No Bavaglio – Quotidiano.Net

“No alla legge-bavaglio” Si prepara la rabbia in piazza

Piovono critiche al ddl. Verdone: “Norme di tipo iraniano”. Pd all’attacco: “Prove tecniche di regime autoritario”. E la Federazione della stampa: “Faremo opposizione fino a Strasburgo”

Roma, 20 maggio 2010 – Continua ad essere alta la tensione sul ddl intercettazioni. Il Presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, ha fissato per lunedì sera la ripresa delle ostilità. Resta da esaminare una cinquantina di emendamenti, fra cui le norme che inaspriscono le pene per i giornalisti che decidessero di pubblicare ugualmente gli atti di un procedimento o le intercettazioni prima del rinvio a giudizio. Già stabilita la maxi multa per gli editori: andrà da 64.500 a 464.700 euro.
Il ddl intercettazioni dovrà comunque passare al vaglio dell’aula del Senato, per poi tornare alla Camera. L’aula di Palazzo Madama ha programmato per la prossima settimana l’esame dei decreti legge sulla Grecia e sulle demolizioni in Campania.
Per martedì è fissata una Conferenza dei capigruppo che potrebbe anche modificare il calendario.


L’Idv domani scenderà in piazza
contro il disegno di legge. “Saremo accanto al popolo viola contro la vergognosa e criminale legge bavaglio sulle intercettazioni – dice Leoluca Orlando – faremo le barricate dentro e fuori il Parlamento”.

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno apre un piccolo spiraglio: “Il ddl è un tentativo per evitare l’inondazione nei giornali di tutta una serie di intercettazioni che non servono a dare notizie ma solo a creare gossip. Lo prendo come un fatto positivo, ma, ovviamente, nella definizone del testo, bisogna stare molto attenti a non limitare la libertà di stampa”.

I radicali criticano la norma per cui il magistrato che indaga o intercetta un uomo di Chiesa deve avvisare la diocesi o la Segreteria di Stato vaticana. “Si tratta dell’ennesima marchetta al Vaticano”, tuona il radicale Michele De Lucia.
Luigi Zanda (Pd) ricorda che “già oggi l’Italia è al 72* posto nelle classifiche internazionali sulla libertà di stampa. Pressochè tutta la televisone è controllata da Berlusconi. Moltissime riviste entro pochi mesi saranno costrette a chiudere per l’aumento delle tariffe postali. Se il ddl intercettazioni dovesse diventare legge, l’unica risposta possibile sarà la disobbedienza democratica”.

CARLO VERDONE – Secondo Carlo Verdone le norme sulle intercettazioni in fase di approvazione alla Commissione Giustizia del Senato “sono una brutta faccenda. Sono norme di tipo iraniano, che potrebbero non farci piu’ scoprire cosa succede in questo Paese, dove ogni giorno ce n’e’ una”, ha detto il regista e attore, rispondendo a una studentessa, durante l’incontro di stamattina alla Facolta’ di Scienze della Formazione dell’Universita’ Roma Tre. “E’ vero – ha aggiunto Verdone – qualche volta si e’ andati oltre nell’utilizzare le intercettazioni, coinvolgendo persone che non c’entravano, ma sono stati casi limitati”.

IL PD ALL’ATTACCO – Il provvedimento “proposto dal governo sulle intercettazioni telefoniche è una prova ‘tecnica’ di regime autoritario”. Lo sostiene Vincenzo Vita (Pd), vice presidente della commissione Cultura del Senato. Secondo il parlamentare “se dovesse mai passare, si porra’ il problema della disobbedienza civile. E’ amaro dirlo, ma la coscienza lo impone. Carcere e multe per giornalisti ed editori, censura e bavaglio per l’informazione”.
Il testo, aggiunge Vita, “contiene anche una improvvida norma sui siti e sui blog, equiparati impropriamente, per cio’ che riguarda le rettifiche, ai giornali quotidiani con il rischio evidente di aprire la strada a sanzioni per la maggior parte di loro insostenibili. Gia’ nella seduta di ieri si e’ avviato un chiarimento in seno alla commissione Giustizia, ma sara’ necessario tornarci. Infatti, maggioranza e governo – conclude – hanno voluto a tutti i costi mantenere la dizione generica di ‘siti informatici’, che si presta appunto ad essere interpretata come una scure omnicomprensiva”.

DONLUIGI  CIOTTI – Con il ddl sulle intercettazioni “si vuole mettere il bavaglio all’informazione”,  ha detto don Luigi Ciotti, Presidente di Libera, intervenendo oggi a un convegno sull’autonomia della magistratura a Palermo.

FNSI: OPPOSIZIONE A OLTRANZA – “Un disegno di legge che è arrivato a questo punto oggi marca il risultato di una pessima giornata, in cui viene un po’ meno persino la fiducia nel Parlamento, che noi rispettiamo sempre. E’ stata messa una pietra enorme, un macigno, davanti al diritto dei cittadini di sapere come procedono le inchieste giudiziarie: si vuole affermare un crimine impossibile nel diritto ordinario in qualsiasi paese civile, cioè dare le notizie diventa un crimine”. Così a CNRmedia il segretario della Federazione Nazionale Stampa Italiana Franco Siddi commenta l’emendamento al ddl intercettazioni, approvato dalla commissione Giustizia del Senato, che prevede il carcere per i giornalisti.


“Si vuole anche affermare
– prosegue Siddi – che i corrotti e i corruttori hanno il diritto all’impunità, sia quella dalla giustizia, che viene privata di molti strumenti di investigazione, sia quella morale che deriva dalla disponibilità delle informazioni sulle loro malefatte, che un’informazione corretta può offrire degnamente al pubblico. L’FNSI farà quindi un’opposizione e una resistenza incessante”.
“La nostra opposizione si baserà sul percorso che prenderà questa legge. Se dovesse rimanere in questi termini è evidente che metteremo in campo azioni straordinarie di protesta fino allo sciopero, azioni di resistenza e di controinformazione e di giustizia, da portare alle estreme conseguenze contro il nostro paese, che amiamo; ma in questo caso saremo costretti a chiedere che venga sanzionato dalla Corte di Giustizia Europea per i diritti dell’Uomo, perchè siamo sicuri che a Strasburgo troveremmo un giudice non solo serio e saggio, ma rispettoso della legge universale, quella dei diritti dell’uomo che questa legge, così com’è, viola in maniera clamorosa. Un minuto dopo l’eventuale approvazione definitiva saremo col nostro ricorso al Tribunale di Strasburgo”.

da Quotidiano.Net – 20 maggio 2010

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