Quant’è monotona la figlia della Fornero: ha più di un posto fisso

2 Feb

Quando si tratta di pontificare, questi “tecnici” del governo, non si tirano mai indietro: dispensano predicozzi a destra e a manca, lanciano affondi a reti unificate perché tanto loro non sono mica politici, stanno lì per “salvare” il Paese dalla crisi che i loro sponsor hanno creato. Sì ok ma da questi tecnici e dalla loro arroganza chi ci salva? Chi ci salva da quel tal Michel Martone, superaccomandato viceministro al welfare, amico di Brunetta, Dell’Utri e Previsti, ormai celebre per la sua indegna uscita sugli sfigati che in qualsiasi altro Paese avrebbe comportato immediate dimissioni. Chi ci salva da Monti che ieri a Matrix ci ha regalato un’altra preziosissima indicazione esistenziale: “Il lavoro fisso? Che monotonia” ha detto il senatore a vita.

E poi però, se vai a guardare bene, questi “tecnici” del governo al posto fisso ci tengono eccome. E mica solo per loro ma anche per i loro figli. Vedi per esempio Elsa Fornero, ministro del lavoro: sua figlia, Silvia Deaglio, di anni 37, è ricercatrice in genetica medica, professore associato alla facoltà di Medicina dell’Università di Torino, il medesimo ateneo in cui insegnano, ad Economia, i suoi illustri genitori, mamma Elsa e papà Mario Deaglio. Un conflitto di interessi grande come una casa. Ma non è finita: la figlia della Fornero è anche responsabile unità di ricerca, ruolo assegnatole dalla HuGeF, fondazione che ha come mission la ricerca di eccellenza e la formazione avanzata nel campo della genetica, genomica e proteomica umana.

La HuGeF è un’istituzione creata e finanziata dalla Compagnia di San Paolo, ente del quale la Fornero è stata vicepresidente dal 2008 al 2010 e per conto della quale è stata designata alla vicepresidenza della banca Intesa, carica lasciata solo dopo aver ricevuto la nomina ministeriale. Un altro conflitto di interessi grande come una casa.

Povera ragazza: chissà quanto si annoia.

106 Risposte to “Quant’è monotona la figlia della Fornero: ha più di un posto fisso”

  1. Francesco febbraio 2, 2012 a 2:28 pm #

    Ha 61 pubblicazioni indicizzate su Medline, magari se lo merita anche un posto da ricercatore (1300 euro al mese).

    • devilpress febbraio 2, 2012 a 2:34 pm #

      Sono d’accordo, prima di fare polemica informarsi please.

      • necroclerico febbraio 3, 2012 a 4:31 pm #

        si certo. si telefona a qualche amico di amico e vedrai che la pubblicazione esce. eccome se esce!

    • ErPanfi (@ErPanfi) febbraio 2, 2012 a 2:39 pm #

      Stavo per scriverlo io: non so quanto prenda un responsabile di un’equipe (e contando che è professore associato mi sa che lo stipendio è più alto di così) ma la ricerca in Italia è un calvario che si imbocca soprattutto per passione, e il curriculum di questa persona mi sembra di tutto rispetto.
      Posso capire che l’uscita di Monti abbia infervorato gli animi (anche se non l’ho trovata troppo offensiva, ma questo è un mio parere personale), ma meno fango a priori, per cortesia.

      • newwhitebear febbraio 5, 2012 a 2:55 pm #

        Di sicuro rimanere fisso in una azienda può essere monotono, esattamente come insegnare le stesse cose nella stessa scuola o università. Il reale problema è che i posti buoni, quelli che ognuno di noi cerca e sogna sono già assegnati e occupati dai soliti nomi.
        La stranezza, se la vogliamo chiamare così, è che a 30 anni dopo due o tre anni di tirocinio ad alto livello (compreso lo stipendio) ci sono figli illustri.
        E’ un caso oppure sono tutti geni?

      • giovanni febbraio 7, 2012 a 10:39 pm #

        ma meno fango a chi ? questa è gente che merita la merda in faccia altro che fango abbianoi almeno il buon senso di tacere.

    • Vanni febbraio 2, 2012 a 3:42 pm #

      61 pubblicazioni mi sembrano un po’ troppe per una persona sola a 32 anni.. essendo professore probabilmente avra’ utilizzato il trucco (ormai prassi nelle universita’ italiane) di mettere anche il proprio nome nelle attivita’ di ricerca dei laureandi. Ad esempio, con la pubblicazione della mia tesi (nella quale gia apparivano i nomi dei relatori prima del mio) dopo un paio di copia incolla hanno tirato fuori altre 2 pubblicazioni.

      • alessandra luciano febbraio 5, 2012 a 9:42 am #

        si credo anche io che 61 pubblicazioni a 32 anni siano davvero tante… Una monografia richiede seriamente almeno un anno di lavoro, gli articoli scientifici hanno valore rispetto alle ricerche compiute che a loro volta richiedono ognuna da sei mesi ad un anno. Considerando che con tutta probabilità si è addottorata a 27 anni scrivere 61 pubblicazioni significa che le ha redatte tutte in 6 anni, cioè con un ritmo di 10 ogni anno, quasi una al mese … Purtroppo il business delle pubblicazioni scientifiche gode anche della complicità di editrici universitarie, e basta pagare la pubblicazione ed avere la presentazione di un docente che garantisca la scientificità dell’opera per essere pubblicati. Nulla di male perchè di fatto il mercato editoriale in Italia per la ricerca scientifica è quasi nulla e se non paghi non puoi pubblicare, e se vuoi diffondere il tuo lavoro per porgerlo alla comunità scientifica devi stare al gioco… Ma la ricaduta si ha nel fatto che molti editori universitari pubblicano in funzione della partecipazione a concorsi … e chiedono solo e semplicemente denaro. Purtroppo è così … anche questo mondo ahimè!

    • GIULY febbraio 2, 2012 a 4:52 pm #

      SI COME LA GELMINI ORIGINARIA DI BRESCIA E LAUREATA A REGGIO CALABRIA NON VEDETE AL DI LA DI CIO’ CHE LORO VOGLIONO CHE VEDIATE SVEGLIATEVI……

    • Cristina febbraio 2, 2012 a 8:12 pm #

      ..beh..come tanti altri figli “illustri”..magari le ha scritte insieme a qualcun’altro..che invece non ha lo stesso “medagliere”..verosimile, che ne dite’?

      • Giuseppe febbraio 4, 2012 a 2:25 am #

        che è una puttanata all’italiana!!!!! e basta…

    • Flavia febbraio 2, 2012 a 8:41 pm #

      Purtroppo chi ha frequentato i dipartimenti delle università italiane sa benissimo come funzionano le pubblicazioni. Pertanto mi sento in obbligo di fornire alcune delucidazioni per quanti fossero a digiuno di nozioni in materia. I nomi dei raccomandati vengono inseriti automaticamente in tutti i lavori. Quindi senza aver fatto assolutamente niente si trovano una pubblicazione e così via. Nei centri i ricerca italiani non di rado capita che i lavori vengano sottoscritti da persone diplomate e i figli dei prof cominciano a frequentare i dipartimenti già dal primo anno di università (frequentazione solo fittizia naturalmente) di modo che alla fine del corso di studi si ritrovano con pari anni di esperienza (ribadisco fittizia) e con molte pubblicazioni per lavori dei quali non hanno neanche sentito parlare. Il fatto è che siamo sempre la solita italietta e questi pseudo scienziati “massoni” porteranno questo paese alla rovina. Basti riflettere sul livello della ricerca scientifica in Italia per rendersi conto del vero valore delle pubblicazione della figlia della Fornero. Mi sa che siamo passati da una lobbie all’altra e questa gentaglia che governa questo paese da sempre (e quando parlo di governo non mi riferisco solo al potere politico) alla fine raggiungerà il suo scopo.Dalla padella alla brace.

      • Franz febbraio 3, 2012 a 1:45 pm #

        Brava Flavia..ottimo punto della situazione ..Italietta guidata da Massoni, come massoni erano quelli che insieme a Vittorio Emanuele II, espressero il “plebiscito” e concordarono di FARE l’Italia. Abbiamo speso soldi per festeggiare i 150 anni di una “decisione massonica” di presa del potere da parte di questa lobby con la complicita’ dei SAVOIA.

    • rcavallaretto1 febbraio 3, 2012 a 11:00 am #

      L’uscita di Monti ha certamente infervorato gli animi, soprattutto di chi si trova in una situazione economica non facile, ma a mio modesto avviso il suo discorso andrebbe interpretato in maniera differente se qui in Italia ci fosse un mercato del lavoro attivo ed un commercio che va a gonfie vele. Lui ha detto che il posto di lavoro fisso è monotono: questa è la sua opinione, ma purtroppo, con questa sua uscita ha scatenato un putiferio (Giustamente) logico: la sua affermazione potrebbe anche essere giusta, e soprattutto un giovane può cambiare lavoro cercando di migliorare, ma tutto questo potrebbe essere attuabile se in Italia la situazione economico politica fosse differente. Riguardo alla figlia della Signora Gelmini, se ha un curriculum di tutto rispetto e nel suo lavoro è in gamba, non vedo per quale motivo si dovrebbe pensare che il suo lavoro è una monotonia.

    • Luis febbraio 3, 2012 a 1:59 pm #

      si, è vero, ma bisogna pur tener presente che sono le riviste scientifiche che decidono cosa è pubblicabile o meno, e se hai un cognome prestigioso di tuo, bhè…

    • salvatore febbraio 4, 2012 a 3:37 pm #

      Sei un povero ingenuo… con due genitori docenti presso lo stesso ateneo di quel calibro, ammanigliati a banche e politica, ti pare difficile collocare 100 pubblicazioni magari scritte con altri cinque sei autori?
      Ma via, qui siamo ad un nuovo caso Martone… raccomandato sin dalla culla… voglio vedere se il figlio di un operaio o di un semplice insegnante di scuola può avere neanche il millesimo di opportunità concesse a questi figli di papà e mamma che sono dei veri bamboccioni…

    • Francesco febbraio 8, 2012 a 11:09 pm #

      E’ un numero di pubblicazioni molto alto. Filtrando per le pubblicazioni a primo nome (quindi da autore principale e non da co-autore) ed escludendo le review (che non sono misura diretta dell attivita’ scientifica) rimangono 10 articoli. Di questi 9 sono con lo stesso ultimo nome (il capo laboratorio, il professore). Quindi la intera attivita’ scientifica e’ stata svolta sotto la guida dello stesso mentore. Da che capisco, lo stesso professore che la ha seguita dalla tesi in poi.

      Questa di solito e’ una situazione anomala, dal momento che piu’ spesso in una carriera scientifica viene richiesto di cambiare gruppo di lavoro dal dottorato al post-doc, e da un post-doc all’altro (negli istituti di punta italiani, ad esempio l’istituto europeo di oncologia e IFOM di Milano esistono addirittura delle regole interne che non permettono questo tipo di stasi). Una usanza a tutela del rischio di legare la carriera al rapporto personale piuttosto che alla produttivita’ scientifica. Fondamentalmente viene chiesto di dimostrare le capacita’, indipendentemente dal contesto.

      Nella carriera di professore inoltre, assieme alle pubblicazioni vengono valutati i grant ottenuti, ovvero i finanziamenti esterni portati all’universita’. E in questo contesto i rapporti della madre creano un chiaro conflitto di interesse che certamente merita la attenzione che sta ricevendo e andrebbe spiegato meglio dai diretti interessati, per allontanare ogni sospetto da un modo di operare che altrimenti peraltro costituirebbe reato.

      E’difficile contestare un curriculum costruito negli anni come questo. E per questo e’ difficile avere la trasparenza che tutti vorremmo ed e’ per questo che e’ difficile dividere i raccomandati dai non raccomandati.

      Io vi scrivo da Cambrige, Stati Uniti, il post-doc lo ho fatto in Inghilterra. L’animosita’ che leggo in queste righe, forse non sarebbe uguale nel contesto culturale anglosassone. Ma di certo, lei non avrebbe quella posizione, essendo il conflitto di interesse troppo evidente. Non e’ l’invidia per una posizione come la sua che mi fa parlare. Magari se lo merita. Ma deve dimostrarlo in un contesto diverso, non in quella universita’. Se e’ davvero brava, la prenderanno ovunque.

  2. alessandra febbraio 2, 2012 a 2:36 pm #

    se è professore associato non guadagna 1300 euro.. e di ricercatori con altrettante pubblicazioni ce se sono molti. fidati, all’università italiana la famiglia conta tantissimo. te lo dice una che ci lavora da più di 30 anni.

  3. Martina febbraio 2, 2012 a 2:38 pm #

    Questi sono i tipici post di chi critica a caso senza sapere di che parla.
    Tralasciando il fatto che il governo tecnico sta cercando di parare per quanto possibile i danni dei precedenti, che hanno mandato in merda l’italia (che vi aspettavate?? Che i professoroni neoeletti ministri tirassero fuori dalle loro tasche i soldi per riparare il debito pubblico? Imbecilli)
    Tolto questo, che prescinde dall’argomento dell’

    • Martina febbraio 2, 2012 a 2:44 pm #

      Non sono riuscita a finire. Tolto quello di cui sopra, conosco Silvia Deaglio di persona e di lei si può dire tutto tranne che sia raccomandata da qualcuno. Ha svariate pubblicazioni, è una ricercatrice ed un’insegnante estremamente valida e forse ogni tanto dovreste provare a pensare che alcune persone, se si trovano in alto è perché sono meritevoli di stare dove stanno.

      • Ars Longa febbraio 2, 2012 a 4:37 pm #

        Nessuno ha detto che sia raccomandata. Si nota che a 32 (o 37) anni è professore associato nella stessa università dei genitori, lavora in una struttura di cui la madre è stata vice presidente. Personalmente di gente valida con pubblicazioni e titoli ne conosco parecchia. Guarda caso sono quasi tutti a spasso o se ne sono andati all’estero. Silvia Deaglio se ne sta in Italia, vicino a mamma e papà. Non credo sia raccomandata credo che la cicogna ha deciso di portarla in una bella famiglia. Va meglio così?

      • Barbara febbraio 3, 2012 a 12:21 pm #

        E’ bello che ci siano dei meritevoli che fanno carriera.
        Quanti altri ne conosci, che NON siano parenti di qualcuno?

        E’ questo il vero problema, non il merito…

      • Fabrizio febbraio 3, 2012 a 2:01 pm #

        Già ma allora che necessità ha di 2 o tre cariche contemporaneamente? Una non è sufficiente? Così si libera un posto e l’ateneo puo assumere qualcun’altro.

        Naturalmente la crisi non è stata creata dagli sponsor di questi nuovi governanti “tecnici”…naturalmente loro sono i buoni samaritani

        Non è che martina sia l’alias di Silvia..in questo caso non ti faccio gli auguri perchè il posto di lavoro lo hai già; in caso mi sbaglio…auguri di cuore

      • Giuseppe febbraio 4, 2012 a 2:44 am #

        il problema è che se la tizia avesse avuto un cognome diverso, oggi non sarebbe al suo posto, sarebbe in piazza a scioperare con le compagne licenziande di qualche azienda decotta dal pestilenziale e stramaledetto euro, capito? la casta l’ha protetta fin dalla nascita, le ha permesso di vivere agiata, crescere e studiare agiatamente, ottenere meriti agiatamente e…devo continuare oppure i ciechi hanno aperto gli occhi? poi lo scandalo del titanico conflitto di interessi famigliare urla vendetta tremenda!!!!!! e per favore, piantatela con queste critichine soft da salottino all’ora dell’aperitivino!……questi come una piovra gigantesca, stanno impossessandosi con i loro lunghissimi tentacoli di ogni ben di dio nel paese, lasciandosi dietro una scia di morti suicidi, aziende chiuse, operai alla fame, pensionati offesi e privati della loro dignità, giovani senza più speranza di futuro, malati alla mercè del loro infausto destino in ambienti fatiscenti e malsani, scuole allo sbando, cittadini spremuti come spugne secche alla mercè dell’inquisizione fiscale, ladri e assassini liberi di compiere ogni sorta di delitto impunemente

      • salvatore febbraio 4, 2012 a 4:07 pm #

        Ma se è amica tua allora il tuo giudizio non è imparziale e non vale nulla… sappi che in Italia ci sono migliaia di studiosi con decine e decine di pubblicazioni… non è un grande merito… purtroppo il merito decisivo nell’università italiana è quello di avere i genitori professori, ci sono centinaia di casi e di scandali finiti nelle aule di tribunale… questo non vuol dire che la tua amica non sia capace… sicuramente è capace… il problema è capire se c’è qualcuno (forse si) che è più capace e merita i posti che lei occupa…

      • giovanni febbraio 7, 2012 a 10:53 pm #

        ma vivi in italia o in quale paese la Deaglio sarà anche non raccomandata ma qui si parla di figli di papà e di mammà e se quello che si legge risponde a vero c’è solo da vergognarsi (se ancora si sa cos’è la vergogna.
        Non sempre per fortuna ma quasi nel colloquio di lavoro non ti chiedono cosa sai fare (conosci qualcuno) questa come già ricordato in precedenza è la ns. italietta.

    • pandora febbraio 2, 2012 a 2:52 pm #

      Tesoro nessuno pretende tanto, ma che stiano zitti si.

      • Matt febbraio 2, 2012 a 8:29 pm #

        Applausi da Berlino!

    • GIULY febbraio 2, 2012 a 4:57 pm #

      DALLE LORO TASCHE NO MA NEANCHE DALLE TASCHE DEI SOLITI NOTI POI GUARDANDO TRASMISSIONI D’INFORMAZIONE MI PARE D’AVER CAPITO CHE CON L’EVASIONE FISCALE SI POTREBBE RIDURRE DRASTICAMENTE IL DEBITO PERO’ A PARTE UN PO’ DI SCENA VEDI CORTINA E MILANO IN REALTA NIENTE ALTRO PERO’ VA BENE CHE CI SIA GENTE CHE PENSA QUESTO POI ARRIVERA ANCHE LA VOSTRA ORA DOPO CAPIRETE!!!!!!

  4. Lena febbraio 2, 2012 a 2:47 pm #

    Ma sono l’unica a pensare che Monti non abbia detto una completa stupidaggine? A parte che voleva essere una provocazione, ma io mi trovo abbastanza d’accordo. L’unica replica pertinente mi sembra la considerazione che le banche non la pensano come lui quando devono concedere un mutuo o un prestito. Ciò detto, l’offerta di un posto fisso fa piacere a tutti, questo non significa però che cambiare sia negativo. Io trovo stimolante l’idea di cambiare lavoro, sperimentare cose nuove, muovermi. Parlando di giovani trovo deprimente che a vent’anni si possa desiderare un lavoro da tenersi per tutta la vita… io mi sentirei in gabbia, ma magari sbaglio, eh. Naturalmente devono essere date a noi giovani le possibilità di trovarli i lavori, innanzitutto, posti fissi o mobili che siano.
    E comunque anche la provocazione di Martone non mi è sembrata poi così assurda: se a ventotto anni stessi ancora cercando di prendere una laurea triennale non sarei così fiera di me stessa. Vorrei capire però perché ogni volta che qualcuno apre bocca in Italia c’è un sollevamento popolare. Questi “tecnici” al governo che stanno agendo in questo paese per la prima volta in vent’anni non li abbiamo votati noi… l’illustre predecessore di Mario Monti sì. Non dico altro.

    • andrea febbraio 2, 2012 a 3:21 pm #

      Mi trovo pienamente daccordo con te,anche a me piace l’idea di cambiare ogni tanto,pero’ sono anche dell’idea che non tutti la pensano come te e me.Ci sono persone,sopratutto con famiglia,che prediligono un lavoro fisso,magari monotono,ma che gli lasci il tempo per le loro cose.Credo che in un paese giusto ci dovrebbe essere spazio per tutti,per chi come noi ha voglia di cambiare e sperimentare ma anche per chi preferisce un posto senza cambiare(nel limite del possibile,ovvio).

    • soo febbraio 2, 2012 a 3:35 pm #

      ma avere il posto fisso non significa per forza fossilizzarsi in quel posto. per me significa avere una solida base di partenza che ti permette, quando vuoi cambiare, di avere in mano qualcosa che ti dà un peso nelle contrattazioni con i datori di lavoro. altrimenti la realtà dei fatti è che spesso ci si accontenta perché si ha bisogno di lavorare: ci si accontenta di uno stipendio basso, di una mansione di livello inferiore rispetto alla propria esperienza, di un lavoro qualunque (sempre che lo si trovi, visto che che c’è anche chi, finito un contratto, non ne ha subito un altro a disposizione). Se la flessibilità fosse reale e non una presa in giro che penalizza il lavoratore per far risparmiare le aziende, allora sarebbe un’ottima cosa. Al momento però mi sembra, come dicevo, una presa in giro.
      E bisognerebbe anche vedere quali sono i motivi per cui uno si laurea a 28 anni, perché se per esempio è uno studente lavoratore non ci trovo niente di negativo, anzi.

    • cochina febbraio 2, 2012 a 5:56 pm #

      non si tratta di posto fisso: le proteste ci sono perchè non c’è proprio lavoro; io alla mia veneranda età sono fuori da questi discorsi, ma conosco giovani che lavorano per mantenersi ( ci sono anche orfani di entrambi i genitori, purtroppo) e studiano per quanto gli è possibile perchè comunque una laurea la vogliono

    • ArtEC febbraio 2, 2012 a 7:43 pm #

      Sai anche che cosa? Se devi fare un contratto di affitto chiedono il posto fisso, non solo per il mutuo, oppure devi avere un garante. Ma uno a 40 anni non può chiedere a mamma e papà di fare da garante perchè Monti ha deciso che dobbiamo cambiare lavoro ogni tot mesi. Almeno questo è il mio pensiero.

    • Italo febbraio 3, 2012 a 6:29 pm #

      brava Lena sono d’accordo con te,mentre sentivo in TV la “famosa frase” non mi sono minimamente scandalizzato, ho fatto solo la stessa considerazione riguardo alle banche, per il resto non vedo cosa ci sia di cosi offensivo in ciò che Monti ha detto…credo stia diventando uno sport nazionale sparare a zero su tutti.

    • Beppe febbraio 3, 2012 a 8:45 pm #

      E’ stimolante cambiare lavoro, lo dico per esperienza, ma tutto questo non ha nulla a che vedere con l’articolo 18. Se una persona ama la mobilità lavorativa può sempre inviare un curriculum a una o più aziende, sostenere un colloquio, essere assunta ed iniziare una nuova collaborazione … Pensare che ridurre le tutele dei lavoratori possa promuovere lo sviluppo è una soluzione miope. Insistere sulla necessità della riduzione del costo del lavoro è la dimostrazione che in Italia la classe impreditoriale, degna complice del nostri politici corrotti, è incapace generare valore con soluzioni innovative se non comprimendo i costi della mano d’opera … domandiamoci se questa può essere la strada percorrbile, da un paese che si vanta di essere la 5 potenza industriale mondiale, nell’affrontare le sfide del terzo millennio.

    • Giuseppe febbraio 4, 2012 a 2:20 am #

      NON DICI ALTRO MA DICI POCO E MALE IN PARTE….I PRECEDENTI SUCCHIATORI DI SANGUE ITALIANO FURONO SI VOTATI, MA DA UNA PARTE DEGLI AVENTI DIRITTO AL VOTO, NEPPURE DALLA MAGGIORANZA MA DA UNA MINORANZA CHE GRAZIE AD UNA LEGGINA AD HOC DIEDE LA MAGGIORANZA ALLA MINORANZA ELETTA…..OGGI MONTI ( MA CHI SAREBBE STO MONTI? CHI LO HA ELETTO? NAPOLITANO? E STO NAPOLITANO CHI LO HA ELETTO? GLI ITALIANI? NON RISULTA….INFORMARSI…) TENTA IL GIOCO DELLE TRE CARTE IN EUROPA ( MA COSA SAREBBE ESATTAMENTE QUESTA ” EUROPA” ? UN CLUB PRIVEE DOVE COMANDA UNA CERTA…COME SI CHIAMA? MERKOSI MI SEMBRA, CHE CONTINUA A DIRE NEIN! NEIN! MA QUELLO NON ERA HITLER? HA CAMBIATO SESSO? tutti i discorsi sui ” giovani “, la laurea ecc…., te li lascio da parte perchè meriterebbero talmente tanto spazio…..basti dire che oggi pochissimi laureati fanno il lavoro di indirizzo di laurea, forse solo i figli ” d’arte”

    • Giuseppe febbraio 4, 2012 a 2:57 am #

      Lena, se non vuoidire altro ok, non dire altro…hai detto fin troppo…..se non ti avvedi del lato oscuro del potere della casta, allora o sei parte di essa o sei diversamente vedente…..la vita DEVE essere fatta di scelte, ma una scelta è tale solo a patto che sia a carattere VOLONTARIO, altrimenti diventa obbligo, imposizione, imperio, dittatura….la storia insegna….

  5. il Corsaro.info febbraio 2, 2012 a 2:51 pm #

    Il problema non è la monotonia del posto fisso, il problema è: chi ha il potere di romperla? Devo essere io a poter decidere quando e come fare la mie scelte, o la mia vita dev’essere determinata da qualcun altro?

    http://ilcorsaro.info/editoriali/234-caro-prof-monti,-mi-d%C3%A0-la-libert%C3%A0-di-rompere-la-monotonia-del-posto-fisso

  6. Giulia febbraio 2, 2012 a 3:06 pm #

    Sarà anche brava ma i conflitti di interesse restano…

    • Lucio febbraio 2, 2012 a 4:39 pm #

      E’ bello usare le parole perché suonano bene, fa figo, però bisognerebbe anche capire cosa vogliono dire.
      Il conflitto d’interessi è tutta un’altra cosa, niente a che vedere col fatto che genitori e figli lavorino nello stesso posto, addirittura “nello stesso ateneo”.
      La domanda dovrebbe essere: la ragazza ha i meriti per essere lì o è stata inserita su pressione dei genitori?
      Esiste certo la piaga del nepotismo, ma anche quella del qualunquismo non scherza.

  7. bruno bertuccelli febbraio 2, 2012 a 3:29 pm #

    È triste dover dare ragione a chi dice “sono tutti uguali“ però giorno dopo giorno ti accorgi che è così. tutti pensano a loro e ai propri familiari od amici e te rimani come un pirla sempre più deluso e amareggiato.

  8. alberto febbraio 2, 2012 a 3:39 pm #

    chi lavora IN UNIVERSITA’ sa che non sono le pubblicazioni che le hanno aperto la strada ma le raccomandazioni

  9. nicola febbraio 2, 2012 a 3:50 pm #

    ho controllato, di anni ne ha 37, e l’idoneità da associato l’ha presa a 34. in più dal verbale del concorso non risultano grosse porcherie: in quello di Martone per ordinario, per dire, si sono ritirati 6 candidati su 8 e 3 commissari hanno espresso riserve. direi che questo è un caso più dubbio, anche se certo, è difficile non pensare che la famiglia abbia contato qualcosa, e il problema di fondo è quello (nel senso che sì, sarà molto brava, eppure).

  10. Alex 62 febbraio 2, 2012 a 3:51 pm #

    Il posto fisso o il posto mobile non sono paradigmi su cui fondare tesi o antitesi, sono condizioni oggettive necessarie al mondo del lavoro quanto alle aspettative personali. Senza posti fissi si perde la qualità del lavoro, della specializzazione, della professionalità e quindi la qualità di ciò che vai ad offrire o produrre. Di contro, l’aspettativa individuale può anche realizzarsi nel periodico cambiamento, ma questo, a fini di risultati di qualità, può essere comprensibile in occupazioni di tipo terziario o di supporto, non può essere la regola perché ciò porterebbe ad una dequalificazione complessiva del mondo del lavoro di questo paese. Trovo molto dubbio (e anche immaturo) dire che cambiare spesso è stimolante perché alla fine in realtà non sai fare bene niente. Monti queste idiozie le dice perché deve sponsorizzare il suo progetto di dequalificazione del lavoro e delle vite, in quanto lui non serve il suo paese ma gli interessi sovranazionali che impoveriscono questo paese. Con sponsor Napolitano.

    • virginia febbraio 3, 2012 a 12:28 pm #

      Non ho trovato felice l’uscita di Monti. Sarà pure provocatoria, ma alimenta i “sospetti” di cui parla Alex62.
      L’opzione tra lavoro fisso e libera professione, come pure il cambiamento di sede e mansioni dovrebbero essere il risultato di una scelta personale, realisticamente individuata, tra le possibilità offerte dal mercato del lavoro.
      Oggi si parte invece dal curioso presupposto che in pratica nessuna mansione debba essere svolta dalla stessa persona – se non per tutta la vita, per un lungo lasso di tempo – anche se essa richiede in ogni caso una figura precisa.
      E’ d’obbligo non solo la flessibilità, ma soprattutto la precarietà; il primo termine tenta spesso di mascherare, nobilitandolo a suo modo, il secondo. Sono così divenuti precari tanti lavori che dovrebbero essere stabili, con danno degli addetti e sopratutto dei fruitori. Lo si nota in numerosi contesti, specialmente i servizi, che sarebbe troppo lungo dettagliare, e sembra che la pratica vada a vantaggio di intermediari e appaltatori, piuttosto che dell’economicità delle prestazioni.
      E’ evidente che “posto fisso” non deve essere sinonimo di “imbucamento” purché sia da parte di chi ambisce ad averlo, né di opportunistica e clientelare proliferazione di sinecure d’ogni genere, come purtroppo è avvenuto nei decenni passati.
      Il ridimensionamento della spesa pubblica dovrebbe avvenire attraverso una seria e puntuale razionalizzazione ( al netto di sprechi e ruberie!) dei vari settori: amministrativo, scolastico, sanitario e via elencando. E si avrebbero le idee più chiare sull’effettiva necessità “anche” di posti fissi.

    • Angelo M. febbraio 3, 2012 a 2:47 pm #

      Risposta la tua con carattere nettamente eversivo. In realtà non ti interessa tanto risolvere i problemi nel modo in cui oggettivamente è possibile. Hai in mente una rivoluzione davanti alla quale che importanza possono avere le “cazzate” di Monti o il modo di risolvere i conflitti di interesse. A dequalificare le vite in Italia ci hanno pensato per anni le corporazioni e le lobbies massoniche e non. Ti ricordo che un governo serio, quello di Prodi e Bersani, è stato affossato dagli opposti interessi corporativi dei Mastella e dei Ferrero. Non se ne può più di vedere il Paese lacerato da queste beghe infinite. Quindi per ora teniamoci Monti. Critichiamolo ma non sprechiamo questa occasione di rilancio in nome di fantasiose palingenesi pseudorivoluzionarie

      • rcavallaretto1 febbraio 3, 2012 a 3:51 pm #

        Bravo Angelo io la penso come te. A mio avviso non c’è bisogno di scendere in piazza con spada e forconi per far valere un diritto, e comunque, prima di Monti non stavamo certo meglio! Ora, Monti nel suo operato farà delgi errori, ma comunque ritengo che almeno con lui si può ragionare in modo concreto, senza ricorrere a mezzi estremi per far valere un diritto.

  11. Di febbraio 2, 2012 a 3:53 pm #

    Nessuno mette in dubbio che la figlia della Fornero sia brava nel suo lavoro ma insomma, almeno un sospetto concedetecelo alla vista di tutto quest’intreccio, se non altro perché notoriamente in Italia per fare carriera all’università spintine e spintucce contano eccome.

    Per quanto riguarda la dichiarazione di Monti, il problema IMHO è un altro. Io nemmeno lo voglio un posto fisso, anzi l’idea di poter cambiare lavoro e città mi stimola moltissimo. Però senza posto fisso in Italia non ti viene concesso nemmeno un qualsiasi prestito se uno si vuole comprare a rate… che ne so, una macchina per andare a lavorare e spostarsi, evitando la monotonia. Prima di fare queste dichiarazioni sarebbe forse opportuno riformare il sistema in modo che si adatti alla flessibilità lavorativa e non riduca i lavoratori a tempo determinato a mendicare dai genitori…

  12. roselouise1 febbraio 2, 2012 a 4:02 pm #

    Non importa se questa signora sia meritevole o meno delle cose che ha, quello che importa è che le abbia potute ottenere, qui, nello stesso paese in cui sua madre e il governo di cui fa parte stanno dicendo ad altri figli e ad altra gente che quel diritto loro, noi, i nostri figli, non lo abbiamo più.Strano che non si capisca questa semplicissima cosa ma si continui ancora e ancora a dire che “quelli di adesso sono meglio di chi c’era prima”.

  13. Anna febbraio 2, 2012 a 4:04 pm #

    sono daccordo che si deve aver la possibilità di cambiare, ma dopo esser stata cacciata per aver pestato i piedi ad una raccomandata amica del capo e famiglia, dopo un’anno sono ancora alla ricerca di un lavoro, dovrebbe essere un diritto, ma di chi? dei soliti noti? In questo paese non cambierà mai niente e quelli come me che non si piegano ci rimettono sempre!!! Ho 47 anni e ormai ho perso la speranza di trovare un lavoro. Si fa presto a parlare, ma appunto sono solo parole!!!

  14. Luca febbraio 2, 2012 a 4:20 pm #

    Il vero problema è che in questo momento, ossia col mercato del lavoro che c’è in Italia e con le attuali politiche di assunzione delle aziende, nel nostro paese “posto di lavoro mobile” equivale a precarietà. Le due cose non dovrebbero essere sinonimi.

    P.S.: non mi piace il titolo del post (almeno quello che si vede nell’indirizzo della pagina): “la figlia della Fornero ha più di un posto fisso grazie alla madre”. Che ne sapete voi che è grazie alla madre? ne potete essere sicuri al 100%? attenzione a non calunniare gente a caso solo perché fa comodo alla vostra tesi!

  15. alessandra febbraio 2, 2012 a 4:22 pm #

    L’idea di cambiare lavoro è senz’altro bellissima, ma solo se uno lo vuole fare, non certo perchè ti hanno sbattuto a casa e magari hai dei bambini piccoli e hai il mutuo da pagare. cerchiamo di non fare i belli di spirito con battutine, caro monti. la noia vedrai che non ce l’hai se devi trascinarti tra patronato e sindacato e ufficio disoccupazione, ma allora è meglio annoiarsi! sul fatto che diventare professore universitario essendo già figli “di” sia molto più agevole penso che non ci siano dubbi, e questa non è una opinione è un dato di fatto suffragato in tutte le università di italia da un esame dei cognomi.. poi per carità saranno anche bravi, e ci mancherebbe non lo fossero, ma gli viene anche molto più facile mostrarlo!

  16. revenaz febbraio 2, 2012 a 4:27 pm #

    Salve,
    vi segnalo che sul web è uscito un nuovo video satirico su Michel Martone.
    E’ esilarante!

  17. Antonio febbraio 2, 2012 a 4:37 pm #

    MA IO MI CHIEDO, INVECE DELLA PRECARIETA’ O DEL POSTO FISSO, PERCHE’ NON SI OFFRE AI LAVORATORI LA POSSIBILITA’ DI PARTECIPARE AGLI UTILI AZIENDALI ?
    COME DEI SOCI, IN MODO CHE SE L’AZIENDA VA MEGLIO CI GUADAGNANO TUTTI (E CONVIENE A TUTTI),
    MENTRE INVECE SE LE ENTRATE DELL’AZIENDA CALANO, CALANO ANCHE LE RETRIBUZIONI (DI TUTTI), (INSOMMA UNA RETRIBUZIONE ELASTICA)
    QUINDI L’AZIENDA RISCHIEREBBE DI MENO; MA IN QUESTO MODO SI EVITEREBBERO I LICENZAMENTI E SI INCENTIVEREBBERO PURE TUTTI I SOCI LAVORATORI AD AUMENTARE LA PRODUTTIVITA’,
    PERCHE’ “CONVERREBBE A TUTTI”

  18. cervelloinfuga febbraio 2, 2012 a 4:38 pm #

    Dopo una piccola ricerca sul sito Scopus, vorrei segnalare che la prof. Deaglio, figlia del ministro Fornero, ha un h-index di 28.
    Per i non addetti ai lavori, l’h-index e’ una misura dell’attivita’ e influenza di un ricercatore a livello mondiale.
    Non e’ una misura perfetta ma abbastanza accurata della ” bonta’ ” dell’attivita’ di ricerca.
    In soldoni viene contato il numero di citazioni delle pubblicazioni, 96 nel suo caso.

    28 e’ un indice decisamente elevato. A titolo di paragone, sua madre ha un h-index di 1, probabilmente dettato dal fatto che non pubblichi in inglese piu’ che da scarsa reputazione.

    96 pubblicazioni tra l’altro e’ un numero enorme, considerando che ha 32 anni (se, per es. ha 5 anni di carriera, vuol dire che fa 20 pubblicazioni l’anno!).

    Avere professori di questo calibro non puo’ che dare lustro all’universita’ italiana.
    Lo dico con una punta di amarezza siccome sono un ingegnere emigrato in Francia per mancanza di opportunita’ e debita considerazione in Italia.

    E’ sempre opportuno esercitare lo spirito critico (vi ringrazio della notizia che date e sono assolutamente convinto che se non ne avessimo la possibilita’ vivremmo in una dittatura) ma nonostante la tentazione di pensare a nepotismi e raccomandazioni, penso che gli italiani possano stare tranquilli che i soldi pubblici sono ben spesi assicurando lo stipendio alla prof. Deaglio.

    Vi ringrazio,
    Andrea

    • Cinzia febbraio 2, 2012 a 4:55 pm #

      Caro Andrea qui non si stava parlando se sono spesi bene o male, ma di altro. Me ne infischio della Deaglio e di tutti quelli che come lei si siedono comodi su una poltrona rinunciando all’entusiasmo del precariato. Parole di Monti, mica mie!

      • ilsantuzzari febbraio 2, 2012 a 5:54 pm #

        sono d’accordo, ma attenzione alle riceche su pudmed o web of science, perche’ a 32 anni, 60 o 90 pubblicazioni sembrano veramente un numero spropositato. ci sara’ o un caso i omonimia (e’ possibile e quindi viene inglobato tutto), oppure sono indicizzati (web of science) anche gli abstract/riassunti dei congressi. in questo modo, con una cosa di 10 righe salta fuori anche la publicazione. pero’ se veramente ha 60 publicazioni (cosa inumana, io sono ricecatore e so benissimo che scrivere 6 lavori scientifici all’anno o piu’ e’ perlomeno improbabile, quando fai la riceca se scrivi sempre?… pero’ non sono esperto in medicina, ma in altri settori scientifici), e se veramente ha un fattore h di 28, certamente ‘ meritevole di avere un posto da prof. associato (non guadagnano una fortuna ma piu’ di 1300 euro).
        la cosa del posto avuto dalla fondazione, invece e’ losca. con quel curriculum, non c’era bisogno di farsi dare il posto dalla fondazione con la mamma vicepresidente, avrebbe potuto riceverlo da qualsiasi altra fondazione/ente di finanziamento. In genere queste posizioni non sono retribuite. sono solo importanti per progresso di carriera

    • salvatore febbraio 7, 2012 a 3:19 pm #

      Fabbricare titoli nel settore scientifico, soprattutto se medico, è molto facile, come dimostra la disparità di index che consegue chi non pubblica in inglese: ciò vale a dire che ci potrebbe essere un Einstein italiano che non conosce l’inglese che non vale nulla mentre un pinco pallino che sa bene l’inglese che gli permette una indicizzazione superiore. Vi sono comunque due considerazioni preliminari a tutto: 1) la figlia di Fornero è docente presso la stessa univesità di mamma e papà (e questo farà sicuramente infuriare la Cancellieri); 2) nessuno può dimostrare le proprie qualità se non gli viene data l’opportunità: e l’accesso alle opportunità qualificate è deciso dal grado di parentela, non dal numero delle pubblicazione, nè da alcun index internazionale.
      Parlo con cognizione di causa, dopo aver vinto quattro ricorsi per un concorso di ricercatore già annullato due volte e ciò nonostante l’università prosegue a testa bassa a voler favorire la figlia di un noto barone che i titoli li aveva fabbricati grazie agli aiutini di papà (che insegna nella stessa disciplina). Sono ormai dieci anni che questa vicenda va avanti, e proseguirà ancora. L’università italiana è la peggiore forma di mafia che esiste al mondo e non è vero che non è violenta, uccide ma molto molto lentamente, prima uccide sul piano morale ma poi, se si resiste, si rischia anche sul piano fisico.

  19. Antonio febbraio 2, 2012 a 5:24 pm #

    Personalizzare questa discussione forse non è il modo migliore per farla. Ma quando si esprimono pensieri e si vogliono mettere in atto azioni che toccano le condizioni di vita e di lavoro di milioni di persone è giusto domandarsi da che pulpito viene la predica.Nel merito non penso che questo pulpito sia degno di fare prediche quindi almeno ci risparmiano di prenderci in giro.Infatti il sig. Monti nel decennio scorso fu sospeso da commissario europeo per nepotismo e altre motivazioni altrettanti gravi.Fu rimesso in seguito al suo posto da Prodi. Inoltre è da diversi decenni che stanno praticando flessibilità sul lavoro in entrata ed in uscita spiegandoci che solo così ci saranno più posti di lavoro. Il risultato lo abbiamo davanti ai nostri occhi la disoccupazione è aumentata come mai era successo. A questo punto il buon senso vorrebbe che si cambiasse registro. Ma così non è anzi si rilancia su questa linea pretendendo tra l’altro che persone oltre i 50 anni cambino lavoro visto che si va in pensione a 67anni. Insomma siamo nelle mani a dir poco di venditori di tappeti.

  20. domenicodigiacomo febbraio 2, 2012 a 6:25 pm #

    per chi fosse interessato all’argomento … http://domenicodigiacomo.wordpress.com/2012/02/02/ambire-alla-monotonia-del-posto-fisso/

  21. Alberto Corbino febbraio 2, 2012 a 6:59 pm #

    ma perchè prorpio nell’Università dei genitori? e poi.. già professore associato a 32 anni, in Italia ???? e qualcuno ha anche il coraggio di parlare di merito? ma perchè, secondo vioi, non vi erano altri validissimi studenti italiani e stranieri che avrebbero potuto avere quel posto?

  22. DevastaTORO febbraio 2, 2012 a 7:17 pm #

    Studio Economia a Torino. Di certo il caso “Figlia di Fornero”, è il meno peggio di altri casi presenti all’Università di Torino. Pur non essendo informato sugli alberi genealogici dei Professori, ad occhio e croce, solo nella Facoltà di Economia, mi tornano in mente 2 almeno 2 casi lampanti: une triangolazione Padre-Madre-Figlio e un binomio Padre-Figlia che grida allo scandalo. Ancora prima di farsi la domanda “Ma come è possibile che un elemento così sia un professore?” si conosce già la risposta. E’ indecente, ma è così, non c’è nessun criterio di merito. Il caso della figlia della Fornero mi sembra meno eclatante di altri, padre e madre insegnano Economia, lei fa parte della facoltà di medicina. Poi padre e madre mi sembrano alquanto seri… certo sono tutti bravi a predicare, poi al momento della verità, quando c’è da fare un favore al figlio o al nipote, si fa sempre un’eccezione.Stessa cosa vale per gli scontrini fiscali, sono tutti d’accordo, si devono fare, però poi quando ci viene detto facciamo 100 al posto di 115 (e non facciamo lo scontrino) tutti ci ripensano su e nessuno si oppone. DevastaTORO ovviamente si oppone.

    Un’ingiustizia ci colpisce, solo quando non ne percepiamo alcun vantaggio.

    Fate un salto su http://www.devastatoro.wordpress.com

  23. Marcovaldo febbraio 2, 2012 a 7:30 pm #

    Credo che questo governo sial il migliore dalla proclamazionre della Repubblica nel ’45. Scevro dai clientelismi e dai condizionamenti della corrotta classe politica italiana sta facendo cose che tutti i governi precedenti avrebbero dovuto fare mai che nessuno ha mai fatto.ma l di là di questo credo che sia fondamentalmente una compagine di persone serie e la Fornero la più seria di tutti.
    Al di là di qualche isolato conflitto d’interesse e qualche stupidaggine detta (vedi Martone) io un governo così lo lascerei in carica per altri 10 anni. O forse voi pensate che dalle elezioni del 2013 uscirà uno migliore…?

    • salvo febbraio 4, 2012 a 5:34 pm #

      ma apri gli occhi,ed informati bene prima di esprimere castronate gigantesche.

  24. Matt febbraio 2, 2012 a 7:44 pm #

    Che bello grazie ai blog e a internat vengono smascherati subito!
    Grazie del post

  25. Flavia febbraio 2, 2012 a 9:00 pm #

    Monti è solo un massone, la tipica persona che carica gli altri di pesi che lui non toccherebbe neanche con un dito, è proprio il caso di dire che “ci pisciano in testa e dicono che piove”. La verità è che nulla è cambiato. Il loro obiettivo è quello lasciarci senza certezze per poi costringerci ad accettare di buon grado, anche, soluzioni davvero sfavorevoli, in pratica creano il problema e forniscono la soluzione. Mario Monti non è un salvatore della patria, chiamato a rimediare al disastro creato dai precedenti governi, ma è un protagonista assoluto del disastro. Monti nel 2010 è divenuto presidente europeo della Commissione Trilaterale, membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg, tra il 2005 e il 2011 è stato international advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del Goldman Sachs Global Market Institute. Monti è il problema, spero che questi impostori vengano smascherati ed allontanati dalla vita politica della stato e comunque sia fatta la volontà di Dio.

    • godot febbraio 2, 2012 a 11:42 pm #

      umh … dio … non saprei … quinto potere spiega meglio un po’ di cose …

      .

  26. pietro scatturin febbraio 2, 2012 a 9:35 pm #

    Il fatto che la dott. ssa Deaglio sia una ricercatrice capace o meno significa che un sistema concorsuale di nome ma basato sulla cooptazione di fatto costituisce una garanzia di equità per i cittadini di questa nazione o no ? Io penso di no, ma ovviamente mi interessano anche le opinioni diverse.

  27. MyAudioTv febbraio 3, 2012 a 12:48 am #

    Non fraintendetemi, vi prego! Intanto complimenti per l’articolo. Ma ci rendiamo conto che siamo tutti, quà con le nostre tastiere e con i nostri iphone, su facebook a lamentarci e basta? Ci rendiamo conto che nessuno fa realmente niente e che restiamo solamente qui a subire i loro scempi che si susseguono?
    Siamo sicuri che noi siamo solo capaci di restare a guardare? A me personalmente inizia ad irritare seriamente la situazione attuale…

  28. TADS febbraio 3, 2012 a 9:54 am #

    La famiglia Deaglio/Fornero di conflitti di interessi ne ha più di uno, non dimentichiamoci che il Signor Mario, marito della ministra, è stato presidente di transizione della Montedison, Opa Fiat-Edf, tale famiglia è da tempo immemore componente di rilievo dell’entourage degli Agnelli e posteri. Da qui si spiega l’avversione della Fornero verso l’articolo 18, l’abolizione del medesimo è molto agognato da Marchionne & C.

    TADS

  29. easychictraveller febbraio 3, 2012 a 12:12 pm #

    Reblogged this on easychictraveller.

  30. cuorepensante febbraio 3, 2012 a 3:42 pm #

    Che la figlia della Elsa Fornero (già lei figlia di docenti universitari) sia già incanalata in una “brillante carriera” nelle Università italiane, non mi genera meraviglia. Chi conosce bene i curricula della stragrande maggioranza dei docenti universitari, sa come tanti “pseudo scienziati” sono arrivati ad occupare quei posti. Quello che invece mi genera una fastidiosa reazione di sdegno è accettare che persone “colluse da tempo col potere” tentano di riciclarsi come “puri e disinteressati” salvatori del Paese.
    La Fornero ha già generato una riforma delle pensioni che ha rovinato la vita a tanti onesti lavoratori che da 40 anni pagano i contributi previdenziali e alle soglie del tanto atteso traguardo si vedono “rigettati” in uno stato di confusione ed insicurezza circa il loro futuro. La Fornero dovrebbe capire (o qualcuno glielo dovrebbe spiegare) che fare delle riforme così importanti che condizionano l’esistenza di tante persone, non è come fare una lezione all’Università o scrivere un articolo scientifico. E la finisca con questo “decisionismo di parte” che provoca solo danni. I soldi per risanare le casse dello Stato lo sanno bene dove devono andare a cercarli. Basta con gli inganni.

  31. Paolo 'Neupaul' Palmacci febbraio 3, 2012 a 4:26 pm #

    Dai creatori della mitica iTaglia (clicca qui per scaricarla!) una nuova esclusiva App per iPhone! Posto Mobile: la nuova App per iPhone!
    http://inpastoalsilvio.wordpress.com/2012/02/02/posto-mobile-la-nuova-app-per-iphone/

  32. stefano re febbraio 3, 2012 a 9:57 pm #

    Certo che tutto ciò stride con i pianti di facciata, ma se se lo fosse meritato? La figlia, dico!

  33. lodiandreandrea febbraio 4, 2012 a 10:25 am #

    Che dire. Non c’è da supirsi. Occorre però fare una precisa e netta distinzione tra la Fornero, tecnico, competente, membro di un governo tecnico chiamato a mettere un po’ le cose a posto, e la Fornero docente universitario. Non si può prescindere dal fatto che la Fornero proviene da quel mondo lì, il mondo accademico italiano, che è una lobby potentissima amministrata da poche persone con privilegi enormi e che di certo non si comportano meglio della lobby rappresentata dalla classe politica, all’intero dei propri mondi. Per ora accontentiamoci di questi tecnici che possano lavorare bene ed aiutare l’Italia ad uscire da una situazione drammatica, e non diamo troppo peso a “boutade” dette all’interno di trasmissioni televisive. Anche se descritti come persone dotate di super poteri, in realtà sono persone normali che hanno il sacrosanto diritto di dire qualche sciocchezza. D’altronde prima avevamo un Presidente del Consiglio che in quanto a stupidaggini … pertanto …

  34. Taglia febbraio 4, 2012 a 10:58 am #

    Ho letto tra i commentatori: se ha un curriculum di tutto rispetto è giusto che stia lì.

    Credo che la questione sia diversa. Ammesso e non concesso (a 32 anni già professore associato alla facoltà di medicina?) che sia una ricercatrice preparata, credo che gli autori del post sollevino, giustamente, un’altra questione. Quella del conflitto di interesse, del come quella ricercatrice abbia ottenuto il posto. Curricula di tutto rispetto ce ne sono molti, questi altri e molti hanno avuto le stesse possibilità della figlia della Fornero al momento del concorso?
    Perché la cosa curiosa non è il fatto che lei sia ricercatrice, ma che lo sia nell’ateneo in cui anche padre e madre insegnano. Poi, per carità, immagino sia tutto regolare, non abbiamo elementi per pensare il contrario, certo però che caste e castine, strizzatine d’occhio, varie ed eventuali, sono una costante che temo farà ancora parte, e per molto, della storia del nostro Paese.

  35. opusdei febbraio 4, 2012 a 2:53 pm #

    Sapete cosa vi dico ? io ho le scatole piene,e sapete perché ? ogni giorno, dico ogni giorno i bisogni primari aumentano ma se ne parla solo e nessuno alza un dito.Lavoro in autostrade da 23 anni e vi dico ché da quando questa azienda “la migliore azienda italiana ché produce solo soldi é stata regalata da PRODI alla famiglia BENETTON e non continuo perché potrei scrivere un libro

  36. Antonio Vinotti febbraio 4, 2012 a 3:26 pm #

    La figlioa della Fornero sta rubando due posti di lavoro, ecco perche ci sono disoccupati in Italia.

  37. dica febbraio 4, 2012 a 5:55 pm #

    Il “posto fisso” o comunque il percorso professionalmente appagante sono garantiti dalla rete di relazioni della famiglia di appartenenza. E certo che sono presenti anche i figli meritevoli, ma quanti meritevoli, magari anche maggiormente meritevoli, restano emarginati perché figli senza utili relazioni? Le relazioni sono tali che consentono d’altronde anche ai figli inetti di occupare posti di prestigio e “sicuri”, pure molteplici. Per questo diciamo casta, corporazioni……Nelle corporazioni sono quindi sicuramente presenti anche i bravissimi e appassionati, ma questo non giustifica né alleggerisce la gravità della discriminazione sociale. In questo contesto è intollerabile la “spocchia” con cui sono dati consigli (inutili)ai discriminati. Per questi infatti la flessibilità non significa passare da un incarico ad un altro in una logica di affermazione e accrescimento della propria professionalità : a chi non piacerebbe questa flessibilità all’insegna della crescita e delle ….. sfide sempre nuove e più impegnative? Ma questo è il generale contesto riservato proprio ai figli della classe dirigente. Per gli altri la flessibilità è invece precarietà , insicurezza di vita, progressiva dequalificazione e perdita di competenze . Per lavorare – anche se grandemente meritevoli- si è costretti da accettare qualsiasi lavoro ed il cambiamento coincide molto spesso con la perdita dell’eventuale professionalità acquisita. Inoltre, passata una certa età sei espulso dal mercato del lavoro. Allora, di cosa stiamo parlando, da quale pulpito ci provengono queste perle di saggezza?

  38. margotcroce febbraio 4, 2012 a 11:58 pm #

    si spera, come dice Martina. che sta Silvia non sia raccomandata..almeno quello, ma la contraddizione di fondo di questi personaggi resta,

  39. pibond febbraio 5, 2012 a 10:27 am #

    L’articolo 18 e, più in generale, lo Statuto dei lavoratori, ha completamente distorto il concetto di lavoro incapsulandolo nella sua sola forma di dipendente. Così avviene che l’occupazione non sia tutelata nelle altre sue forme, l’autonoma, l’imprenditoriale e addirittura vietata se esercitata volontariamente secondo forme non regolamentate dalla legge. Tutto ciò cadrebbe, se l’occupazione tornasse libera e non più soggetta a vincoli, attuando la separazione degli aspetti remunerativi, previdenziali e d’assistenza che dovrebbero crescere in efficienza per restare il grande ombrello che ripara indistintamente tutti i cittadini dalla paura di perdere i mezzi di sostentamento propri e della famiglia. Cadrebbe anche il conflitto tra impresa e lavoro: la cosa appare evidente nel costatare l’inutilità degli scioperi e la dannosità che questi causano al paese.
    Il cambiamento sarà doloroso, ma non possiamo più offrire una stampella al posto fisso, e non possiamo più ammettere la consociazione delle imprese con i sindacati per ottenere sovvenzioni usando in modo improprio la cassa integrazione.
    Prego raddrizzare le idee: tutelare la persona, non un posto o una sedia coperta solito raccomandato.

  40. bollitomesto febbraio 5, 2012 a 10:32 am #

    Reblogged this on Bollito Mesto.

  41. Sille Apa Delmonte febbraio 5, 2012 a 3:57 pm #

    questo è quello che pensiamo noi di questa ‘monotonia del posto fisso’.. un saluto a tutti http://effettoundici.com/2012/02/05/monotonia-portami-via/

  42. bollitomesto febbraio 5, 2012 a 4:19 pm #

    Io non so quale miracolo possa fare il governo Monti per fare ripartire l’Italia. Il problema è che da più di un decennio abbiamo subito una deindustrializzazione continua e non perché le aziende siano fallite ma semplicemente hanno chiuso qui per andare aprire altrove.
    Poi per ogni azienda tenete presente tutto l’indotto che gira intorno.
    Due semplici esempi tra i mille possibili.
    1) La Bialetti delle famose caffettiere. Ha chiuso l’anno scorso nel nord del Piemonte per aprire nell’est Europa.
    2) La OMSA delle calze, esempio recente, chiude per andare ad aprire in Serbia.

    Monti continua a parlare, tra le altre cose, che per fare ripartire la crescita bisogna rilanciare le infrastrutture. Ma siamo già pieni di strade, autostrade, rotonde, ferrovie, ponti, viadotti. Sarebbe già un buon risultato mantenerle in efficienza.
    L’unica infrastruttura da completare e quella della Rete. Come si fa a parlare di cloud computing con le connessioni che abbiamo sul nostro territorio?

  43. Luciana febbraio 5, 2012 a 4:29 pm #

    Secondo me l’affermazione sulla “monotonia del posto fisso” non avrebbe provocato reazioni particolari se ci trovassimo in un paese in cui nel momento in cui ti annoi puoi permetterti di cambiare e riesci anche facilmente a trovare qualcosa (non e’ il caso dell’Italia) oppure nel caso in cui sei benestante e puoi decidere di cambiare quando e come ti pare, sicuramente ci sono lavori monotoni che se uno potesse li cambierebbe volentieri.
    Per chi non ha alle spalle famiglie benestanti e vorrebbe costruire un futuro, avere una casa e dei figli, e il lavoro sicuro e’ una necessita’, non si puo’ dar da mangiare ai figli con la precarieta’ a meno che non introducano uno stipendio garantito in caso di licenziamento.
    Penso che la sicurezza del posto fisso andrebbe tolta soprattutto ai politici che ci hanno portato sin qui con una situazione disastrosa. Hanno smantellato tutto quello che funzionava lasciandoci un paese che scala solo le graduatorie della corruzione.
    Per esempio, nevica da una vita ed ogni volta e’ emergenza. Si pensa di fare grandi tunnel e non ci si cura della manutenzione della rete ferroviaria, le ferrovie cadono a pezzi giorno dopo giorno, non sono in grado di garantire un servizio.

  44. Federica Minardi febbraio 6, 2012 a 3:11 pm #

    non prendete tutto alla lettera!!!…..è ovvio che il posto fisso è desiderio di ognuno di noi….
    ma oggi è importante e fondamentale la flessibilità e la forte adattabilità ai contesti più diversi….occorre dinamicità e disponibilità al cambiamento…..e soprattutto un orientamento professionale e di carriera ben strutturato e consapevole….
    io sono in accordo con quanto detto….tutto deve essere visto come una possibilità al cambiamento per imparare e apprendere cose nuove……
    anche nella stessa azienda dopo anni diventa monotono compiere le stesse attività…..ecco perchè occorrono cambiamenti in orrizzontale e in verticale….
    il problema è che questa crisi fatica nel consentire passaggi e promozioni in entrambi i sensi….

    federicaminardi@wordpress.com

    • andrea febbraio 6, 2012 a 5:14 pm #

      io sarei in accordo con quello che dici,se questo fosse un paese dove regna la meritocrazia,cosa inesistente sia nel pubblico quanto nel privato!

      • Luciana febbraio 6, 2012 a 9:41 pm #

        anch’io penso che sia un paese in cui la meritocrazia non esiste – o appartieni al clan o sei fuori, flessibile, adattabile e precario a vita

      • andrea febbraio 7, 2012 a 12:21 pm #

        guarda,io lavoro per una grande azienda italiana,presente in mezzo mondo,eppure vedo certe schifezze che solo negli uffici pubblici esistono,la cosa che mi fa incazzare e’ che poi devo sentire la marcegaglia e gli altri industriali che si lamentano prche’ vogliono piu’ flessibilita’,nel senso che vorrebbero che io lavorassi anche per i loro amici nullafacenti assunti per raccomandazioni,come no!

      • Luciana febbraio 7, 2012 a 3:20 pm #

        Quando sento affermare che l’articolo 18 e’ un’ostacolo agli investimenti mi chiedo di quali investimenti parlano, io se fossi un grande investitore onesto vorrei investire in un paese con un sistema giudiziario che funziona, vorrei che non ci fosse corruzione, vorrei che il sistema Italia funzionasse.
        La flessibilita’ puo’ essere uno strumento, uno dei tanti, da usare in caso di necessita’, ma non puo’ essere la regola.
        La regola dev’essere un lavoro ben retribuito, garantito, vicino a casa (visto che in Italia i mezzi di trasporto non funzionano e costano troppo e visto che i servizi sociali li eroga la famiglia).
        Tutto l’impegno del governo, secondo me, per attirare investitori deve essere rivolto alla lotta alla mafia, alla corruzione, alla schiavitu’, agli sprechi (quelli veri) e al superamento del sistema “casta”.

  45. Luciana febbraio 6, 2012 a 9:59 pm #

    La mia impressione e’ che tutto questo precariato e questa flessibilita’ sia funzionale solamente ai profitti e nel sistema pubblico allo smantellamento di tucco cio’ che funziona al fine di dire poi che privato e’ meglio.
    Ho anche l’impressione che di lavoro ce ne sia ma soprattutto in nero.
    Altro che flessibili, secondo me e’ meglio imparare a fare le cose bene e a non saltare da un posto all’altro come grilli, non si puo’ pensare di tagliare la manutenzione e poi spendere dieci volte tanto per riparare i danni provocati dai tagli alle manutenzioni.
    Non si puo’ nel 2012 avere persone isolate senza acqua, corrente, persone abbandonate a se stesse e allo stesso tempo spendere centinaia di migliaia di euro in stipendi ai funzionari. Quale la loro formazione? Come hanno fatto a ridurre l’Italia in questo stato. Ogni volta e’ un’emergenza, sempre disorganizzati.
    A quando un po’ di serieta’?

    • andrea febbraio 7, 2012 a 12:24 pm #

      come il caso bertolaso insegna,le emergenze sono il modo migliore per fregarte denaro pubblico senza il minimo controllo!

  46. gilan129 febbraio 7, 2012 a 3:19 pm #

    Reblogged this on gilan129.

  47. Maria Cristina Affinati febbraio 7, 2012 a 10:32 pm #

    Non ho mai visto ne’ sentito niente di più vergognoso…..intanto si sono parati il culo loro e quello dei figli e degli altri se ne infischiano.Ridate voce agli elettori e’ Ora di finirla con questi tecnici del cavolo

  48. Francesco febbraio 8, 2012 a 2:20 pm #

    Ho 37 anni anch’io, ho anch’io oltre 100 pubblicazioni (tutta farina del mio sacco), una laurea con lode, un dottorato, e da otto anni sono a contratto pressoché gratuito presso un’università italiana, e per campare servo la sera ai tavoli in un ristorante. Il cognome conta, ridicoli quelli che credono diversamente.

    • Jessica febbraio 8, 2012 a 4:11 pm #

      Dopo tutti questi commenti, un’esperienza di vita reale mi riporta con i piedi per terra. Grazie Francesco!

  49. massimo frezza febbraio 9, 2012 a 2:23 pm #

    Hai scritto Previsti. Immagino tu intendessi Previti. ;-)

  50. fabrizio rgalletti febbraio 10, 2012 a 1:14 pm #

    RIDICOLO MICHELE SERRA CHE SU REPUBBLICA DIFENDE LA FIGLIA DELLA FORNERO…………A MICHE’ CI SONO GLI OPERAI DA DIFENDERE!!!! E GLI SFRUTTATI!! TUTTI GIOVANI……A MICHE’ SEMBRI D’ALEMAAAAAAAA

  51. Aldo febbraio 12, 2012 a 3:05 pm #

    I politici dicono e fanno tutto il contrario di quello che ci vogliono far credere.
    Dicono anche che sono onesti.
    Peccato che è finito il programma delle barzellette.
    Questi ultimi poi sono tutti amici di pinocchio.
    Aldo

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