“Sei incinta? Ti licenzio”, la clausola shock nei contratti Rai – Foto

20 Feb

Non ci sono parole per commentare la segnalazione che stamattina ci arriva da Valeria Calicchio, responsabile del collettivo dei giornalisti precari “Errori di Stampa”. La denuncia ha per protagonista la Rai, già nota per il ricorso indiscriminato ai contratti-truffa attraverso cui i giornalisti precari, che sono la metà di quelli che lavorano nell’azienda radiotelevisiva, vengono inquadrati come “consulenti”, “presentatori-registi” o “programmisti-registi”. Insomma, tutto tranne che ciò che sono, ossia giornalisti. Tutto questo per  abbattere le tutele e le retribuzioni, per pagare i redattori con partita iva o a puntata. Come nel più squallido dei call center della periferia italiana.

Ma quello che è ancora più agghiacciante è la cosiddetta “clausola di gravidanza” imposta alle lavoratrici precarie all’atto della firma del contratto. Se una donna rimane incinta la Rai potrà valutare l’incidenza della gravidanza sulla produttività  della lavoratrice e, se questa ne risultasse compromessa, si riserva sostanzialmente di risolvere il contratto senza alcun indennizzo a favore della lavoratrice. In un’azienda che vive dei soldi dei contribuenti e che paga centinaia di migliaia di euro per un’esibizione di pochi minuti al vip di turno tutto questo è scandaloso e inaccettabile.

“Noi riteniamo – scrive Errori di Stampa- che quella clausola sia retrograda e illegale. È un ostacolo formale e vergognoso al raggiungimento di condizioni di reale eguaglianza fra lavoratori (precari) e lavoratrici (precarie): una palese violazione dell’articolo 3 della Costituzione.”

MassimoMalerba

Ecco, al punto 10, la clausola di gravidanza:

30 Risposte to ““Sei incinta? Ti licenzio”, la clausola shock nei contratti Rai – Foto”

  1. cordialdo febbraio 20, 2012 a 12:38 pm #

    I contratti del genere piacciono a Walter Veltroni il quale è a favore della cancellazione della tutela dei lavoratori attraverso il puntuale rispetto dell’art.18. Povero Veltroni lui non sa cosa voglia dire LAVORARE, non lo ha mai fatto in vita sua ed è forse per questo che ha causato alla sinistra i guasti più gravi e le castronerie più eclatanti all’ex PCI.
    Speravamo di essercene liberati ed avevamo gioito quando aveva solennemente e pubblicamente promesso di andarsene in Africa. Ma ancora una volta, non ha mantenuto la promessa di andarsene fuori dai co…oni!

    • Francesco febbraio 20, 2012 a 1:19 pm #

      Che cosa centra Veltroni?
      Si sta parlando di contratti RAI dove il controllo fino 100 giorni fa era del pdl, credo lei sia uscito “leggermente” fuori strada…

    • nuccia febbraio 20, 2012 a 3:22 pm #

      concordo con chi ha commentato. trovo stupido continuare a fare di ogni erba un fascio. l’articolo 18 tutela soltanto una minoranza assoluta di lavoratoi,e li tutela ad oltranza e non tutela e non ha mai tutelato la massa smepre maggiore di collaboratori partite iva programmisti registi come si dice qui, finti veri e ricattati e ricattabili, alla faccia e nella indifferenza decennale e molto colpevole dei sindacati tutti e die populisti con loro

  2. Stefano febbraio 20, 2012 a 12:48 pm #

    Se questo è illegale (ma purtroppo penso di no), bisogna agire per vie legali.
    Se invece è “soltanto” immorale, bisogna rifiutare i prodotti RAI.
    In ogni caso, non è tollerabile uno che si lamenta senza proporre uno straccio di alternativa, e, in generale, uno che rifiuta sistematicamente tutte le alternative proposte.
    Occorre scegliere l’azione da perseguire MATERIALMENTE, altrimenti restano parole mentre gli altri ci “agiscono”.

    • Luigi Vetri febbraio 20, 2012 a 1:26 pm #

      scusa! ma se uno paga un canone e..non può usufruirne??
      io una proposta c’è l’hò :. rifiutarsi categoricamente di pagare questo ingiusto canone ,che puzza di PIZZO!!!

  3. Emanuele febbraio 20, 2012 a 12:48 pm #

    Non è applicabile una simile clausola! In nessun luogo di lavoro.
    La Legge n. 1204 del 30 dicembre 1971 e nel successivo DPR del 25 novembre 1976 con la successiva legge n. 53 dell’8 marzo 2000 viene sancito il DIVIETO di licenziare la donna lavoratrice dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno d’età del bambino. Viene inoltre stabilito che è obbligatoria l’astensione dal lavoro, retribuita al 100%, nei due mesi precedenti (o nel solo mese precedente) la data presunta del parto e nei tre mesi successivi (o nei quattro mesi successivi, se l’astensione prima del parto è stata di un solo mese).

    • Miranda Melchiori febbraio 20, 2012 a 1:03 pm #

      Non saprei, ma mi sa che si applica solo ai contratti a tempo indeterminato…

      • Francesca Gatti febbraio 20, 2012 a 1:53 pm #

        sì. Si applica solo ai contratti a tempo determinato. Da anni hanno minato i diritti dei lavoratori senza che nessuno si ribellasse ai contrattiSCHIAVISTI nati dopo la legge Biagi che non era però ultimata. Il precariato cui sono stati ridotti i nostri giovani , quando non alla disoccupazione , sono un disegno che si sta esplicitando con questo governo non votato che vede l’abbattimento degli ultimi baluardi a difesa dei lavoratori. Oggi Monti ha dichiarato che la riforma del lavoro si farà ugualmente. Se non esiste più una concertazione tra le parti sociali, se i precari nn trovano voce nei sindacati, il rpovesso verso una proletarizzazione dell’intero paese sarà ineluttabile. Fate girare questa notizia il più possibile……. Gli italiani sono incollati allo schermo della tv e non riescono più a pensare.

    • henry febbraio 20, 2012 a 3:27 pm #

      purtroppo questa legge si applicasolo al lavoro dipendente o parasubordinato e penso che questo contratto non riguardi questo tipo di lavoro,ma sia di libera professione.
      Devo anche correggerti, non è il 100% ma l’ 80% l’indennità di maternità obbligatoria.

  4. chiara febbraio 20, 2012 a 12:57 pm #

    ma il canone che ora rappresentano come tassa obbligatoria, a che serve?
    I programmi fanno schifo, Sanremo , sarà che l’ha visto tutta l’Italia, tra farfalle e seni in primo piano, mi pare una manifestazione penosa e costosa. Che altro? c’è poco da seguire, anzi, pochissimo da dire. Molto invece ci sarebbe da fare, per quanto riguarda il trattamento riservato ai lavoratori e LAVORATRICI del settore.
    Sarà che le lavoratrici hanno un difetto: -le OVAIE ! Signori, per maggiori garanzie al punto 10 del contratto, vi consiglio di richiedere tra i documenti il certificato di rimozione del suddetto difetto.

  5. Aldo Cento febbraio 20, 2012 a 1:11 pm #

    ormai si vede di tutto col sistema che abbiamo ereditato dal governo precedente! e che ancora detta!!!anche se molti ancora nn lo hanno capito!!forma di dittatura silente!!!!x che’ la gente viene distratta volontariamente x nn farli capire!!quando poi ci si accorge del bavaglio e’ troppo tardi!!!si chiama schiavismo bianco!!!

  6. Alessia Chianese febbraio 20, 2012 a 1:15 pm #

    e mica lo fanno solo alla RAI. Tutti i contratti di collaborazione sono così.

    • Desiderio Casuale febbraio 20, 2012 a 1:59 pm #

      Non è questione di governo precedente, presente o futuro.
      Tutti i contratti di collaborazione son così.
      Ha ragione Alessia.
      Sei malato? Perdi giorni di paga. O anche il lavoro se non riesci a portare il tuo lavoro a termine. Infatti, anche in quella clausola c’è chiaramente indicato che, nel momento in cui la dipendente non porta il suo lavoro, può esserci il licenziamento. Se continua a lavorare non lo perde.
      Ma questo avviene perché, per abbassare i costi del lavoro si usano questi contratti duri.
      E Perché abbassare i costi del lavoro? Perché tutti quelli che invece sono tutelati, lo sono anche troppo! Con costi mostruosi e gente che ne approfitta.
      E così le risorse negli anni sono state divorate per chi è venuto dopo. Non serve che faccia esempi. Tutti sappiamo a cosa ci si riferisce.
      Al tempo stesso, tutti si indignano, ma quanti lavoratori “privilegiati” han il coraggio di rinunciare a qualche bonus per far sì che tutti possano avere una minima tutela?

      Io sto ancora aspettando di vedere una persona rinunciare alle sue belle pantofoline calde per i nuovi lavoratori.

      • paoloi febbraio 20, 2012 a 2:48 pm #

        si certo….per tutelare i non tutelati bisogna levare le tutele ai tutelati. intelliggentissima questa analisi, così poi non è tutelato più nessuno. applausi!!!!
        invece di seguire le indicazioni di confindustria, si potrebbe anche pensare al contrario, magari…… oppure pensare, prima di pornunciarsi su un argomento…. la legge biagi ha fatto in modo, così come applicata, di far sentire privilegiati i lavoratori….. e i costi dei dipendenti indeterminati si sono molto abbassati, perchè gli stipendi sono fermi da anni….. cerchiamo di essere furbi, invece di farci guerra tra più o meno sfigati, facciamo fronte comune e riprendiamoci il diritto ad una vita più sensata: redistribuzione del reddito, minimo vitale per tutti, alla casa e ai servizi, A SPESE DI CHI I SOLDI LI HA E SE LI TIENE STRETTI.

  7. Valentina febbraio 20, 2012 a 2:44 pm #

    Mi sembra un’americanata, se non altro nella traduzione delle parole. Nessun bambino di due anni italiano dice “di più” mentre quasi tutti dicono “ancoa”!…

  8. Giuseppe Bottazzi febbraio 20, 2012 a 2:56 pm #

    Ma scusate, amici viola, siete nati ieri? Queste angherie le operaie degli opifici le subiscono da anni. Non avete mai sentito dire che all’atto dell’assunzione gli fanno firmare le dimissioni in bianco da utilizzare quando rimangono in cinta? forse alle giornaliste, essendo lavoratrici privilegiate rispetto alle comuni e semplici operaie non era mai successo, ma è una pratica vecchia. Forse la novità può stare nel fatto che col governino Monti le scelleratezze vengono estese passandole sotto il nome di riforme moderne essendo roba da 1800.

  9. emilia febbraio 20, 2012 a 3:20 pm #

    Si ha ragione Giuseppe. Qui almeno l’Azienda RAI si “assume” le responsabilità di questa scelta molto discutibile, nelle fabbriche la lettera in bianco da firmare al momento dell’assunzione era in voga già negli anni 80.

  10. danilo bartolucci febbraio 20, 2012 a 3:56 pm #

    anche io l’anno scorso ho subito un licenziamento dalla roma multiservizi verde pubblico appaltato dal comune di roma;
    è un anno ed otto mesi che sono a casa, e mi sento demotivato nel cercare un altro lavoro avendo 38 anni signori è una cosa scandalosa che licenzino anche gente in dolce attesa, ma dico assurdo comunicazioone il 22 mattina ci sarà la manifestazione pacifica in piazza montecitorio siate numerosi e riprendiamoci tutto cio che è nostro

  11. francozz febbraio 20, 2012 a 4:13 pm #

    Signori io sono un dipendente della pubblica amministrazione (docente precario), vorrei che tutti i miei allievi avessero un lavoro,e tutti quelli che gia’ ce l’hanno avessero mille garanzie. Ma chi decide ormai ci confronta con i diritti dei cinesi,degli indiani,dei turchi ecc. Ai politici risulta piu’semplice e conveniente allineare i nostri diritti ai loro che non esportare i nostri diritti in cina e in india. X me si chiama “schiavitu'”,x berlusconi “libero mercato”, x vendola e bersani “globalizzazione”.

  12. JoeTurner febbraio 20, 2012 a 4:18 pm #

    bravi ringraziate Romano Prodi e Tiziano Treu che nel 96 con il famoso pacchetto Treu hanno rotto gli argini e hanno distrutto diritti conquistati per decenni.
    Ancora non avete capito che la vera politica neoliberista, le privatizzazioni (svendita del patrimonio pubblico), le riforme del lavoro, la perdita di sovranità monetaria (euro) sono la diabolica opera del cosiddetto centrosinistra.
    Se i vostri eroi si chiamano Amato, Ciampi, Prodi, Veltroni, Napolitano e Monti state messi malissimo.

  13. DrMario febbraio 20, 2012 a 4:53 pm #

    Non è solo per la gravidanza,ma anche malattia, infortunio, causa di forza maggiore! Si badi bene che nn voglio sminuire la vergognosità della cosa, anzi aumentarla perché anche se nn sono un avvocato mi sembra di capire che è un contratto che nn fornisce alcun tipo di garanzia..

  14. icittadiniprimaditutto febbraio 20, 2012 a 5:38 pm #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  15. cremonademocratica febbraio 21, 2012 a 7:28 am #

    Mia moglie, quando è stata assunta come infermiera da una casa di riposo lombarda 13 anni fa, era incinta al terzo mese. Durante il colloquio non le hanno chiesto né detto nulla in proposito, ma si sapeva che le donne incinte o non sposate ma giovani, difficilmente venivano assunte. Quando qualcuno ha detto all’amministrazione che mia moglie era in dolce attesa, sapete che è successo? Che il consiglio d’amministrazione della casa di riposo ha stracciato la delibera, l’ha cancellata dal protocollo, come non fosse mai esistita, e ne ha fatta una nuova. E’ una storia come tante. Dopo la gravidanza, conclusasi felicemente, mia moglie ha continuato a lavorare come infermiera, ma in un’altra casa di riposo. Aveva già un figlio, è stata assunta a tempo determinato. Una storia ordinaria e vergognosa, come tante storie di discriminazione.

    • Giulia febbraio 21, 2012 a 12:06 pm #

      Scusa, non voglo essere polemica, tanto più visto che sono una mamma anch’io. Ma se tu fossi un imprenditore e avessi un’azienda tua assumeresti una ragazza incinta sapendo che dopo qualche mese ti lascerà per forza di cose? soprattutto quando fa un lavoro percui già al terzo mese se ne può stare a casa perché il suo è un mestiere considerato (giustamente) a rischio?
      Credo che quello che poni non sia il punto chiave della questione. Il punto è che per noi donne viene fatta una discriminazione di fatto perché siamo sempre noi a starcene a casa per la maternità. Se ci fosse DI FATTO la parità e la condivisione dei compiti di cura tra mamme e papà, smetterebbero anche queste insopportabili distinguo tra lavoratrice donna e lavoratrice uomo.

      • cremonademocratica febbraio 21, 2012 a 12:35 pm #

        Era una casa di riposo pubblica, non privata. Hanno stracciato una delibera e l’hanno rifatta per non dover assumere un’infermiera residente in paese, che quindi sarebbe rimasta a lungo. La conoscevano bene. Sarebbe rimasta a casa qualche mese. Andavano in rovina? Non credo. Oggi invece alcune case di riposo cercano di cambiare il contratto di lavoro ai dipendenti senza neanche avvisarli in tempo per pagarli di meno (dal contratto sanità o enti locali al contratto Uneba).

      • JoeTurner febbraio 21, 2012 a 1:03 pm #

        GIUSTO mettiamo incinta gli uomini e stic***i della natura!!!!
        GIUSTO togliamo le tutele a tutti perchè l’unica ragione ce l’ha il dio denaro, il signor profitto, il santo imprenditore!!!

  16. Lucia febbraio 22, 2012 a 6:06 pm #

    è vergognoso… ma in tutto questo, i sindacalisti dove sono? Cosa fanno?

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