L’articolo 18 non si tocca, venerdì 30 marzo il “Sì 18-Day” – Importante, diffondere

21 Mar

La prossima settimana, il governo porterà in Parlamento le modifiche che daranno il colpo di grazia ai diritti dei lavoratori a partire dalla demolizione dell’articolo 18. Noi crediamo che i diritti di chi lavora siano sacri e che questa crisi si debba affrontare eliminando la precarietà, mettendo fine alle finte partite iva e ai finti contratti autonomi, incentivando gli investimenti e la ricerca, combattendo l’enorme evasione fiscale e la corruzione che sta piegando il Paese. L’abolizione dell’articolo 18 invece è solo un regalo alla Bce e all’Europa della finanza e delle lobby.

Per questo abbiamo deciso di supportare tutte le iniziative di contrasto a questa scelta irresponsabile del governo. Lo faremo nelle piazze reali ma anche nel web. Per questo lanciamo per venerdì 30 marzo un blogging day che abbiamo chiamato Sì18Day. Durante il Sì18Day ogni blogger posterà il banner dell’iniziativa sul proprio blog, ogni account twitter dovrà scriverà un pensiero con l’hashtag #si18day, ogni utente Facebook dovrà postare un pensiero con il link alla pagina dell’iniziativa e ogni videomaker dovrà postare una sua raccomandazione video sull’articolo 18. Vi invitiamo a diffondere.

Per aderire all’iniziativa col vostro blog scrivete a: postviola@gmail.com

Prime adesioni dai blog:

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28 Risposte to “L’articolo 18 non si tocca, venerdì 30 marzo il “Sì 18-Day” – Importante, diffondere”

  1. Ulisse Scintu marzo 21, 2012 a 5:14 pm #

    STATO DI DIRITTO – ABOLIRE L’ART. 18 LEGGE 300/70 – EQUIVALE A DISTRUGGERE LA LEGALITA’ NEL MONDO DEL LAVORO!

    Di Ulisse Scintu ( Lavoratore da 43 anni) Sindacalista CO. BAS.

    STATO DI DIRITTO.
    La moderna concezione dello Stato è quella che vuole lo Stato garante della supremazia del diritto delle libertà dell’uomo e per questo detto Stato di diritto. Nello Stato di Diritto ogni singolo cittadino è uguale di fronte allo Stato ed ha gli stessi diritti, senza privilegi. Attraverso le leggi lo Stato democratico istituisce norme che tendono ad equilibrare eventuali posizioni di privilegio o di disagio al fine di ristabilire l’eguaglianza dei cittadini a fronte di eventuali squilibri. Le norme inoltre sono necessarie per regolare la convivenza in modo da renderla pacifica, rispettando le libertà dei singoli.

    L’ART. 18 LEGGE 300/70, è un indispensabile strumento contro i licenziamenti illegittimi !

    Evidenzio in premessa che, l’art. 18 della legge 300/1970, è uno strumento legale che serve a porre un freno all’illegalità sanzionatoria di cui, molto spesso, imprenditori senza scrupoli fanno uso ed abuso.

    Infatti, il licenziamento, cioè il recesso a iniziative del datore di lavoro, deve essere sempre giustificato: deve cioè sussistere un giustificati motivo o una giusta causa di licenziamento.

    Se il licenziamento è ingiustificato (cioè non fondato su una giusta causa o un giustificato motivo) si avranno diverse conseguenze a seconda delle dimensioni occupazionali (più o meno di 15 dipendenti).

    L’ART. 18 quindi, è una forma di tutela e per i lavoratori, e contestualmente un valido deterrente, contro abusi sanzionatori, finalizzati ad estromissioni illegittime dall’azienda, di lavoratori “scomodi”.

    Purtroppo, analizzando quanto accaduto nel mondo del lavoro nell’ultimo ventennio, emerge che la classe politica e i sindacati CISL e UIL, stanno contribuendo in maniera preponderante al raggiungimento che la classe padronale si è prefissato, ossia: il progressivo smantellamento del patto sociale, di cui l’art. 18 della legge 300/70 può essere definito l’architrave delle tutele e dei diritti basilari dei lavoratori.

    Evidenzio che, nell’ambito della strategia di “annientamento” dei diritti fondamentali dei lavoratori, il D. lgs 61/2002 (approvato dal governo Berlusconi), sulla DEPENALIZZAZIONE DEL FALSO IN BILANCIO, assume un carattere preponderante in tale strategia.

    Infatti, da oltre un anno, sia con il precedente governo Berlusconi che con l’attuale governo Monti, in una sorta di patto scellerato, la classe padronale congiuntamente a parlamentari e politicanti (di destra e purtroppo di centro sinistra), nonché con l’avvallo di pseudo sindacalisti a livello Nazionale, stanno spingendo per facilitare normative sui i LICENZIAMENTI FACILI e l’ ‘ABOLIZIONE DELL’ART. DELL’ART. 18 ( o quanto meno della sua trasformazione in peggio) !!

    LAVORATORI OCCHIO!! Il falso in bilancio depenalizzato, potrebbe incoraggiare ed incentivare molte aziende a falsificare i propri bilanci alfine di risultare FRAUDOLENTEMENTE IN CRISI ……e ……. LICENZIARI I LAVORATORI !!

    CIO’ STA GIA AVVENENDO DA SVARIATI ANNI!! Infatti, in molte aziende i lavoratori si trovano coinvolti nelle procedure di mobilità della legge 223/91, spesso attivate in maniera illecita, e si vedono costretti se non ricattati (prendere o lasciare!), a sottostare ad esasperanti e consolidate strategie, che le Aziende (non solo italiane) attuano alfine di “snellire gli organici” attraverso massicci processi di riorganizzazione aziendale, non escludendo ipotesi di ESTERNALIZZAZIONE FRAUDOLENTA!

    Pertanto, si sollecitano i lavoratori coinvolti a lottare per il mantenimento del posto di lavoro,vigilando e non escludendo la possibilità di impugnazione della procedura CIGS (in deroga o meno) previste dalle vigenti leggi, onde scongiurare casi fraudolenti ed elusivi delle leggi; tendenti molto spesso alla precarizzazione dei lavoratori, mediante successivi trasferimenti di rami d’azienda, esternalizzazioni, appalti, soppressione illecita di reparti e quant’altro.

    Concludendo, l’ART.18 …non può e non deve essere abolito!!!
    Anche per evitare, che in un futuro prossimo, si corra il rischio di vedersi ” legalizzare ” norme improprie e pretestuose, basate sulla competizione selvaggia e schiavistica dei lavoratori!

    L’ART. 18 – LG 300/70, ..QUINDI, ……. NON SOLO NON DEVE ESSERE ABOLITO, MA VA ESTESO A TUTTI I LAVORATORI! Poiché trattasi di un valido strumento necessario a contrastare l’abuso e l’illegalità che si manifesta nei luoghi di lavoro, risultando per quello che realmente è, ossia: un concreto parametro di misura della legalità che deve vigere in un paese civile e democratico.!!

    Ulisse Scintu

    • Pitocco marzo 22, 2012 a 1:19 am #

      Prova a chiedere alla FIOM alla CGIL alla CISL e agli altri sindacati se accetteranno di mettere in regola i loro impiegati, ma stai pur certo che la maggioranza di loro avranno al massimo un numero di imiegati inferiore a 15 e un alto numero di persone a “progetto” con partita IVA o meglio ancora in nero. Visto, e riscontrato di persona.

    • eldieswriter marzo 22, 2012 a 12:01 pm #

      Dalle mie parti, in Veneto, sono le stesse rappresentanze sindacali ad insegnare ai lavoratori, soprattutto stranieri, a come gabbare lo stato con finti contratti a tempo. Conosco una signora romena che fa le pulizie per tre ditte diverse, con tre distinti contratti, ma i sindacati le hanno detto di tenere la bocca chiusa e di non chiedere detrazioni altrimenti la scoprono. Bell’esempio. Altre volte hanno esposto manifesti con la scritta “fiero di essere clandestino”. Altro bel vanto. Ciò che dice questa gente sull’articolo 18 è totalmente ipocrita. Perché non trattano anche con i rappresentanti delle piccole e medie imprese, vero motore dell’Italia? Ne uscirebbe un quadro totalmente diverso in cui i sindacati non contano assolutamente nulla.

  2. marte2030 marzo 21, 2012 a 5:21 pm #

    Seisachtheia Italia

    UN MILIONE DI FIRME PER L’ “EUROPA DELLA SOLIDARIETÀ”.

    L’articolo 8 del Trattato di Lisbona entrerà ufficialmente in vigore il 1/4/2012. Da quella data, i cittadini europei potranno presentare istanze con almeno un (1) milione di firme per la votazione di Leggi nell’Unione Europea.

    SCOPO DELLE FIRME:

    OPPOSIZIONE all’immiserimento economico ed all’assoggettamento nazionale e personale. Solidarietà nazionale. Ciò costituisce un enorme dovere e responsabilità.

    SI CHIEDE:

    LA CANCELLAZIONE del gravoso Debito. Quando i Paesi si trovano in «stato di necessità» (tracollo del sistema sanitario, di istruzione, salari e pensioni), il pagamento del gravoso debito viene accantonato. A quel punto hanno la precedenza le necessità di sopravvivenza e di dignità delle persone.

    Per aderire alla petizione, chi lo riterrà giusto:

    http://www.1millionsignatures.eu/?a=it

    Aderite in molti, la raccolta firme è già partita ed è aperta per tutti i cittadini della Comunità Europea.

    Grazie del Vostro tempo.

    • Pitocco marzo 22, 2012 a 1:02 am #

      Come mai nessuno ha proposto l’annullamento del Trattao di Lisbona???

  3. carlo marzo 21, 2012 a 6:00 pm #

    sono sempre i piu’ deboli a pagare le ingiustizie di tutta questa societa’ corrotta

  4. cordialdo marzo 21, 2012 a 8:38 pm #

    Assolutamente!!!

  5. maria grazia marzo 21, 2012 a 8:57 pm #

    Vogliono annientare l’umanità e renderla schiava come forse non lo è mai stata. I fronti su cui stanno lavorando per distruggere l’individuo come tale sono tanti. Si parla di vaccini criminali, di microchip, di scie chimiche, di ogm, di impoverimento continuo ed inesorabile, e non poteva mancare il lavoro. Un lavoro incerto, instabile e non duraturo quale arma migliore per annientare la tua volontà, la tua anima, te?

    • marifior marzo 22, 2012 a 7:54 am #

      Schiava lo è stata sempre ma sapeva a differenza di quella contemporanea, illusa dal cosiddetto “potere di acquisto” e dalla propaganda, di esserlo!E non c’è peggior ignorante di chi non sa di esserlo! Sono già più di dieci anni che economisti, storici, filosofi che mettono in guardia sulla sorte dell’economia capitalistica basata sulla sola finanza e sulla avanzata della globalizzazione. Ma la cultura presupposto per la corretta lettura dell’informazione si sa, “non si mangia” e non serve a niente!! E così si tira avanti con gli occhi bendati dietro agli imbonitori di turno perchè sembra più comodo fino al giorno in cui il velo cade da solo…

  6. Pitocco marzo 22, 2012 a 1:17 am #

    Io ho dei grossi dubbi sull’articolo 18. Nel senso che mi pare più una battaglia politica che a favore del lavoratore. Quante aziende usufruiscono dell’articolo 18 e quanto no? Nessuno ce lo dice, ma perché???
    Quante aziende ormai alla canna del gas esistono in Italia? Io credo almeno un 30% e da quello che vedo non penso di sbagliare più di tanto. Allora che facciamo? Ovvero che cosa vogliono fare quei lavoratori in aziende che presto o tardi (si spera tardi, ovviamente) chiuderanno per l’impossibilità di poter lavorare in Italia?
    Andranno licenziati per finita attività, senza magari prendere un becco di un quattrino.
    Sai che soddisfazione?

    E poi toglietemi una curiosità, ma perché mai la fiom e gli altri sindacati insistono tanto sull’art. 18 e MAI, dico MAI sulla revisione dei codici societari??? Basterebbe riformare questi per mettere alla pari datore di lavoro e operai/impiegati. Basterebbe mettere a punto qualche piccolo articolo del codice societario e in un battibaleno avremmo una montagna di aziende che lavorerebbero tutte senza fare nero e tutte in regola…e come mai nessun sindacato si permette di mettere in discussione i codici societari?
    Questo rimane un mistero

    La risposta è chiara come il sole, perché anche i sindacati si servono delle mille scappatoie che questi codici permettono, facendo lavorare in nero molti impiegati, a cottimo, a contratto, a ore e senza una benché minima assistenza. Oltre al fatto che NON hanno l’obbligo della presentazione della denuncia dei redditi frodando per ben due volte il fisco, i lavoratori e l’intera italia. Mica stupidi, eh??

    Quando impareremo a guardare negli occhi questi mascalzoni, forse capiremo come gli girano in tasca i denari, ma nel frattempo ci imbambolano con la tiritera dell’art. 18 buttando fumo negli occhi e facendo leva su luoghi comuni come sfruttamento, lavoro in nero ed altre menate che gli stessi sindacati nelle loro sedi fanno, altro che palle.

    Bisogna svegliarsi e non dare un centesimo, già li prendono per legge…vedete un po’ voi.

    • Ulisse Scintu marzo 25, 2012 a 11:00 pm #

      LA REVISIONE DELL’ART. 18 E’ POLITICAMENTE SCORRETTO E INCOSTITUZIONALE.

      di Ulisse Scintu

      Credo risulterà chiaro che l’oggetto del contendere nella situazione a cui faccio riferimento in questa riflessione, sia il comportamento del ministro Fornero nell’ambito del confronto con i rappresentanti delle parti sociali, che dovrebbe essere sempre leale e rispettoso del principio di correttezza e buona fede previsti dal nostro codice civile.

      Specialmente quando viene messo in discussione l”ART. 18 DELLO STATUTO DEI LAVORATORI, ossia: un BALUARDO LEGALE CONTRO L’ABUSO DEL LICENZIAMENTI INGIUSTIFICATI, che rappresentano un simbolo e misurano il grado della civiltà e legalità di una Nazione.

      Con riferimento alle informazioni divulgate in relazione alla prossima riforma del mercato del lavoro, la prima evidenza risultante da un’analisi obiettiva sul confronto tra il ministro Formero – governo Monti – e i rappresentanti delle parti sociali – sindacati confederali CGIL,CISL e UIL, è quella che sottolinea un fatto, a mio avviso imprescindibile, e cioè che: qualsiasi spinta o esigenza di chiarezza sulla questione esposta, necessita, ai fini del giudizio, una minima dose di onesta mentale e rispetto dell’etica.

      Sennonché, sarebbe opportuno, da parte di chi trae le dovute conclusioni, rimanere scevro dagli eventuali condizionamenti di bottega.

      Gli organi di informazione riportano oggi che il Governo Monti, per far digerire la pillola delle modifiche peggiorative a tutele esistenti per il lavoratori, avrebbe prospettato l’esistenza di due interventi nell’opposta direzione:

      1. l’estensione alle imprese sotto i 16 dipendenti dell’istituto della reintegra in ipotesi di licenziamento discriminatorio;

      2. la previsione secondo cui i contratti a tempo determinato non potranno essere reiterati per più di 36 mesi, convertendosi, oltre tale limite temporale, in contratti a tempo indeterminato.

      EBBENE … ENTRAMBE LE AFFERMAZIONI SONO FALSE IN QUANTO TALI DISPOSIZIONI GIA’ ESISTONO NEL NOSTRO ORDINAMENTO!

      La prima, infatti, è contenuta nell’art. 3 della legge 108/90, che testualmente dispone: “Il licenziamento determinato da ragioni discriminatorie (…) è nullo indipendentemente dalla motivazione addotta e comporta, quale che sia il numero dei dipendenti occupati dal datore di lavoro, le conseguenze previste dall’art. 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300”.

      La seconda è disciplinata dall’art. 5 comma 4 bis del Dlgs. 368/01, il quale recita: “qualora per effetto di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto di lavoro tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto ed un altro, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato” .

      A prescindere dalle valutazioni che ciascuno vorrà dare dei nuovi provvedimenti che il Governo Monti si accinge ad adottare, è veramente è sconcertante il livello di disinformazione (se c’è buona fede) o di spregiudicatezza (se c’è mala fede) di chi vuol fare apparire a milioni di cittadini come concessioni alle organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori quelle che sono tutele già acquisite da anni dalla legge.

      L’articolo 18 lG 300/70, non riguarda le possibilità di licenziare, ma le conseguenze del licenziamento illegittimo, in quanto stabilisce che nelle imprese con più di 15 dipendenti esso deve dar luogo alla reintegrazione e non a un semplice indennizzo, come avviene per le piccole aziende.

      Questa norma è stata introdotta dallo Statuto dei Lavoratori perché si è constatato che nelle imprese più grandi l’eventualità di dover pagare un indennizzo non scoraggiava i licenziamenti arbitrari. Ed è proprio questo tipo di licenziamenti che si vuol rendere possibili restringendo l’applicazione dell’articolo 18.

      Concludo con una citazione di Edoardo Pucci:
      <>

      Ulisse Scintu

    • maria marzo 27, 2012 a 1:46 pm #

      SENTI PITOCCO, IO NON SO CHI SEI, E COSA FAI, MA SO CHE STAI SBAGLIANDO TUTTO NEL GIUDICARE I SINDACATI.
      PERCHE’ NON TE LA PIGLI CON I POLITICI CHE LAVORANO IN PARLAMENTO SOLO PER FARSI I FATTACCI LORO E LE LEGGI CHE GLI PARANO IL ….FONDO SCHIENA DALLA GALERA.
      PERCHE’ NON TE LA PIGLI CON QUEI POLITICI CHE RUBANO E CORROMPONO E COSTRINGONO LE IMPRESE A SBORSARE MAZZETTE PER AVERE I PERMESSI DI LAVORARE.
      E CHE NE DICI DI QUEI POLITICI CHE SI FOTTONO OGNI MESE LE PENSIONI MILIONARIE SOLO PER AVERE BIGHELLONATO IN PARLAMENTE PER SOLI 5 ANNI, MENTRE I LAVORATORI DEVO SGOBBARE PER PIU’ DI 40ANNI?????
      E POTREI CONTINUARE ALL’INFINITO …. RIFLETTI PRIMA DI SPUTARE SENTENZE E INFORMATI BENE.

      • Pitocco marzo 27, 2012 a 11:18 pm #

        Grazie di avermi risposto, ma chi sia io e cosa faccia non è tema del blog. Inoltre h l’esperienza per dire che i sindacati facessero il lavoro per cui sono pagati (e profumatamente) forse le cose andrebbero meglio. Ma loro, come tutta la plutoicrazia che ormai ci governa da 50 anni, sono parte del meccanismo che ci vede tutti sullo stesso piano: carne da lavoro e da sfruttare a più non posso.
        Questo il mio primo punto di vista. Secondo, ancora non c’è nessuno che mi spieghi PERCHE’ nessun sindacato vuole mettere in discussione i codici societari. E non lo dico per una fissazione astrusa, ma perché proprio in questi codici c’è la chiave di volta dell’intero sistema sociale e produttivo di una nazione.
        Terzo, i sindacati continuano a parlare dell’art. 18 che secondo me è esattamente quello al quale vogliono far credere, ma poi a cernobbio si accordano sulle misure da prendere collegiamente (sindacati e confindustria) sempre il motrivo succitato a punto 1).
        Inoltre voler continuare a mantenere dei privilegi rispettabili e che sono costati anni di battaglie e di morti sul lavoro, adesso, nella situazione in cui siamo, con le banche e i gruppi finanziari che ci stanno portando via la terra da sotto i piedi, non ha più senso.
        Quello che serve è un’attività congiunta tra sindacato e parte imprenditoriale che molto attivamente depenni le migliaia di regole e lacci che ingessano le attività produttive permettendo assunzioni e sopratutto rendendo il mondo del lavoro più snello e meno rigido. Te lo dico io che ne ho viste di cotte e di crude sulla mia pelle, ma se vuoi mangiare e pagare la rata del mutuo non hai scelte: o mangi ‘sta minestra op salti la finestra. Ma da quello che vedo e che capisco i sindacati sono convinti di ottenere la gallina dalle uova d’oro, mentre mgigliaia di aziende chiudono, altre vanno all’estero ed altre ancora anaspano per uno stato massone-laido-infame che anziché colpire i veri colpevoli del sisastro costringe i suoi cittadini a sacrifici mostruosi. Il fatto più eclatante è che in Italia fin ad ora, ci sono poch che fanno sacrifici, ma tanti che hanno la pancia piena, che comperano cellulari, iPhone, ed altre amenità inutili senza pensare che dietro all’angolo c’è la mazzata. E noi continuiamo a parlare dell’articolo 18? Ma per favore, provate a chiedere a qualche d’uno che lavora nel sindacato quanti sono in regola e quanti no, chiedete se hanno l’obbligo della dichiarazione dei redditi, provate a chiedere quali sono i contributi che vengono versati dallo stato ai sindacati (esentasse) e non dichiarati. Cazzo, ma pensate sempre che la voce del sindacato sia quella di dio? Svegliarsi un pochino no, eh?

  7. marifior marzo 22, 2012 a 7:58 am #

    Già! Ma se non ci fossero sarebbe molto più allarmante! Condivido la rischiesta di coerenza,trasparenza e onestà. Ma non buttiamo via il bambino con l’acqua calda, per carità!!!

  8. icittadiniprimaditutto marzo 22, 2012 a 7:59 am #

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  9. luigi segreto marzo 22, 2012 a 1:26 pm #

    Ci vorrebbero uno sciopero e manifestazioni di piazza permanenti

  10. zamagni antonella marzo 22, 2012 a 2:55 pm #

    io avrei una proposta ,perche non gli si fa fare un’annetto con € 1200 al mese ,con un’affitto da pagare ovviamente………..iniziamo a rompergli i goglioni quanto li stanno non rompendo ma tritando a noi………siamo arcistufi di sentirci dei pezzenti e costretti a pagargli uno stipendio che anche solo a nominare l’importoti fa’ venire il voltastomaco …..e poi……non dovevano dimezzare i parlamentari ed anche i loro stipeendi ????????’ come mai questo non e’ stato neppure preso in considerazione????????? sono tutti dei ladri e dei truffatori ……cosa vogliono la guerra civile ??????? penso che se andranno avanti cosi’ e’ l’unica cosa che otterranno……

  11. ecology23 marzo 22, 2012 a 4:57 pm #

    Bravi! :-) partecipo volentieri

  12. Ezio marzo 22, 2012 a 7:39 pm #

    Mandiamoli a casa subito, elezioni a Giugno!

  13. Martina marzo 22, 2012 a 8:26 pm #

    Volevo solo segnalare che il mio blo si chiama “Trattoria da Martina”, non “da Martina”..Scusate se ho scritto qui, ma non sapevo se era il caso di scrivere di nuovo all’inidirizzo mail che avete segnalato

  14. popof1955 marzo 29, 2012 a 5:08 pm #

    Reblogged this on libera…mente.

  15. lelio aprile 13, 2012 a 6:52 pm #

    qualcuno mi dice,oggi 13 aprile come e’ finita con l’art.18?

  16. Ulisse Scintu aprile 15, 2012 a 11:00 am #

    PROPOSTA DEL GOVERNO DI TASSARE DI 2 CENT SUGLI SMS, PER REPERIRE FONDI PER LA PROTEZIONE CIVILE!

    di Ulisse Scintu

    SIAMO AL RIDICOLO!! Il governo sta raschiando veramente il fondo del barile … con proposte bizzarre che colpiscono prevalentemente i giovani, ossia: la fascia meno abbiente della società, più discriminata, più precarizzata!!!

    NON E’ NECESSARIA UNA GRANDE FANTASIA PER REPERIRE I FONDI PER RIEQUILIBRARE LA MANOVRA DEL GOVERNO MONTI, E CREARE I PRESUPPOSTI PER UNA REALE CRESCITA E SVILUPPO DELLA SOCIETA’ !!

    A tale proposito evidenzio ulteriormente le proposte che il sottoscritto aveva già inviato al Prof. Monti e tutt’ora valide!!

    ******************************************************************************************

    IMPLEMENTAZIONI ALLA MANOVRA – Lettera inviata via mail al Prof. Monti (31.1.12)
    Ulisse Scintu

    In riferimento al taglio degli stipendi ai parlamentari, sono contrario ad un modesto taglio, in casi come questi, datosi che non sono esenti da responsabilità, dovrebbero essere messi in CIGS al 20% dello stipendio.

    Altresì, dovrebbe essere presa in considerazione una legge che permetta REFERENDUM PROPOSITIVI. Immaginate, a puro titolo di esempio, inserire tra le proposte referendarie istanze come le seguenti:

    1) Impossibilità per i deputati di cambiare schieramento politico;

    2) Creare un apposito DURC per i candidati, nel quale deve risultare che non abbiano pendenze né fiscali né con la giustizia;

    3) Conflitto di interessi: impedire la candidatura a qualsiasi imprenditore o cittadino, che sia collegabile a grandi patrimoni, anche se intestati a parenti e che non abbia la fedina penale pulita;

    4) Spese militari e missioni all’estero: la possibilità per i cittadini di fissare uno stanziamento massimo delle spese militari in tempo di pace;

    5) Creare dai disoccupati delle ronde ausiliarie (tre per rione), che avendo un minimo di stipendio, possono incrementarlo con le multe mensili che farebbero ai commercianti che utilizzano il lavoro nero e che non rilasciano ricevute fiscali;

    6) Abolizione degli STAGE ed obbligo di assunzione a tempo iindeterminato per i giovani;

    7) Possibilità per i lavoratori dipendenti di potere usufruire del 50% della liquidazione maturata, dopo 5 anni di lavoro e senza i vincoli attuali; Distribuzione di incentivi e di terreni demaniali incolti, a giovani coppie disoccupate; con la possibilità di costruzione di una casa agricola (con divieto di vendita per i successivi 20 anni);

    8) Vendita all’asta di opere d’arte che, da mezzo secolo sono parcheggiati nei magazzini dei Musei Nazionali;

    9) Blocco dell’indicizzazione delle Baby pensionii, delle pensioni dei parlamentari e di quelle sopra i 3.000 Euro; Blocco di tutte le grandi opere non prioritarie, ponte Messina, TAV, etc. etc., ;

    10) Risarcimento da parte di Berlusconi dei 5 miliardi di euro accordati alla Libia di Gheddafi e restituzione delle risorse finanziarie già spese per il ponte di Messina;

    11) MASS MEDIA, impedire ad un unico soggetto di avere più di una televisione e di un giornale quotidiano;

    12) Tassare le transazioni finanziarie e i grandi patrimoni;

    13) Creazione di un unico sindacato e unico contratto lavorativo come accade in Germania;

    14) Facilitare la confisca dei beni sequestrati ai mafiosi e renderla disponibile per le cooperative di giovani disoccupati;

    15) Impedire ai componenti di associazioni massoniche come la P2 di candidarsi alle elezioni e di accedere a posizioni di rilievo nella pubblica amministrazione;

    16) Ridurre il numero di parlamentari del 50%;

    17) Abolizione delle province;

    18) Impedire ai parlamentari ed ai manager di enti pubblici o parastatali di avere doppi o tripli incarichi e stipendi;

    19) Eliminare o ridurre al minimo i soldi necessari alle consulenze dei vari organismi statali;

    20) Abolire lo stanziamento di fondi ai partiti ed ai Quotidiani;

    21) Abolizione dell’otto x mille;

    22) Tassazione IMU dei beni immobili della chiesa;

    23) Incompatibilità di pensioni plurime per politici, parlamentari, ecc.;.

    24) TOBIN TAX Tassazione sulle transazioni finanziarie, fare approvare una legge sia a livello nazionale che internazionale, con la regolamentazione dell’uso informatico dell’ H.F.T. (causa della crisi economico finanziaria globale);

    25) Fare un accordo bilaterale (come fatto da Germania ed Inghilterra ) con la Svizzera, sull’evasione fiscale dei conti bancari depositati nelle banche Svizzere!;

    26) Cambiare la legge sulla depenalizzazione del Falso in Bilancio ripristinandola!;

    27) Impedire le delocalizzazioni delle fabbriche all’estero a quelle imprese che nel passato abbiano usufruito di agevolazioni statal;.

    28) Impedire l’ingresso di estere da paesi in cui non vengono rispettati i diritti umani e sul lavoro, nonchè lo sfruttamento schiavistico minorile del lavoro;

    29) Fare pagare l’IMU alle fondazioni bancarie (che non sono affatto fondazioni benefiche!);

    30) Impedire l’annullamento o la modifica in peggio dell’art.18 legge 300/70.

    Ebbene, quanto succitato potrebbe essere incrementato da apposite commissioni di semplici cittadini che sarebbero disposti ad inviare suggerimenti o disegni di legge dietro compensi minimi in caso di approvazione. Concludo, sperando di avere esposto degli utili punti di riflessione, che se attuati anche in minima parte avrebbero palesato l’inutilità di misure drastiche sulle pensioni e sul lavoro dipendente che viene da sempre tassato alla fonte, ovvero sulle buste paga.

    Scintu Ulisse – Lavoratore nel privato (da 43 anni) e delegato CO.BAS

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