Archivio

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3 Risposte to “Archivio”

  1. riccardo giugno 7, 2010 a 11:33 am #

    sono pienamente d’accordo con italia dei valori affinche’ anche il mondo del calcio paghi prioritariamente per questa crisi innescata dalla destra mondiale, il pd ha condannato, oramai mi aspetto solo che si allei con berlusconi, ma che schifo e che vergogna, che demagogia sarebbe dire ad un allenatore di calcio che succhia miliardi,contribuire , ad un giocatore di quarta serie che prende il piu’ cretino 100 mila euro l’ anno,ed un impiegato statale 1200 euro al mese deve pagare la crisi, ora mi rendo conto perche’ il pd non e’ mai presente alle nostre manifestazioni!

  2. Ivano Dorizza dicembre 14, 2011 a 8:25 pm #

    Totò Riina, il boss della mafia, sui provvedimenti del governo Monti: “Complimenti, io non avrei saputo far meglio”.

    Il titolo è una battuta, ma i fatti la dicono lunga sulla macelleria sociale fatta dal governo delle caste e dei banchieri. Siamo in guerra, il popolo da una parte, ladri e sanguisughe dall’altra. La nostra è, e sarà, la generazione che ha lavorato più di tutte, perché: abbiamo iniziato a lavorare da ragazzini, a metà strada il governo Dini ci ha spostato l’età pensionabile dai 35 ai 40 anni, e adesso dovremo lavorare di più per l’ulteriore spostamento dell’età pensionabile. Anche i nostri figli lavoreranno meno di noi, per una serie di motivi legati al fatto che generalmente studiano per più anni, entrano quindi tardi al lavoro, con versamenti contributivi irregolari dati dai lavori precari, che li porteranno alla pensione con pochi contributi. Quindi, noi lavoratori precoci nati negli anni ’50 – ’60 – ’70, siamo e saremo una generazione di schiavi. L’alternativa? La ribellione, tagliare le teste degli schiavisti.

  3. Ivano Dorizza dicembre 14, 2011 a 8:26 pm #

    Italia e schiavitù.

    I lavoratori nati negli anni ’50-’60-’70, la generazione dei lavoratori bambini sfruttati e maltrattati per decenni, spesso derubati dei contributi quando erano giovani e oggi derubati del sacrosanto diritto di andarsene in pensione dopo quarant’anni di contributi regolari. Se sommiamo gli effettivi anni di lavoro di queste generazioni, superiamo abbondantemente i 40 anni di vite vissute nel sacrificio, per arricchire tutti furché se stessi. Il ringraziamento degli aprofittatori e delinquenti politici, anche se nascosti dietro la maschera di tecnici, è quello di proporre che lavorino fino alla morte, e per chi dovesse sopravvivere, finire i propri giorni tra malattie, sfinimenti, affanni e tribolazioni anche economiche. L’Italia si sveglia schiavista dopo centinaia di anni dall’abolizione di questo crimine. Non possiamo permettere che ciò accada. Pensiamo si stiano violando i Diritti dell’Uomo, chi lo sta facendo se ne assumerà la responsabilità.

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