Il popolo viola alle elezioni?

Prima o poi, si torna a votare. Alle brutte (ma io credo prima) nel 2013. E, prima del “prima o poi”, si porrà, per ciascuno degli aderenti al Popolo Viola il problema del che fare. Non so se il Popolo Viola avrà la forza, o l’intenzione, di partecipare alla competizione in modo autonomo. Sarebbe certamente bello, ma i rischi sono molti. Troppi, direi. Il più grave sarebbe quello di andare incontro ad un insuccesso numerico, che potrebbe segnare la fine di un movimento così importante per la storia di questo paese. La prima scelta da fare è quella se andarci a votare, oppure no, per accrescere il partito di maggioranza relativa, che è quello degli astenuti. Teniamo presente che si andrà a votare, se si vota nel 2013, con la legge porcata. Se si dovesse andare a votare prima, non è detto: ci dovrebbe essere prima la caduta del governo attuale e, probabilmente, un governo, chiamatelo come vi pare, tecnico, di salvezza nazionale, di salute pubblica, che riscriverebbe certamente la legge elettorale. Quella in vigore è micidiale, sotto ogni punto di vista. I deputati sono nominati dai dirigenti (o dai proprietari) delle formazioni che partecipano alla competizione elettorale. Però, siccome il diavolo fa le pentole, ma sovente dimentica di fare i coperchi, un sistema per intervenire o interferire nelle scelte dei partiti che si proporranno in alternativa alla formazione monarchico-populista di Berlusconi, c’è: basterà dichiarare che voteremo solo per quel partito che avrà consentito al proprio elettorato la partecipazione all’individuazione dei candidati al parlamento. Cioè, pretendiamo, per votare, le elezioni primarie. Poter partecipare alla scelta dei candidati (e influire sull’ordine di collocazione nella lista, che è ciò che conta, ai fini dell’elezione) comporta, di fatto, anche una pesante interferenza sui programmi elettorali, per quel che valgono. Partecipare alle primarie potrebbe voler dire il rinsanguamento del Partito Democratico, un suo svecchiamento (oggi due iscritti su tre al PD sono ultrasessantacinquenni). Esprimere candidati provenienti dalle nostre fila sarebbe un contributo essenziale per la salvezza del nostro paese. Io vorrei che di dirigenti come Nichi Vendola, come Matteo Renzi, come Pippo Civati, come Debora Serracchiani, come Dario Franceschini, come Luigi De Magistris, come Massimo Donadi (e mi fermo qui, chiedendo scusa ad altri, non voglio scrivere un elenco telefonico) ce ne fosse in abbondanza. Ma non c’è n’è in abbondanza, ed invece l’Italia, se vuole salvarsi, ne deve esprimere molti, in grado di coprire le esigenze di direzione e gestione della cosa pubblica di un grande paese. Una classe dirigente nuova, capace, responsabile, informata, che sappia affrontare il futuro senza usare le categorie politiche del secolo passato. Per essere esplicito, la classica suddivisione tra “Destra” e “Sinistra” è perlomeno insufficiente per stabilire la griglia dei valori e le differenziazioni proprie del tempo presente, per non parlare del domani. So, anche troppo bene, che questo è un boccone difficile da digerire da parte di quanti, e sono la parte preponderante del Popolo Viola, si riconoscono in una generica collocazione “di sinistra”, a prescindere. Certo, è una scelta rispettabile, quella degli aderenti e sostenitori delle formazioni radicaldottrinarie della sinistra italiana, di votare per formazioni destinate al massimo alla testimonianza, e non all’alternativa; basta avere lo stomaco forte a sufficienza per immaginare una altro governo monarchico-populista, e (scusate il turpiloquio, ma quando ci vuole ci vuole) la Santanchè e Gasparri al governo sino al 2018. In tal caso, confido molto nella profezia Maya.

di Umberto Caluri

ucaluri@katamail.com

3 Risposte to “Il popolo viola alle elezioni?”

  1. Vincenzo Dornetti luglio 2, 2010 a 8:33 am #

    trovo questo articolo contraddittorio, sia per ciò che dice all’interno, sia per cosa il PV comunica all’esterno durante le manifestazioni o su facebook. La ragione sta nel doppio ruolo che si vuole avere con i partiti politici. Tendenzialmente i commenti prevalenti e i concetti espressi dal PV si basano su una critica feroce dei partiti, specialmente del PD, per l’incapacità di interpretare il pensiero della gente. Spesso poi si commenta parlando di PD-L ecc eccc… ora leggo incece che si deve addirittura partecipare alle primarie del Pd, sostenere le persone del cambiamento per mandare i vecchi a casa.. Beh allora dovete decidere: non potete tentare continuamente di smontare il Pd e poi dire di partecipare alle primarie. Trovo questo il sintomo del fatto che il movimento è spesso contraddittorio perchè se si fa politica, ti metti e la fai, prendendo sulle spalle la responsabilità di ciò che significa.. e vedrete che , una volta dentro, capirete il perchè della moderazione del PD che a volte apparentemente sembra consociativismo ma è in realtà senso delle istituzioni, responsabilità di fronte a una nazione che affonda.

    • Umberto Caluri luglio 3, 2010 a 2:05 pm #

      L’articolo “Il Popolo Viola alle elezioni ?” non è la posizione del PV, posizione, tra l’altro, che non c’è (ancora). E’ solo una mia proposta, una mia opinione. E la partecipazione alle primarie non si riferisce solo al PD, ma a tutte quelle formazioni che intenderanno partecipare alle elezioni, IdV, Sinistre radicaldottrinarie varie, Popolo Viola anche, se così verrà deciso. So bene che il grosso dei voti che servono a mandare a casa la formazione monarchico-populista di Berlusconi verrà dal serbatoio di voti PD e IdV. Ma non basteranno. Neppure con l’ausilio dei voti delle sinistre assortite. Occorre recuperare i disillusi, gli astenuti. Non saranno gli appelli dell’ultim’ora a portare gli elettori alle urne. Sarà un’offerta politica “appetibile” e onesta, credibile e creduta. Un’offerta che leghi l’elettore alla lista da votare. Qualcosa che la faccia sentire anche “sua”. Il partito dei soli iscritti è un residuato della storia. Occorre il partito degli iscritti e degli elettori. E le primarie sono l’ultima possibilità per recuperare gli astenuti. Partecipo, dunque conto, dunque voto. Ciò che non è possibile fare dall’interno dei partiti, lo si deve fare dall’esterno, non per indebolirli, per rafforzarli. In primo luogo, per quel che mi concerne, il PD, al quale sono stato iscritto sino a pochi mesi or sono e del quale condivido ancora, in toto, lo spirito fondativo. Comunque, la mia è, se non altro, un’idea, una proposta. Ad essere contro il berlusconismo siamo tutti bravi. Ma qual è l’alternativa ? E la tua proposta, qual’è ?. L’Unione ? L’Ulivo ? Il centrosinistra con trattino o meno ? Da soli, duri e puri, alle elezioni? Strade già battute. Che non portano in nessun posto. Ma parliamone ancora delle prossime elezioni; il momento è ora.

  2. tarquinia luglio 10, 2010 a 4:00 pm #

    Pur ritenedo superate le classiche posizioni DS/SN, è necessario ricordare che l’inione fa la forza. Sarebbe utile pertanto
    – convogliare tutto il PV in un’unica formazione già esistente, o grillini, o IDV, o PD o verdi o altro?;
    – pretendere l’abrogazione della legge porcata (il numero dei Viola può avere un certo peso contrattuale);
    – pretendere pulizia all’interno della formazione politica di riferimento (ai miei tempi, per accedere ad alcune tipologie di lavoro, era richiesta la fedina penale);
    – fare chiarezza all’interno del gruppo circa i politici attuali da salvare o da affossare definitivamente;
    – stabilire una scaletta di valori, lavori sui quali impegnarsi e sprechi da recuperare (auto blu, numero parlamentari, loro stipendi equiparati agli europei, ambasciate all’estero, soldi au partiti);
    – cancellazione immediata di tutte le leggi ad personam;
    Continuate pure con l’elenco aggiungendo quanto necessario e variando le priiorità. tutto è meritevole di attenzione e di discussione.

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