?
      Esisto varie possibilità impresa individuale, impresa in forma di società o di cooperativa.

    • vittorio ritzu gennaio 2, 2012 a 5:55 pm #

      Mi spiace per la sofferta decisione dell’imprenditore Nerino Grassi di delocalizzare la fabbrica in un paese dove il lavoro è meno costoso e meno complicato. L’Italia è una Republica fondata sul lavoro, ma non vedo molto impegno da parte dei più per crearlo o conservarlo. Forse L’Italia deve rivedere le sue regole sul lavoro, ivi compresi ancuni diritti ormai obsoleti che danneggiano non poco l’intrapresa. I sindacati? anche loro debbono cambiare pelle, rinnovandosi e dando aria alle vecchie poltrone tese a proteggere solo le loro prerogative, con gravi rischi per l’IMPRESA. Somo solidale con voi, operai e maestranze che perdete il vostro lavoro, ma non me la sento di boicottare uno solo dei pochi Imprenditori che ancora resistono con le fabbriche, stante l’attuale situazione, senza i dovuti approfondimenti del caso. VIVA il lavoro che ci da dignità e sicurezza e VIVA chi fa intrapresa. Per me.

    • francesca gennaio 5, 2012 a 10:22 am #

      Davvero? non me ne sono accorta…. malattie incontrollate e incontrollabili, gravidanze a rischio 90% nella ns /azienda… per non parlare dei problemi enormi che insorgevano quando(per picchi di lavoro) si chiedeva disponibilità per straordinari…Ma fatemi il piacere di farvi un minimo di esame di coscienza: non avete nemmeno mai pensato che un datore di lavoro possa essersi esasperato negli anni per i mille problemi che ha dovuto affrontare e adesso finalmente ha preso una decisione. Sono sicura che è stata sofferta e problematica ma alla fine uno non ce la fa più.
      Riguardo invece al profitto: avreste preferito che chiudesse lo stabilimento per cessazione di attività o fallimento? Si perchè quando non si è più competitivi sul mercato questo succede.
      Le lavoratrici licenziate, potranno trarre giovamento da una legge sul lavoro più equa che consenta alle aziende di licenziare quando necessario, come avviene nel resto del mondo. Un mercato del lavoro più flessibile renderà le assunzioni più facili.Senza contare che ci sono tante altre occupazioni che ormai vengono considerate disonorevoli da noi Italiane (lavori domestici, badanti ecc…)
      Ma naturalmente tutto ciò non si può dire, anche se ormai molti lo pensano…

      • ariaora gennaio 5, 2012 a 10:46 am #

        @francesca
        puoi illustrarci quali sono le condizioni di lavoro nei paesi che, secondo te, dovremmo imitare?
        Ad esempio: sai dire qual è la paga oraria?

        Perché le altre occupazioni sono badante e domestica? ci sono molte altre attività, creare nuove attività d’impresa indipendenti.

      • francesca gennaio 5, 2012 a 1:36 pm #

        Non ho mai detto che ci siano solo quei tipi di occupazione ho solo detto che ci sono anche quelli, come altri.
        Se poi pensi che sia percorribile la strada un lavoro in proprio di questi tempi, ben venga.
        Negli altri paesi c’è una flessibilità di lavoro che non obbliga a sposare i propri collaboratori senza nessuna possibilità di divorzio.
        Voglio poi anche sottolineare che nessuna azienda moderna si sognerebbe di licenziare le persone per futili motivi, perchè oltre alla questione morale c’è anche quella economica legata al costo di inserimento e apprendimento del lavoratore. … E visto che secondo i più l’ imprenditore pensa solo al profitto..

      • ariaora gennaio 5, 2012 a 2:38 pm #

        @francesca
        però hai parlato solo di quelli (domestica e badante).
        francesca, te fai la badante? quanto prendi?

        La strada del lavoro in proprio non è facilmente percorribile, anzi è piena di ostacoli legislativi, molte micro e piccole imprese sono costrette a chiudere, questo è un problema gravissimo. E’ stata di fatto chiusa una valvola di equilibrio per il mercato del lavoro, oltre che una porzione fondamentale del sistema produttivo italiano.

        Per i contratti a tempo indeterminato, anche ammettendo che le normative attuali possano essere troppo rigide, potrebbero essere rimodulate. Però vedo che queste dipendenti sono state licenziate, oppure non ho capito io.
        Puoi spiegare nei dettagli in cosa consiste il “matrimonio” che impedisce il licenziamento quando proprio non è possibile fare altrimenti?

        Non hai risposto a queste domande:
        – quanto è la paga oraria nei paesi che dovremmo imitare?
        – puoi descrivere le condizioni di lavoro nei paesi che dovremmo imitare?

  4. cordialdo gennaio 1, 2012 a 2:58 pm #

    Vergogna! Solo i governi italiani hanno distribuito contributi a pioggia alle industrie e non hanno mai posto condizioni per il futuro occupazionale e la delocalizzazione degli impianti dalla famelica Fiat all’OMSA.
    Spero che le donne italiane sappiano agire di conseguenza!

  5. danilo capitani gennaio 1, 2012 a 3:11 pm #

    Mi dispiace per le lavoratrici e i lavoratori serbi ma piuttosto che comperare qualcosa della omsa vado senza calze. mi auguro un accertamento della finanza e se non bastasse che i ricavi del titolare vadano in medicine

    • Gaia gennaio 4, 2012 a 11:02 am #

      GRANDEE!!!!

  6. ALFIOl gennaio 1, 2012 a 3:57 pm #

    Per chi lascia l’italia per portarsi le sue aziende in altri stati dove vanno a spruttare la manodopera e pagare meno tasse, poi venire a vendere il prodotto qua nel nostro paese ,io dico non compriamo. Compriamo solo prodotti che si lavorano in Italia e cosi ci aiutiamo fra di noi Italiani. Condivido la mia più sicera solidarietà ai lavoratrici di faenza, e il mio più malaqurio alla ditta OMSA e a tutti i suoi soci, che DIO li faccia cadere in povertà totale !!!!!

    • Sanio83 gennaio 1, 2012 a 5:01 pm #

      Secondo il ragionamento: “Compriamo solo prodotti che si lavorano in Italia e cosi ci aiutiamo fra di noi Italiani”, il made in Italy non dovrebbe più esistere all’estero, noi usiamo solo prodotti italiani, i tedeschi i loro, gli spagnoli i loro, ecc ecc… si chiama “economia chiusa” e “Autarchia”, c’è a Cuba ed in Corea del Nord… ma anche nel ventennio nero.
      La Globalizzazione mette in competizione tutti i mercati mondiali, si chiama concorrenza, e la concorrenza fa sempre bene… se abbiamo troppe tasse sul lavoro e facciamo troppi sprechi, non è colpa della OMSA, non è colpa di chi compra prodotti esteri, bisogna attuare riforme e creare le infrastrutture e casi come questo non si ripeteranno.
      Sono d’accordo con cordialdo quando dice i contributi statali dovevano e dovrebbero essere legati all’occupazione ed alla stabilità di essa negli anni.

      Boicottare OMSA per acquistare altri prodotti? Magari Cinesi? Chi boicotta ed acquista altro, si assicuri di cosa acquisterà, altrimenti meglio acquistare OMSA che è e rimane un’azienda italiana, anche se con produzione delocalizzata… magari in futuro troverà conveniente anche tornare e darà ancora lavoro, se la facciamo fallire sarà una perdita per l’Italia e per la Serbia.

      • unialex gennaio 1, 2012 a 6:02 pm #

        Il suo ragionamento ha un errore di fondo, noi compriamo prodotti tedeschi che vengono prodotti in Germania, prodotti francesi che vengono prodotti in Francia… Vendiamo in Germania e Francia prodotti italiani che vengono prodotti in Italia, non vogliamo né comprare né vendere ad altri prodotti italiani che vengono prodotti al di fuori dell’Italia.
        Un’azienda italiana che produce all’estero per me non è un’azienda italiana!

  7. icittadiniprimaditutto gennaio 1, 2012 a 5:00 pm #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  8. Patrizia gennaio 1, 2012 a 5:17 pm #

    Sono assolutamente solidale con i lavoratori dalla OMSA italia. Diffondo ed aderisco. Da parte mia non acquisterò mai più uno di questi prodotti, a meno che non mi giunga notizia che la produzione sia tornata in Italia. Intanto però questi lavoratori sono a spasso, come migliaia di altri in questo periodo…..

  9. Valeria gennaio 1, 2012 a 6:17 pm #

    Anche io eviterò di comprare in futuro quei marchi, ed auguro alle operaie ogni bene per questo nuovo anno!

    • Omsa_Mai_Comprate gennaio 1, 2012 a 7:20 pm #

      Forse il Sig. Omsa non ci guadagna abbastanza da pagare i macchinoni per il sabato sera dei figli. Perché voi credete ancora alla barzelletta delle difficoltà aziendali nell’autosostenersi senza tutti questi signori Omsa in Italia? Dov’è lo Stato?

  10. Maurizio gennaio 1, 2012 a 7:12 pm #

    Bisognerebbe trovare il modo di far passare il messaggio anche all’estero. All’estero probabilmente non sono a conoscenza del fatto che l’azienda ha deciso di chiudere uno stabilimento lasciando più di duecento operaie senza lavoro. Se si riuscisse a far passare all’estero la notizia probabilmente si riuscirebbe a trovare altre persone “sensibili” alla vicenda e OMSA perderebbe anche la quota di mercato estero che le consentirebbe di sopravvivere.

  11. francesco gennaio 1, 2012 a 7:25 pm #

    sicuramente io e la mia compagna eviteremo di comperare i prodotti OMSA solidarietà con le lavoratrici del gruppo,auguri sinceri

  12. GERRY gennaio 1, 2012 a 7:28 pm #

    SICURAMENTE NON CONDIVIDO LA SCELTA DELLA OMSA,MA STIAMO ATTENTI A BOIGOTTARE IL MARCHIO OMSA GOLDEN LADY,RISCHIAMO DI FAR PERDERE LAVORO AD ALTRE MIGLIAIA DI LAVORATORI,ES. NELLE MIE VICINANZE C è UNA FABBRICA OMSA CHE DA LAVORO A PIù DI 600 LAVORATORI PERCIò………………….

  13. Evey Hammond gennaio 1, 2012 a 7:30 pm #

    Sono solidale, però mi sorge un dubbio… se davvero non compriamo più calze di quella marca… non è che facciamo fallire pure le altre aziende omsa che sono in italia e vanno a casa ancora più operaie?

    • fabiano gennaio 1, 2012 a 10:13 pm #

      Sono D’accordo con le considerazioni di Evey hammond!!…non so se potrebbe essere una buona idea!!..A meno che non delocalozzino improvvisamente tutte le fabbriche omsa disseminate in Italia!!…….

  14. nanaros gennaio 1, 2012 a 11:57 pm #

    Ho cominciato a boiocottare i prodotti Omsa da quando ho seguito un ottimo servizio di Report (se non ricordo male). Il vero potere è in mano a tutte le persone che acquistano: ridurre i costi di produzione aumenta i guadagni, solo se il prodotto viene effettivamente venduto. Il sistema è talmente logico e semplice che dovrebbe diventare la vera arma per imporre nuove regole. Coraggio!

  15. romeinfo gennaio 2, 2012 a 5:01 am #

    Una cosa che sto già cercando di fare, per aiutare l’economia del nostro paese e di conseguenza tutti noi, è comprare il più possibile il “Made in Italy”.

  16. Mario gennaio 2, 2012 a 6:02 am #

    Anche in questo caso Napolitano dorme oh si dorme.

  17. mirella gennaio 2, 2012 a 6:05 am #

    e ciò che han
    no creato e che con la riforma Tremonti peggiorerà! aiutare l’economia significa che le fabbriche quà devono rimanere ed invece le aiutiamo ad andarsene!troppe tasse …tropppo da pagare e poco da guadagnare!e sarà sempre peggio!altro che Europa unita ora c’è la regola di chi frega vince ed ognuno pensa agli affari suoi!mi spiace per voi…tanto prima o poi toccherà anche a me!

  18. mauro cattini gennaio 2, 2012 a 9:41 am #

    E’ uno schifo quotidiano che si ripete, perché nel paese di Pulcinella ognuno può fare quello che vuole. Oggi ci ‘guadagnano’ al minimo i nuovi operai che poi saranno gettati nel cestino come carta straccia appena costeranno un centesimo di troppo.

  19. akari74 gennaio 2, 2012 a 10:10 am #

    Concordo sul fatto che delocalizzando, non possano forgiarsi del marchio Made In Italy e andarsene dopo aver utilizzato i fondi è una schifezza anche se il sistema italia evidentemente e malamente lo permette :/
    auguro al proprietario e tutti quelli che agiscono come lui di non poter mai godere dei loro soldi..
    Ma mi viene un dubbio, per tutte le persone che lavorano nei punti vendita Golden lady, non è che poi facciamo rimanere queste persone senza lavoro e invece di avere 350 operaie a casa ne mandiamo a casa ancora di più?

  20. Anna Rita Aretino gennaio 2, 2012 a 10:48 am #

    Velour di Omsa…le mie calze preferite…anche se il prezzo è alto…Se la Ditta rimanesse in Italia sarei disposta a pagarle anche un po’ di più…Così… non ne comprerò più un paio…OMSA per me sarà da boicottare!!!

  21. lura gennaio 2, 2012 a 10:51 am #

    Non c’e’ problema…uso solo calzettoni di cotone….

  22. popof1955 gennaio 2, 2012 a 11:13 am #

    Condivido in fb.

  23. Gabri gennaio 2, 2012 a 11:17 am #

    solidale con tutti i lavoratori, della omsa e di tutti i lavoratori che si trovano in questa situazione.
    Però c’è anche da dire, che l’Italia non fa proprio nulla per tenersi qua le aziende.
    Un augurio a tutti, ne abbiamo bisogno.

  24. margotcroce gennaio 2, 2012 a 1:15 pm #

    a parte l’istinto immediato di solidarietà con le lavoratrici, la domanda che sorge per prima è la Omsa ha dato le motivazioni di questo suo trasferimento?

    in effetti se tantissime aziende italiane si trasferiscono all’estero per i più svariati motivi, lo stato si dovrebbre preoccupare.
    preoccupare perchè l’economia non gira e perchè i posti di lavoro sono sempre meno ed in effetti si dovrebbe porre una limitazione a questi trasferimenti immotivati che daneggiano l’italia e gli italiani ma che anche perpetrano nuovi regimi di sfruttamento lavorativi che ci fanno regredire in quanto uomini umanizzati.

    per pochi soldi in più che garantiscono cosa? un benessere già consolidato? l’avidità è un motore diabolico

  25. Rachele Belladelli gennaio 2, 2012 a 1:40 pm #

    sono solidale con voi e per quanto mi riguarda non penso comperarle ma, curiosando un po’ in rete ho trovato che questa notizia è del luglio del 2010. Perchè se ne parla solo ora?
    Vi giro il link
    http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article6788

    • silvia gennaio 3, 2012 a 5:06 pm #

      mannaggia è vero.. io avevo già sentito qualcosa ma ovviamente certe informazioni i telegiornali non le dicono.. c’e’ informazione solo per quello che fa comodo a loro! I giornalisti sono venduti come i politici!! grrrrrrrrrrrrrr

  26. ariaora gennaio 2, 2012 a 1:40 pm #

    Perché non avviate nuove imprese in proprio (individuali, in società o cooperativa)?

  27. Alessandro gennaio 2, 2012 a 2:42 pm #

    Stanno annichilendo l’Italia … le non protezioni istituzionali servono al progetto

  28. Anidride Carbonica gennaio 2, 2012 a 3:15 pm #

    Un gesto semplice, per dire che non condividiamo. Grazie.

  29. MAX gennaio 2, 2012 a 3:31 pm #

    Di questi imprenditori che girano le spalle al loro paese per guadagnare sempre di più dopo essersi creati un marchio con la fantasia e l’ingegno di tanti lavoratori L’ITALIA non sa cosa farsene (meglio che se ne vadano ingrati).
    Ai lavoratori della Omsa tenete duro e formate una cooperativa e rilevatela voi l’ azienda ci sono già degli esempi in italia conclusi con successo , L’ OMSA vole la concorrenza fategliela e vincerete.

  30. lupus.sine.fabula gennaio 2, 2012 a 4:42 pm #

    Boicottare ogni prodotto che non sia prodotto in Italia…
    anche se costa un po’ di più, ma se non lo facciamo ci ‘tiriamo la zappa sui piedi’.
    Molte ditte stanno portando altrove gli stabilimenti perchè vi sono meno controlli sindacali, meno diritti e tutele nei confronti dei lavoratori e forse perchè in Serbia Romania Polonia (…) il lavoro costa meno.
    Mi chiedo a chi venderanno i loro prodotti poi…

  31. Luca gennaio 2, 2012 a 6:21 pm #

    a mio modestissimo avviso, prendersela con la politica che fa scappare gli imprenditori da qs paese avrebbe assai più senso.

  32. Alfredo gennaio 2, 2012 a 9:53 pm #

    Solidale piu’ che posso, anche se in quanto maschietto, le calze Omsa non le uso…

    Pero’, pero’, pero’….

    Qui sopra scrivete:

    ———————————————————–
    Eppure la Omsa non è in crisi, produce e vende tantissimo. Ma in Serbia, forse, può sfruttare meglio chi lavora.
    ———————————————————–

    Piu’ che sfruttare meglio chi lavora, mi vien da pensare che la fabbrica si sposti per non farsi sfruttare a forza di tasse, sovrattasse, contributi-pensione per una pensione che _VOI_, Lavoratrici (con la “L” maiuscola!) non vedrete che a 80 anni.

    Quella di Omsa e’ una politica sbagliatissima-issima-issima.

    Ma quella di uno stato (l’italia, scritto minuscolo) che sfrutta, strizza e schiaccia tutti a favore di un nugolo di politicanti gia’ stra-ricchi, ma comunque avidi di soldi e di potere?
    Ebbene? Come la chiamate?

    Abbasso la Omsa!

    ma anche

    Abbasso le ingiustizie!

  33. marinflex2010 gennaio 2, 2012 a 10:58 pm #

    sono disposto a comprare la Omsa con tutti i dipendenti fatelo girare

    • Simonetta gennaio 3, 2012 a 1:41 pm #

      IO FACCIO GIRARE MA QUI LA COSA è SERIA…….

  34. Enrico gennaio 2, 2012 a 11:53 pm #

    Ciao. Scusate però una precisazione. Pur solidarizzando con le lavoratrici dell’Omsa, Santoro aveva già parlato dei problemi di questa azienda il 27 marzo 2010 in una puntata di Raiperunanotte e successivamente nella puntata del 14 ottobre 2010 su Annozero (puoi trovare anche i video nel mio post di oggi (http://www.viola.fvg.it/post/2012/01/02/In-ricordo-di-Roberto-Manganaro.aspx) e da allora però nessuno si è mosso, nessuno ha fatto nulla. Se è utile manifestare oggi facciamolo ma il prolema è semmai che noi sia come PV che come cittadini ci dovremmo svegliare e combattare del tempo.

  35. gianni gennaio 3, 2012 a 12:02 pm #

    leggo molti commenti, dove il 99% sono solidali con le lavoratrici di Faenza,come me del resto, e poi leggo commenti di chi propone di acquistare solo prodotti italiani. Solo nella teoria ovviamente, perchè nella realtà quando vedete un prodotto italiano che costa il 30-35% in più, nessuno compra, semplicemente perchè, quei soldi in più, moltiplicati per tutto il mese, diventano spese insostenibili per una famiglia.

    • ariaora gennaio 3, 2012 a 12:12 pm #

      cavolo! sei uno statista

    • silvia gennaio 3, 2012 a 5:03 pm #

      In effetti è vero i prodotti italiani costano di +… ma perché secondo me la politica italiana non da agevolazioni.. vai al mercato nulla da dire sulla qualità ma tipo la frutta… arriva dalla spagna.. marocco… ma dico l’Italia della frutta come di tanti altri prodotti non ne ha bisogno.. secondo me dovrebbe essere il contrario che il prodotti non italiani che vogliono esser venduti sul nostro territorio devono essere tassati mentre quelli italiani agevolati . Dici che non è fattibile? DIciamo piuttosto che a monte qualcuno ci guadagna cosi.. mi sembra strano ch non si riesca a trovar una quadra!

      • ariaora gennaio 3, 2012 a 5:14 pm #

        I dazi doganali http://it.wikipedia.org/wiki/Dazio_%28economia%29
        problema è che ormai la nostra produzione (il poco che rimane della struttura produttiva distrutta) dipende completamente dall’estero

      • silvia gennaio 3, 2012 a 5:25 pm #

        si ho letto.. ma dite che non si potrebbe rivedere e migliorare questa nostra pecca? Voglio dire arriverà un giorno che in italiana non ci saranno più aziende? Compremo tutto dalla a alla zeta? dai prodotti base, all’energia ai farmaci… sarebbe carino mantenere una sorta di stato indipendente.. mi rattrista molto la situazione.

      • ariaora gennaio 3, 2012 a 5:34 pm #

        Silvia, purtroppo la tendenza è quella, il processo di smantellamento va avanti da decenni, non certo da oggi. Si potrebbe provare ad invertire il processo, ma è fondamentale comprendere che è necessaria collaborazione e rispetto reciproco nell’interesse comune.
        Credo che sarebbe interessante che chi ha capacità manuali (che altrimenti andranno perdute e allora non saremo più in grado di invertire il processo) non resti fermo, che si creino collaborazioni per l’avvio di nuove attività.

  36. Simonetta gennaio 3, 2012 a 1:39 pm #

    ADESSO BASTA!!!!! TUTTI QUESTI PRODUTTORI CHE “SCAPPANO” ALL’ESTERO PER GUADAGNARE DI PIù COME HANNO FATTO QUASI TUTTI.. CON LA COMPLICITà DEL GOVERNO CHE GLI PERMETTE TUTTO QUESTO, I PROPRIETARI DI QUESTE AZIENDE SONO RICCHISSIMI E LA GENTE SCHIATTA DALLA FAME E, SIAMO ALL’ORLO DELLA GUERRA CIVILE…. COSA VOGLIONO CHE ARRIVIAMO COME L’ARGENTINA DEL 1990?

  37. ili6 gennaio 3, 2012 a 1:56 pm #

    concordo ed ho già condiviso.

  38. silvia gennaio 3, 2012 a 4:58 pm #

    BASTARDI DA UNA PARTE FURBI DALL’ALTRA.. ITALIA CHE VA A ROTOLI PER NON DIRE A P…NE COME IL NOSTRO EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO! MONTI CHE SI DIA UN ANDI A FARE QUALCOSA! ITALIANI FACCIAMOCI FURBI CERCHIAMO DI COMPRARE SOLO PRODOTTI ITALIANI IN MANIERA CHE CI AIUTIAMO A VICENDA!! :-)

  39. felicitamodna82 gennaio 3, 2012 a 5:45 pm #

    Bisognerebbe introdurre un bel principio: sei in attivo, peraltro usufruisci della c.i.? Vai in Serbia coi tuoi beni personali e lasci quelli aziendali qua, magari alle operaie stesse. Dimostraci che sei un così bravo imprenditore e ricomincia da capo in Serbia, e che é colpa dei cattivi italiani che non ti fanno lavorare. Ma robe da matti…finanziamo con i miseri strumenti di sostegno al reddito che abbiamo in Italia i trasferimenti all´estero dei privati…

    • ariaora gennaio 3, 2012 a 5:55 pm #

      felicitamodna82,
      tu dove compri un oggetto? dove costa più o dove costa meno?

    • ariaora gennaio 3, 2012 a 6:11 pm #

      Riguardo la cassa integrazione ci sarebbe molto da dire. Ma intanto basti leggere questa anomalia:

      “Cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS)

      Quella straordinaria invece può essere disposta nei casi di:

      * ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione aziendale
      * casi di crisi aziendale di particolare rilevanza settoriale o territoriale
      * impresa assoggettata a procedura concorsuale di fallimento, liquidazione coatta, etc.

      Possono avere accesso alla CIG straordinaria soltanto le imprese che abbiano occupato più di 15 lavoratori nel semestre precedente la richiesta. Quando l’impresa ricorre a questa procedura deve farne preventiva comunicazione alle rappresentanze sindacali, cui può fare seguito un esame congiunto e la creazione di un programma per fronteggiare le conseguenze sul piano sindacale.”
      http://it.wikipedia.org/wiki/Cassa_integrazione_guadagni

  40. Nuvola Rossa gennaio 4, 2012 a 3:43 pm #

    L’unica cosa da fare è non comprare piu nulla di questo marchio ATTACCARLI SUI SOLDI è LA RISPOSTA CONCRETA ALLA LORO DISONESTA’

  41. lu gennaio 5, 2012 a 8:45 am #

    ho girato anche su google +, … tutto il mio sostegno contro quest’ultimo insulto come emblema per i troppi perpretrati

  42. Marcello Marani gennaio 5, 2012 a 5:33 pm #

    A Roma direbbero, con marcato sarcasmo: “Ce senti da ste recchie?!?
    Perchè, quelli dell’OMSA, se credevano
    d’avè acchiappato la vacca pe’ la zinna, e ‘nvece aveveno acchiappato er toro pe’ le palle!!!

  43. arianna gennaio 6, 2012 a 8:37 pm #

    statene certe……. sono con voi, anche io avevo gia’ pensato di non comperare piu’ OMSA!!!!!

  44. laura gennaio 6, 2012 a 11:07 pm #

    Non comprerò mai più calze OMSA e nemmeno le mie figlie. Poi cercherò il più possibile di fare passaparola con parenti e amiche. Spero che almeno in Italia non vendano più niente. Sono vicina a tutte le lavoratrici che si trovano senza lavoro.

  45. stella gennaio 6, 2012 a 11:16 pm #

    Mai più calze OMSA!!!!!!!!!!!!!!!

  46. mario gennaio 6, 2012 a 11:22 pm #

    Nella mia famiglia niente più calze OMSA. Speriamo che “OMSA” paghi con gli interessi la sua disonestà!

  47. alessandro gennaio 7, 2012 a 3:24 pm #

    anche il governo per monti ha dato una mano alle famiglie di questi lavoratori. ora pagheranno Imu sulle case anche se acquistate con mutuo. ci voleva proprio un team di professori

  48. Andrea gennaio 11, 2012 a 6:08 pm #

    Signor omsa le comunico che la mia famiglia fara’ a meno dei prodotti della sua azienda, si vergogni!!!!

Trackbacks/Pingbacks

  1. Tutte a Casa : MenteCritica - gennaio 3, 2012

    […] riforme necessarie per la crescita (dei loro profitti di merda). Sono assolutamente solidale con le iniziative di boicottaggio dei prodotti Golden Lady ma non bastano, non possono bastare. Ci vorrebbe una legge che […]

  2. Pensierino pausa caffè decaffeinato: boicottaggi « ariaora - gennaio 3, 2012

    […] https://violapost.wordpress.com/2012/01/01/un-impegno-concreto-per-il-2012-mai-piu-omsa/ […]

  3. Licenziamenti Omsa, su Facebook parte il boicottaggio dei collant - gennaio 3, 2012

    […] parte di centinaia di utenti negli ultimi giorni, ha risposto criminal un commento, riportato dal blog Popolo Viola: «Abbiamo preso in considerazione il vostro punto di perspective e abbiamo conversato criminal voi […]

  4. Licenziamenti Omsa, su Facebook parte il boicottaggio dei collant « Il Neurone - gennaio 3, 2012

    […] parte di centinaia di utenti negli ultimi giorni, ha risposto criminal un commento, riportato dal blog Popolo Viola: «Abbiamo preso in considerazione il vostro punto di perspective e abbiamo conversato criminal voi […]

  5. L'INFERNO NON E' MAI TANTO SCATENATO QUANTO UNA DONNA OFFESA (W. Shakespeare) - Pagina 18 - I Forum di Investireoggi - gennaio 3, 2012

    […] […]

  6. HUMAN RESOURCES « libera…mente - gennaio 4, 2012

    […] ieri il post sull’OMSA, del Viola Post, ha attirato la mia attenzione, l’ho ritrovato da Mirna e poi arricchito da una storia locale, ma […]

  7. MAI PIU’ OMSA…..CONDIVIDETE !!! | Profumi e sapori della mia cucina - gennaio 4, 2012

    […] !!! Pubblicato il 4 gennaio 2012 da Mariagrazia Download this page in PDF formatdal sito violapost.wordpress.com, è molto importante che leggiate!! ULTIM’ORA/ E’ nato l’evento MAI PIU’ OMSA su […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: