Arriva il supermanager Moretti, fuori i senzatetto dalla stazione – Foto

1 Feb

Foto Marco Barone

Una volta messa a lucido la stazione, sistemati i pannelli pubblicitari collocati nell’atrio e installate le nuove macchinette obliteratrici color verde -che sostituiscono i vecchi arnesi di color giallo – ai dirigenti delle Ferrovie di Trieste rimane solo un problema: cacciare quei “fastidiosissimi” senza fissa dimora che occupano le panchine e le sedie della sala d’attesa per sfuggire al gelo siberiano. Maledetto istinto di sopravvivenza. Per fortuna, negli anfratti del management, trovi sempre qualche “fenomeno” con la soluzione giusta, anzi con la “soluzione finale”. A volte un po’ cinica, è vero: ma indubbiamente efficace. Come quell’avviso (foto a destra del blogger Marco Barone) dal tono perentorio e vagamente burocratico, affisso in ogni angolo della stazione: dal 24 gennaio al 31 marzo, causa lavori di manutenzione straordinaria, le sedute della stazione verranno rimosse. Di lavori “straordinari”, naturalmente, neanche l’ombra, a parte qualche ritocco estetico. Ma il messaggio è comunque chiaro e chi vuol intendere intenda: capito “barboni”?

Mauro Moretti

E chi se ne frega se a farne le spese (oltre ai senzatetto) sono pure i cittadini, i pendolari e le migliaia di viaggiatori costretti ad attendere in piedi l’arrivo del treno regionale che impiega fino a 58 minuti per coprire i 30 chilometri di distanza da Monfalcone. Alla faccia dell’alta Velocità e della retorica dell’efficienza sbandierata ai quattro venti dal numero uno delle Ferrovie, Mauro Moretti, uomo da 2 milioni e mezzo di euro all’anno (circa 7000 al giorno) pagati dai soliti noti, cioè noi. Ma nulla è casuale, nemmeno i ritardi e le inefficienze quando c’è da imporre una logica: indurre gli “utenti”  a pensare che l’unica strada sia quella della linea veloce o dell’alta capacità. L’alternativa è l’isolamento: oggi di Trieste, città di confine, ieri del Sud privato dei treni notte.

Ed è anche contro questa “logica” che si battono Oliviero, Carmine e Giuseppe, ex lavoratori treni notte, licenziati da Moretti assieme ad altri 800 colleghi: da due mesi vivono sulla Torre del binario 21 della stazione di Milano, lì hanno trascorso il natale e il capodanno, lontani dalle famiglie, senza lavoro, esposti al freddo. E senza un tetto sulla testa: proprio come le donne e gli uomini senza dimora cacciati dalla stazione di Trieste per rendere tutto più “presentabile”, più “pulito” in vista di domani 2 febbraio, giorno dell’arrivo in città dell’uomo da due milioni e mezzo di euro all’anno, il supermanager delle Ferrovie Mauro Moretti.

Nel frattempo, però, i senza fissa dimora dovranno arrangiarsi e sperare di non finire come Alexander Jonas: era l’autunno del 2007, fu trovato morto assiderato nell’area abbandonata del Silos, nei pressi della Stazione Centrale di Trieste.

M.M.

Altre info:

ROMA ALLARME FREDDO ecco il numero verde del Comune di Roma dove segnalare casi di necessità alloggio 800440022

MILANO ALLARME FREDDO: Aperto il mezzanino della Stazione Centrale per ospitalità senza fissa dimora

13 Risposte to “Arriva il supermanager Moretti, fuori i senzatetto dalla stazione – Foto”

  1. bluartbook febbraio 1, 2012 a 1:22 pm #

    Condivido l’articolo, complimenti.

  2. marifior febbraio 1, 2012 a 1:39 pm #

    Mi vengono i brividi ma non per il freddo!! Chissà Dante in quale girone avrebbe messo i supermanager e chi li strapaga perchè tirino dritti sui binari delle loro carriere!

  3. icittadiniprimaditutto febbraio 1, 2012 a 1:46 pm #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. Stella Rossa febbraio 1, 2012 a 1:47 pm #

    Caro MM, redattore dell’articolo. Perché non ospiti a casa tua i senzatetto? oppure voi ipocriti radical chic dei miei coglioni. Se conosceste Trieste, come le altre città del Nordest, sapreste che ci sono Caritas, CRI e alberghi comunali che offrono pasti caldi e alloggio ai senza tetto. Quale malformazione mentale vi fa preferire per loro la panchina della stazione? perché non ci andate voi?

    • violapost febbraio 1, 2012 a 1:53 pm #

      Ah quindi li cacciano per aiutarli, lo fanno per loro, ineccepibile. Ci segnali qui quali sono le strutture che ospitano, quanti posti letto mettono a disposizione e quanti di questi sono ancora liberi?

    • Stefania febbraio 1, 2012 a 1:54 pm #

      Caro/a stella rossa, piccolo essere mononeuronico (ergo, non generando sinapsi, non puoi ragionare), sei in grado di partorire un pensiero privo di ipocrita dietrologia? – consulta pure il dizionario, sono pronta a giurare che a questo punto almeno di almeno 3/4 dei vocaboli da me utilizzati non conosci il significato!
      La sola malformazione mentale è tua esclusiva, testa di cocomero che non sei altro: il commento del redattore è semplicemente volto a sottolineare quanto si stia diventando ipocriti, ma tu sei troppo preso dal tuo bell’orticello che potrebbe venir calpestato da un senzatetto da non averlo compreso. Chissà, forse quando tra qualche anno, rimasto senza lavoro e non potendoti permettere la casetta da cui posti, anche tu ripenserai a quanto sei stato fesso nel commentare superficialmente questo post. Magari mentre cerchi riparo ed un posto per sederti proprio nella stazione di Trieste, cocomero!

    • francesco calbi febbraio 1, 2012 a 2:34 pm #

      sei anonimo, non esisti

  5. nik febbraio 1, 2012 a 2:45 pm #

    Non sono propriamente d’accordo con il tono dell’articolo e mi pare che effettivamente si ricada in quel buonismo ipocrita che non porta acqua al mulino di nessuno, se non alla propria coscienza.
    La stazione non è un riposo per senza tetto. Non è dignitoso per nessuno (compresi i senza tetto) bivaccare in quel luogo. Le strutture ci sono e il personale, volontario e non, anche. Ve lo posso dire perché ho lavorato gratuitamente in uno di questi centri (lo dico anche per evitare i soliti qualunquisti che leggeranno nel mio commento razzismo, cinismo, insensibilità e quant’altro).
    Quella del manager è una scelta di comodo, fatta da chi non ha il coraggio di prendere decisioni forti e si nasconde dietro il burocratese e i mezzucci alternativi per raggiungere lo stesso risultato. Ma attenzione, complice di questa mancanza di coraggio e con le stesse responsabilità c’è anche questa gogna mediatica fatta da benpensanti della Domenica, che criticano l’operato criticabile di un uomo ergendosi a paladini. Ma non si soffermano volutamente, con poca professionalità giornalistica, sull’aspetto negativo di avere la stazione piena di persone che dormono sui sedili, spesso con gravi problemi di igiene. Problemi di igiene che mi vengono in mente quando vedo la mamma incinta con bimbo per mano che mette i giornali su un sedile, al fianco di un uomo che dorme con il cappotto e sacchi pieni di roba ai suoi piedi. Vedere solo un’aspetto è sinonimo di scarsa ampiezza mentale di vedute ed è comunque giustificabile. Vedere e presentare soltanto quell’aspetto è invece fortemente fazioso.

    • Julia febbraio 1, 2012 a 7:42 pm #

      La stazione non sarà un posto per senza tetto ma vorrei vedere te, con la bora a 140 km/h e – 3 °C (il che equivale a un windchill di – 17°C), a non poterti riparare nemmeno alla stazione. Stai sulla riva del mare, la morte arriverà nel giro di pochissimo. Tutti buoni dietro un monitor….

      • nik febbraio 1, 2012 a 11:12 pm #

        Come dicevo…
        Julia cerca subito di fare forte la sua tesi attaccando la mia. E come lo fa? dicendo “Tutti buoni dietro un monitor….”. E lei invece dove sta? in prima linea?

        Vedi Julia, il problema non è essere buoni o cattivi. E’ vedere la realtà per come è. Se i senza tetto venissero a bivaccare nell’androne di casa tua probabilmente i tuoi toni sarebbero più aspri. Ebbene la stazione e “casa nostra”. Casa di tutti. Un luogo fatto per i viaggiatori e non per i bivaccatori. Stiamo forse dicendo che NON sono persone disperate o in difficoltà? No. stiamo dicendo che il Comune ha predisposto delle strutture apposite per venire incontro alle loro giuste esigenze. Non bastano? è possibile. Allora è su quelle che bisogna puntare il dito. Il super manager si ritrova tra le mani un problema che non è suo. Ma di una comunità che gliel’ha sbolognato. cerca di risolverlo in maniere infantile e poco responsabile? Si, facciamogli una colpa per quello. Non facciamogliela perché vuole togliere i barboni dalla stazione, perché in un paese civile i barboni non stanno alla stazione! Questo è falso buonismo giustificatorio.

  6. Antonio febbraio 2, 2012 a 2:57 pm #

    …altrettanto riprovevole ritenere che, nell’attesa di rendere il nostro Paese “civile”, sia giusto rendere impossibile ripararsi dalla morte per ipotermia in una stazione…solo perchè altre strutture non sono in grado di accogliere delle persone sfortunate…
    …mi dispiace Nik ma per me Julia ha ragione…. <>…il comandante De Falco insegna….

  7. Antonio febbraio 2, 2012 a 3:53 pm #

    ..ovviamente manca una frase che avevo messo fra virgolette

    …mi dispiace Nik ma per me Julia ha ragione….”Tutti buoni dietro un monitor…”…o dietro una scrivania (aggiungo io)…il comandante De Falco insegna….

  8. marco febbraio 21, 2012 a 11:16 pm #

    mi vien da pensare che forse una parte dei senza tetto, lo sono anche grazie ad una “società” che tollera che il manager di un’azienda disastrata come le Ferrovie Italiane percepisca uno stipendio da capogiro…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: